Pubblichiamo l’articolo scritto da Gian Franco Cartei, costituzionalista docente dell’Università di Firenze e membro del Direttivo d’Italia Nostra, per il Corriere Fiorentino riguardo a quanto dichiarato dall’Assessore Marson a La Repubblica del 6 maggio.
Art. pubblicato sull’editoriale di sabato 8 del Corriere F. a pag 13.
Assessori, Poteri e Altalene
Gianfranco Cartei
Il nuovo assessore all’urbanistica della Regione, Anna Marson, ha espresso un netto giudizio negativo sugli ampi poteri sinora attribuiti agli enti locali nella gestione del governo del territorio. A suo giudizio, infatti, l’incapacità dimostrata in questi anni dagli amministratori locali avrebbe richiesto che a costoro non fosse data, sempre e comunque, l’ultima parola sulle scelte territoriali e che l’autonomia dei Comuni fosse accompagnata, e se necessario corretta, da adeguati poteri di valutazione e di controllo da mantenere in capo alla Regione.
Appare evidente, pertanto, che, secondo l’assessore, gli scandali urbanistici avvenuti in questi anni – da Monticchiello a Campi Bisenzio, da Montespertoli a Barberino del Mugello sino a Firenze-, hanno la loro causa originaria, prima che nei comportamenti imperfetti degli uomini, nei vistosi limiti della legge.
Scontato, quindi, prevedere che la stessa sarà modificata al fine di ripristinare a vantaggio della Regione quei poteri di controllo sui piani regolatori un tempo previsti e poi abbandonati in nome dell’autonomia comunale. Ma l’ultima intervista concessa da Anna Marson ( pubblicata ieri da La Repubblica) è interessante anche per un’altra ragione.
A suffragio delle proprie tesi, l’assessore richiama la richiesta formulata dal procuratore Quattrocchi a Enrico Rossi di bloccare tutti quei provvedimenti con cui il comune di Montespertoli ha consentito la ripresa dell’attività edilizia. In realtà, la lettera del procuratore solleva più di un interrogativo. Può, infatti, il potere giudiziario, seppur pubblicamente e per bocca di un suo autorevole esponente, rivolgersi al Presidente di una Regione e chiedergli di intervenire nei riguardi di una specifica amministrazione? In ogni caso, qualsiasi intervento della Regione potrebbe alimentare il sospetto che Rossi agisca soltanto perché sollecitato da Quattrocchi. Non solo. La Regione Toscana, infatti, anche volendolo, difficilmente potrà accontentare le richieste della Procura perché è sprovvista del potere d’intervento invocato da Quattrocchi. E non lo ha perché, pur previsto dalla legge statale sull’edilizia, ha deciso di
sacrificarlo in nome dell’autonomia dei Comuni.
Firenze 7 maggio 2010