Archivi categoria: 2011

A volte ritornano: Agsm Verona

Fonte: Cronache

L’eolico industriale torna sotto i riflettori per le ultime mosse di Agsm Verona, la piccola società municipalizzata che da qualche anno si sta mostrando particolarmente aggressiva sul fronte degli investimenti in parchi eolici collocati al di fuori del proprio Comune e della propria Regione di appartenenza. Già in passato ho avuto modo di scriverne e di spiegare come il folle meccanismo degli incentivi “all’italiana” abbia fatto fare affari d’oro a speculatori e mafia, facendo scempio del paesaggio (una delle poche vere risorse di cui dispone il nostro Paese) e mettendo anche a rischio la salute degli sventurati che si ritrovano le “pale” vicino casa. Agsm Verona rientra a pieno titolo nella categoria deglispeculatori privi di scrupoli e disposti a costruire impianti anche dove non c’è quasi vento (vedi il caso di Monte dei Cucchi, sull’Appennino bolognese) pur di portare a casa incentivi così generosi da far raddoppiare nel giro di pochi anni il capitale investito. Così si spiega lo shopping compiuto negli ultimi mesi in Toscana, dove il gruppo veronese ha rilevato le quote di maggioranza dalla danese Ewf in diversi impianti e ha avviato di gran lena i lavori di costruzione con l’obiettivo di farli entrare in funzione entro fine anno, in modo da poter ancora beneficiare del meccanismo di incentivazione. Un impianto è in corso di realizzazione sul Monte Carpinaccio, nel comune di Fiorenzuola, e l’altro a Riparbella nei pressi di Cecina.

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Nuova giornata di mobilotazione per il recupero dei bidoni tossici del cargo “Venezia”

Venerdì 2 marzo ore 18
Assemblea cittadina con la partecipazione di esperti ambientali
presso la sala del C.S.A. Borgo in Via degli Asili 47

Lettera delle associazioni ambientaliste ai Ministri per la riduzione e la regolamentazione degli incentivi all’eolico industriale

Alla cortese attenzione di:
Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti
Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente, del Territorio e del Mare
Lorenzo Ornaghi, Ministro dei Beni Culturali
Mario Catania, Ministro dell’Agricoltura
Piero Gnudi, Ministro degli Affari regionali e del Turismo
Fabrizio Barca, Ministro della Coesione territoriale
Vittorio Grilli, Viceministro dell’Economia e delle Finanze

Roma 16 dicembre 2011
Signori Ministri,
Scriviamo in previsione degli attesi provvedimenti di attuazione del dlgs 28 – 2011, in particolare di quello che riguarderà gli incentivi per gli impianti eolici. Anche se condividiamo la sostanza della riforma che sostituisce i certificati verdi con le aste al ribasso per gli impianti di potenza superiore ai 5 MW e la ridefinizione degli incentivi negli altri casi, restiamo preoccupati per il proliferare di giganteschi impianti eolici nei luoghi più belli e integri d’Italia e temiamo che i tempi e le scelte adottate possano essere inadeguati all’urgenza e alla gravità della situazione.

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No a impianti fotovoltaici nelle Crete senesi

Fonte: Vivere le crete e Italia Nostra Onlus – Sezione di Siena

Asciano (30.12.2011) – Da “Italia Nostra” sezione di Siena riceviamo e pubblichiamo:

“Italia Nostra è preoccupata per una segnalazione giunta da  Asciano:  un impianto fotovoltaico  di 5.000 metri quadrati sta per essere  realizzato a Bollano, nelle immediate vicinanze dell’’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, in località podere Il Pino.

L’’Abbazia “situata in suggestiva solitudine su un’’altura a dominio delle Crete”, fondata nel XIV° secolo, “estendeva i suoi possedimenti fondiari fino a Chiusure e alla Val d’’Asso, ed ebbe ruolo fondamentale nell’organizzazione agricola e sociale delle Crete meridionali, caratterizzata dai campi chiusi da filari di vite sostenuti da olivi, gelsi e piante da frutto” (dalla Guida d’’Italia del Touring Club Italiano, edizione 1996). L’’impianto occuperebbe un’’area agricola di pregio, e sarebbe situato lungo una strada poderale di crinale, in posizione elevata, visibile da tutta la vallata est del fiume Ombrone e addirittura da Murlo, lontano ben 11 chilometri. Il terreno appartiene all’’Azienda Agricola “Congregazione Benedettina Olivetana”, gestita dai monaci di Monte Oliveto, le cui proprietà sono quasi tutte sottoposte a vincolo paesaggistico ai sensi del Decreto Legislativo n.42 del 2004 (Decreto Urbani) e rientrano fra le “Aree Protette SIR-SIC ” (Siti di Importanza regionale e/o Comunitaria). Il campo il Pino, dove è progettato l’’impianto, è adiacente all’’area sottoposta a Vincolo Paesaggistico, e dista 450 metri dall’’area protetta regionale, e 80 metri dall’’Area Perimetrata dei cosiddetti “Coni Visivi”, individuata dalla Legge Regionale 11/2011. Tale legge individua come aree non idonee all’’istallazione di impianti fotovoltaici a terra le Aree Agricole di Pregio e quelle DOP (denominazione  di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta). Il campo Il Pino rientra in ambedue le classificazioni. Leggendo bene la Legge 11, troviamo che vi possono essere eccezioni alla non idoneità, nelle zone sopradette, per impianti fotovoltaici con potenza inferiore ai 200 kiloWatt: e, guarda caso, l’’impianto progettato sarà di 199 kiloWatt! Tuttavia, a parte l’’”escamotage “dei 199 kiloWatt al posto dei 200, per la succitata Legge le eccezioni sono valide solo se gli impianti soddisfano due condizioni: primo, devono servire ad attività connesse all’’agricoltura; secondo, devono inserirsi nella campagna “con modalità tali da assicurare il minor impatto paesaggistico”. Ebbene, risulta che l’’impianto di Bollano non soddisfi nessuna delle due condizioni: infatti,  l’energia prodotta  potrà essere utilizzata solo in minima parte per “autoconsumo” dell’azienda agricola, e la vendita dell’energia in esubero tradisce lo spirito della Legge Regionale, in base a cui le ’”eccezioni” dovrebbero essere funzionali ai soli fini del mantenimento del presidio sul territorio delle attività agricole connesse. Quanto all’’inserimento nel paesaggio, l’’impianto si affaccia senza alcuno schermo nella vallata del fiume Ombrone, 100 metri più in alto dello stesso fiume, in un’area inserita dall’’APT (Agenzia per il Turismo) di Siena negli itinerari turistici della Toscana. Inoltre, nella zona sono presenti ben dieci casali: come potrà non esservi impatto su un paesaggio ormai storicizzato, portale d’’ingresso per le tipiche crete Senesi e per l’’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore ? Italia Nostra si augura vivamente che l’’Amministrazione Provinciale non voglia dare l’’autorizzazione a realizzare questo impianto, che avrebbe ricadute negative  immediate sul turismo e su quell’’attività agrituristica, che rappresenta  il biglietto da visita per la Toscana, e ne difende il paesaggio e l’’immagine  nel mondo. Tra l’’altro, se l’’autorizzazione venisse concessa, verrebbero eluse le disposizioni dell’’Amministrazione Comunale di Asciano, che ha approvato in Consiglio un apposito Regolamento sugli impianti fotovoltaici a terra. E le norme della Legge Regionale verrebbero aggirate, creando un pericoloso precedente: qualunque azienda  ascianese avrebbe il diritto di ricevere autorizzazioni analoghe su terreni agricoli di proprietà, innescando così una spirale di trasformazione dei luoghi, che sancirebbe la fine di quell’’unicum che le crete senesi hanno da sempre espresso e che dovrebbero continuare ad esprimere nel rispetto delle generazioni future”.

Continua il dibattito sulle linee 2 e 3 della tramvia

Fonte: Nove da Firenze

Dopo le promesse di cambiamento dei tracciati tramviari rilasciate in campagna elettorale dal candidato Renzi e dopo due anni e mezzo trascorsi inutilmente, vengono oggi riesumati gli stessi tracciati tramviari con gli stessi errori del progetto iniziale degli anni ’90.
Le previsioni di tali tracciati sono state peraltro recepite nel nuovo Piano strutturale approvato, e di queste perUnaltracittà ha richiesto, senza essere ascoltata, lo stralcio e la sostituzione con un sistema di metrotreno utilizzando i binari esistenti e aggiungendo solo la linea tramviaria 5.
Eppure i punti critici delle linee 2 e 3 della tramvia sono numerosi, come ammette anche l’attuale amministrazione comunale: alcuni tecnici del gruppo urbanistica di perUnaltracittà dopo un’attenta analisi dei progetti ne hanno individuato i limiti dei e proposto alternative che utilizzano i binari ferroviari esistenti.
A tutto questo si aggiunga il danno ambientale derivante dall’annunciato taglio degli alberi in una zona che andrebbe al contrario arricchita di verde, gravata com’è da problemi di traffico, di inquinamento e di densificazione urbanistica. E infine la mancanza di comunicazione e di trasparenza sul cronoprogramma effettivo dei lavori nonché sulle modalità di cantierizzazione. Daremo il nostro contributo, al fianco dei numerosi soggetti contrari al progetto esistente, affinché la fondamentale partita del trasporto pubblico su ferro nell’area urbana fiorentina non sia giocata guardando al passato.

Le proposte di perUnaltracittà
La linea 2 è evitabile perché si può utilizzare la linea ferroviaria della Leopolda, dalle Piagge a Porta a Prato; l’attuale progetto tramviario ha invece nodi complessi da risolvere sia per una corretta cantierizzazione che per l’impatto trasportistico e ambientale: interramento nella ex palude di Gondilagi, la strettoia di via di Novoli, il viadotto sopra il ponte sul Mugnone, l’attraversamento dell’edificio del Mazzoni e dei viali Belfiore e Rosselli proprio dove la linea sarebbe adiacente al metrotreno da noi proposto; difficoltà che ne incrementano a dismisura costi e tempi di realizzazione. La tramvia 2 è sostituibile con la linea di metrotreno da Porta a Prato/Leopolda-Puccini-Cascine fino alle Piagge, già prevista come linea 4 nel Piano strutturale, e da far integrare con l’altra linea tramviaria 5.
La linea 3 è evitabile, con grande risparmio di risorse e di consumo di suolo, progettando il metrotreno con le fermate Rifredi-Dalmazia-Macelli-Santa Maria Novella sull’attuale sede ferroviaria e collegandolo poi alla linea tramviaria 5, Dalmazia-Viale Redi-Cascine-Foggini. Questa la proposta da noi presentata già in occasione della discussione del Piano strutturale e oggetto anche di Osservazione al P.S. Il tracciato attuale ha nodi molto difficili da sciogliere: via dello Statuto con la costruzione di un nuovo sottopasso ferroviario da via Crispi la cui cantierizzazione simulata paralizzerebbe la direttrice per Sesto, il passaggio per viale Strozzi e quello per piazza Dalmazia.

Cittadini Area Fiorentina e Italia Nostra Firenze
“Si ribadisce la propria contrarietà all’esecuzione della Linea 3 della tramvia i cui lavori dovrebbero partire nei prossimi giorni.
Dopo il Referendum promosso nel 2008, il cui esito avrebbe richiesto una seria revisione dei tracciati di tutte le linee tranviarie soprattutto dopo le clamorose mobilitazioni contrarie, si è voluto procedere ugualmente, ignorando gli interessi e l’opinione della cittadinanza. Dopo la carota della variante, che in zona Statuto avrebbe permesso il salvataggio degli alberi, arriva ora il bastone del ritorno al progetto originario, con la perdita di tutti gli alberi di Statuto, l’annunciato abbattimento dei 40 alberi di Viale Morgagni, alberi di grandi dimensioni, appartenenti al Viale della Rimembranza (in memoria dei caduti della Grande Guerra).
E inoltre interventi per assicurare la circolazione automobilistica, la devastazione dei viali del Poggi, attorno alla Fortezza da Basso e altre gravissime compromissioni dello spazio storico urbano. Lo stesso passaggio della Linea 2 dal Duomo non è affatto sventato.
La nostra critica riguarda tutto il sistema tranviario che si vuole ad ogni costo attuare: asimmetrico, incentrato sulla Stazione di S.M. Novella (dalla quale si allontanerà l’AV) e privo delle minime qualità di ambientazione urbanistica. Un progetto che dichiara di voler piegare Firenze alla tramvia invece di adattarla a un contesto tanto prezioso. E che ha già provocato molti danni in cambio di benefici molto dubbi. Riteniamo la Linea 3 particolarmente inutile e sostituibile con collegamento bus Careggi– Dalmazia, integrato fino a S.M. Novella da una connessione ferroviaria attrezzata.”

Le parole dell’assessore Mattei
“È impossibile in questa fase rimettere in discussione la realizzazione delle linee 2 e 3 della tramvia. Per la linea 2 i cantieri sono già aperti, per la linea 3 è questione di poco. Senza contare che è indispensabile ampliare il sistema tranviario cittadino se vogliamo dotare Firenze di un mezzo di trasporto efficiente, ecologico e di livello europeo”. È quanto dichiara l’assessore alla mobilità e manutenzioni Massimo Mattei replicando alle affermazioni di esponenti dell’opposizione e di rappresentanti dei comitati contrari alle linee 2 e 3 della tramvia.
“Fin dal primo giorno questa Amministrazione ha lavorato per perfezionare i progetti, come testimonia la decisione di stralciare il passaggio dal Duomo – spiega l’assessore Mattei –. Ma anche la revisione deve avere un termine se si vuole realizzare concretamente un’opera destinata, una volta conclusa, a migliorare decisamente il trasporto pubblico e quindi la mobilità in città. Il successo della linea 1 dimostra che la tramvia è un mezzo di trasporto che piace e che viene usato volentieri dai cittadini”. Per quanto riguarda gli annunciati ricorsi, l’assessore Mattei sottolinea: “Siamo certi che le procedure assunte dall’Amministrazione siano assolutamente regolari e pertanto a prova di azione legale”.
E a chi rilancia l’esito del referendum cittadino sulla tramvia, l’assessore Mattei ricorda: “Il programma del sindaco Renzi prevedeva la realizzazione delle linee 2 e 3 della tramvia, con la significativa modifica del Duomo, modifica che è stata già effettuata. La vittoria alle elezioni nei confronti di candidati che invece annunciavano lo stop definitivo al sistema tranviario parla da sola”.
“Non stupisce la contrarietà del capogruppo della Lega Nord Mario Razzanelli, da sempre ostile a questa opera. È invece sorprendente la posizione di alcune forze che si rifanno a movimenti ambientalisti e della sinistra radicale che, caso più unico che raro, si stanno opponendo ad un sistema di mobilità pubblica non inquinante e più efficiente e che può, concretamente, ridurre il traffico e lo smog. Ma si sa che le vie dell’opposizione pregiudiziale sono infinite” conclude l’assessore Mattei.