Lettera delle associazioni ambientaliste ai Ministri per la riduzione e la regolamentazione degli incentivi all’eolico industriale

Alla cortese attenzione di:
Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti
Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente, del Territorio e del Mare
Lorenzo Ornaghi, Ministro dei Beni Culturali
Mario Catania, Ministro dell’Agricoltura
Piero Gnudi, Ministro degli Affari regionali e del Turismo
Fabrizio Barca, Ministro della Coesione territoriale
Vittorio Grilli, Viceministro dell’Economia e delle Finanze

Roma 16 dicembre 2011
Signori Ministri,
Scriviamo in previsione degli attesi provvedimenti di attuazione del dlgs 28 – 2011, in particolare di quello che riguarderà gli incentivi per gli impianti eolici. Anche se condividiamo la sostanza della riforma che sostituisce i certificati verdi con le aste al ribasso per gli impianti di potenza superiore ai 5 MW e la ridefinizione degli incentivi negli altri casi, restiamo preoccupati per il proliferare di giganteschi impianti eolici nei luoghi più belli e integri d’Italia e temiamo che i tempi e le scelte adottate possano essere inadeguati all’urgenza e alla gravità della situazione.

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Autostrada, il Tar decide sul ricorso di Italia Nostra

Fonte: La Nazione

Attesa per oggi la decisione del Tar laziale sul ricorso presentato da Italia Nostra contro l’autostrada tirrenica. Una decisione alla quale guardano con interesse anche gli oppositori grossetani alla realizzazione dell’infrastruttura. Anche se con il niet di Sat alla Regione, la società di Antonio Bargone ha di fatto rimescolato le carte in tavola. Nessun progetto per il tratto della discordia, quello tra Ansedonia e Fonteblanda, che di fatto resta un buco nel tracciato. La resistenza opposta dal territorio ha ottenuto quello che voleva? Difficile dirlo. Difficile capire quanto un territorio come quello orbetellano potrà continuare a non volere un’autostrada quando nella sua statale, priva di corsie di emergenza, si riverserà il traffico autostradale sia a sud che a nord. Sempre che il Tar, con un colpo di scena assoluto, non decida di sospendere le autorizzazioni e chiudere tutti i cantieri aperti dalla Sat tra Rosignano e Civitavecchia. «La Sat ha risposto in modo arrogante alle richieste della Regione — affermano dall’associazione No Sat — confermando quanto la sua posizione sia solo legata a interessi finanziari e speculativi lontanissimi da quelli dei cittadini. Ha congelato il progetto a sud di Grosseto, zona dove si attende la messa in sicurezza dell’Aurelia da sessant’anni. Tra pochi mesi scatterà il primo balzello a favore dei soci Sat, con l’apertura dei nuovi caselli, 80 centesimi per percorrere quattro chilometri di un’ottima variante gratuita trasformata in finta autostrada. In pratica daranno una verniciata ai cartelli che da blu diventeranno verdi».

Dopo il NO alle olimpiadi del cemento il Governo dica NO ai tunnel di Firenze

L’associazione Italia Nostra e il Comitato No tunnel TAV scrivono al governo una lettera per chiedere che i lavori del Sottoattraversamento AV di Firenze siano fermati.
La missiva sarà consegnata in Prefettura lunedì mattina per essere inoltrata al Presidente del Consiglio, ma soprattutto ai Ministri interessati: quello delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera, quello dell’Ambiente Corrado Clini, dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, dei Rapporti con il Parlamento Piero Giarda.
Il motivo di questa iniziativa è che, si spera, questo governo abbia una diversa sensibilità rispetto a quelli che lo hanno preceduto e che si considerino concretamente le lacune formali, sostanziali e progettuali che sono tali da provocare gravi danni al patrimonio urbano, monumentale e storico artistico della città, tali da generare anche costosi contenziosi, l’aumento incontrollato dei costi, la possibile mancata realizzazione dell’opera stessa per le troppe aleatorietà; questa vicenda potrebbe lasciare a Firenze solo gravissime cicatrici senza nemmeno veder finita l’opera.
La grave crisi economica, il problema esplosivo del debito, la crescita praticamente nulla generata da questa grande opera inutile dovrebbero indurre prudenza nell’Esecutivo.
Nella lettera si chiede un incontro a breve per poter illustrare i risultati di studi e ricerche durati anni attorno a questo inammissibile progetto e usciti da poco in una pubblicazione promossa dall’Ateneo fiorentino.

Italia Nostra Onlus
Comitato NO tunnel TAV Firenze
335 5410190
338 3092948

Val di Susa: sparisce l’acqua, restano i disastri

Fonte: Il Fatto Quotidiano
Di Massimo Zucchetti

Ho partecipato oggi al VII Congresso Nazionale di Medicina Democratica, che si sta tenendo a Milano, all’Università degli Studi, da ieri a domani.
Ero, insieme all’amico Luigi Robaldo della Val di Susa, nel gruppo di lavoro che ha riguardato i beni comuni: che cosa sono e come difenderli. Ho parlato di acqua, inteso come bene comune, primo indicatore dell’impatto ambientale di una “Grande Opera”, in questo caso dell’Alta Velocità.
Su un aspetto dell’impatto ambientale dell’Alta Velocità, infatti, non crediamo ci sia possibilità di grande discussione, di confronto fra previsioni da una parte e dall’altra, dato che riguarda quanto è già successo, quanto è evidente nell’ambito di opere precedenti: l’impatto sul bene comune acqua e il dissesto idrogeologico causato dalle grandi opere.
L’alta velocità Bologna-Firenze e quanto successo al Mugello costituiscono l’esempio più eclatante. Non servono sismografi – ci dice Paolo Rumiz in un suo noto articolo del 2009 – per capire dove passa il tunnel dalla Tav tra Bologna e Firenze. Basta seguire una traccia di foreste rinsecchite, alvei vuoti, macerie. Persino i cinghiali rifiutano di vivere lassù. Sopra la “grande opera” esiste una scia di “grandi disastri” che la segnala fedelmente. Il peggio è il sistema idrico distrutto: per ripagarlo non basterebbe una mezza finanziaria. Fra 750 milioni e un miliardo 200 milioni, per ventidue minuti di viaggio in meno. Spariti o quasi 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d’acqua.
Per quanto riguarda la Val di Susa, occorre guardare al passato – con le grandi opere che la Valle ha già subito negli anni scorsi – e al futuro, in modo da valutare l’effetto combinato e non pensando ai singoli impatti non collegati temporalmente fra di loro: la sovrapposizione degli effetti mi venne insegnata, come principio, fin dai primordiali banchi di scuola media superiore, ma sembra che chi ha valutato con grande faciloneria l’impatto ambientale dell’Alta Velocità non ne abbia minimamente tenuto conto.
L’impatto di questa opera a livello idrico sarebbe rilevante. I precedenti grandi lavori hanno giàinciso pesantemente sulle sorgenti della Valle di Susa: il raddoppio della ferrovia Torino-Modane ha provocato la scomparsa di 13 sorgenti nel territorio di Gravere e di 11 nella zona di Mattie, per restare ai casi più significativi. Le gallerie dell’autostrada tra Exilles e la val Cenischia hanno fatto scomparire 16 sorgenti delle frazioni di Exilles, oltre ad alcune altre nelle più disparate località. I lavori della centrale di Pont Ventoux, per una galleria di soli due metri di diametro, hanno prosciugato il rio Pontet, 2 sorgenti a Venaus, 2 a Giaglione, una decina in territorio di Salbertrand, tra cui quella che alimentava l’acquedotto di Eclause. Secondo il Rapporto Cowi redatto per conto della commissaria europea De Palacio, il solo tunnel di base drenerà da 60 a 125 milioni di metri cubi di acqua all’anno, che corrisponde al fabbisogno idrico di una città con un milione di abitanti. Oltre alla Torino che già abbiamo, avremmo un’altra Torino-equivalente a consumare acqua in Valle di Susa.
Quando si costruiscono opere in sotterraneo molto estese, si dovrebbe cercare di valutare le variazioni idrologiche indotte dall’opera nell’ambiente circostante alle lavorazioni. Bisogna capire se le opere in sotterraneo, in particolare le porzioni costruite in posizione “parietale” (in prossimità del versante), captano acque circolanti nelle rocce e/o sedimenti. Queste acque normalmente seguono il loro decorso naturale e tendono, nella loro diffusione sotterranea, a rifornire le falde profonde dei fondovalle. Se invece esistono degli scavi molto estesi, questi ultimi svolgono un’azione di vero e proprio “richiamo” delle acque, dovuto al fatto che il vuoto (lo scavo) determina una significativa diminuzione di pressione che agevola il processo di attrazione idrica. Un fenomeno del genere è evidente nelle condizioni di subduzione che molte volte caratterizzano le aree limitrofe ai pozzi di emungimento, soprattutto quando si prelevano quantitativi di acque superiori rispetto alle possibilità di ricarica naturale delle falde sfruttate. Ad esempio, la zona del fondovalle compresa tra Borgone Susa e Ferriere è interessata negli ultimi decenni da un costante e diffuso abbassamento della superficie topografica, nell’ordine di diversi millimetri, dovuto proprio a quest’ultimo fenomeno.
E’ stato valutato tutto questo dai proponenti l’opera? “Nemmeno per idea!” avrebbe risposto il vecchio Giorgio Bocca.

In collaborazione con Gregorio Fontana, esperto di impatto ambientale sui bacini idrici

 

Il mio stato di salute è legato al funzionamento di questi mostri d’acciaio

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Riportiamo il testo di una accorata lettera scritta dall’agricoltore biologico Piero Romanelli di Casoni di Romagna (BO) al cui caso, ormai di rilevanza nazionale (vedi video), facevamo cenno nel seguente post.

“Non mi resta che confermare gli effetti sulla salute causati dalle maledette turbine eoliche.
Siamo sommersi da più di 2 m. di neve ma siamo attrezzati per ovviare ad ogni genere di problema anche perché la scelta fatta 17 anni orsono di acquistare un podere e vivere la montagna ci rendeva consapevoli dei disagi a cui si andava incontro.
Agricoltore biologico e difensore della natura, questa è sempre stata la mia massima aspirazione.
3 anni fa ho realizzato un piccolo impianto fotovoltaico di 2,5 Kw sul tetto di casa che va benissimo (ho avuto continue proposte per la realizzazione sui terreni seminativi che ho ovviamente rifiutato).
Il mio stato di salute è legato al funzionamento di questi mostri d’acciaio.”
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“No alle opere inutili” Italia Nostra contro la Tirrenica

Fonte: La Repubblica  Firenze

Sabato 18 febbraio un convegno con esperti,
comitati e cittadini, a Grosseto, per il “No Tirrenica Day”
 

Un incontro per discutere della Tirrenica, e per ascoltare i pareri di esperti e cittadini sull’opera infrastrutturale. L’appuntamento, il No Tirrenica day, è per sabato 18 febbraio dalle 9 alle 12 nella sala Pegaso del Palazzo della provincia di Grosseto. “Oggi sono le nostre strade statali, dice Italia Nostra, domani saranno le loro autostrade a pagamento”. Ecco il programma dettagliato dell’incontro:
  • 9:20 Italia NostraNicola Caracciolo (vice Presidente Nazionale) apertura giornata dedicata alla Tirrenica: 30 anni per dire ancora No alla Tirrenica
  • 9.35 Prof. Antonio Tamburrino: Le verità sulla Tirrenica
  • 9.50 Presidente Nazionale di WWF. Stefano Leoni 
  • 10.00 Prof. Gianni Mattioli: La devastazione dell’ambiente
  • 10.15 Avv. Francesco Fidone: Il ricorso al Tar di Italia Nostra contro il progetto definitivo della Tirrenica
  • 10.30 Dott. Luigi Ambrosini, imprenditore Agricolo:Il ricorso come un’opportunità  per tutti i cittadini di unirsi ad adiuvandum contro la Tirrenica
  • 10.40 Senatore Furio Colombo: considerazioni sull’autostrada Tirrenica
  • 10.50 Ubaldo Giardelli (Comitato no Sat)  Ripartiamo da una grande manifestazione per dire NO SAT e SI ai beni comuni.
  • 11.00 Lamberto Meschinelli, Coordinamento dei comitati contro l’Autostrada
  • 11.10 Donatella Raugei Portavoce Imprenditori Agricoli di Agriturismo
  • 11.20 Giuliano Parodi, Uniti per Suvereto
  • 11.30 Zucconi Massimo, Comune dei Cittadini Campiglia Marittima
  • 11.40 Mario Bencivenni, Comitato dei cittadini Area Fiorentina
  • 11.50 Roberto Saracino, Presidente Nazionale A.C.U.Roma
  • Dalle 12.00  Interventi e proposte dei Comitati che aderiscono alla giornata e dei cittadini interessati dagli espropri.

Rete No Smog Firenze: adesione a “m’illumino di meno”

Sempre in tema di risparmio energetico, un tema a noi molto caro.
Mariarita Signorini - Responsabile comunicazione I.N Toscana

RETE NO SMOG FIRENZE
Città Ciclabile
Fiab FirenzeInBici
Italia Nostra
Medici per l’Ambiente
Medicina Democratica
sTraffichiamo Firenze
Terra!

 Firenze, 17 febbraio 2012 Comunicato Stampa

LA RETE NO SMOG FIRENZE PARTECIPA A “m’illumino di meno” per il risparmio energetico
DIFFONDENDO LA CAMPAGNA “CLOSE THE DOOR”.

Questa mattina alcuni attivisti della Rete No Smog Firenze, formata da Città Ciclabile, Fiab FirenzeinBici, Italia Nostra, Medicina Democratica, Medici per l’Ambiente, sTraffichiamo Firenze e Terra!, hanno visitato i negozi del centro che tengono le porte aperte, anche col riscaldamento acceso all’interno, (in via Calimala su 17 negozi ben 9 avevano le porte spalancate!) per presentare la campagna contro lo spreco energetico “Close the Door”, partita dall’Inghilterra e da lì diffusasi in altri paesi, consegnando anche il fac-simile dell’adesivo che la Rete è pronta fornire ai negozi che aderiranno.
Questo adesivo segnalerà i negozi che, tenendo le porte chiuse, dimostrano la volontà di non sprecare energia, con grandi benefici economici ed ambientali.
La scarsa sensibilità ai problemi posti dallo spreco energetico è però estremamente diffusa, anche in Palazzo Vecchio…. Da una verifica interna della Polizia Municipale nei mesi di Novembre e Dicembre 2011 risultano tantissimi casi di luci “dimenticate” accese ai piani, nei corridoi e negli uffici: il piano 2° dei Gruppi Consiliari batte gli uffici al 1° piano del Sindaco 25 casi rilevati a 22, anche gli uffici e la presidenza del Consiglio non sono da meno, con 22 casi rilevati, al 3° piano, mentre se la cavano meglio gli uffici del Vicesindaco, al 1° piano, con “soli” 24 casi. Ma alle stanze del Sindaco vanno “imputati” anche 2 casi di riscaldamento con stufette lasciate accese, il massimo dello spreco energetico!
L’emergenza energetica che ha allarmato tutti nel momento del freddo polare indica che non possiamo più permetterci tutti questi sprechi.