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Bellosguardo, sospetto abuso edilizio. Lavori bloccati in via Arnoldi

Da La Nazione del 28 settembre 2011

Tre indagati per abuso edilizio dal sostituto procuratore Luigi Bocciolini e cantiere bloccato da un'ordinanza del Comune in via Arnoldi, nella zona di Bellosguardo, dove si stanno (si stavano) costruendo tre palazzi con svariati appartamenti. L'inchiesta è nata da un esposto dei residenti della zona, che si sono legati in un comitato nato appositamente per contrastare la cementificazione dell'area. Sarebbero sostanzialmente tre i punti su cui si è apposta l'attenzione della magistratura: l'aver costruito una piattaforma su un terreno confinante, fuori dal comparto oggetto dell'intervento; il singolare mutamento di destinazione urbanistica dei terreni, ottenuto con il vincolo di dimostrare la realizzazione delel opere di urbanizzazione (cioè prima si fa il palazzo poi si pensa a tutto il resto); infine, la diversa distribuzione degli appartamenti da un punto di vista amministrativo-edilizio. Per tutto ciò, il pm Bocciolini, ha iscritto nel registro degli indagati la direttrice dei lavori del cantiere di via Arnoldi Isabella Massimi, il costruttore della strada di accesso all'area in fase di realizzazione (prima c'era un sentiero) Alfiero Poli e il responsabile dell'intero progetto urbanistico Lorenzo Giudici, già rinviato a giudizio nell'ambito dell'inchiesta di progettazione Quadra.

Si apre uno spiraglio per Bellosguardo. Dopo le proteste dei cittadini e i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, gli appartamenti di via Arnoldi potrebbero essere abbattuti e ripristinato il verde. «Dopo anni di lotte, speriamo di riuscire davvero ad ottenere qualcosa», commenta il consigliere comunale Tommaso Grassi, che, insieme a Italia Nostra e al comitato dei cittadini di area fiorentina, ha seguito da vicino la vicenda. Forse non è nemmeno troppo tardi per dire addio alla colata di cemento che ha deturpato il paesaggio, ma resta il rischio che episodi come questo possano ripetersi.
«Il caso non è nemmeno l’unico, e penso ad esempio al ‘mostro’ del Poggetto – fa presente Nino Scripelliti, presidente di Confedilizia Firenze e vicepresidente di Italia Nostra, di cui segue le questioni legali – ma perché non accada più, occorre migliorare l’efficacia dei controlli, prima che venga aperto il cantiere». «Dal punto di vista formale, infatti – spiega Scripelliti – l’impresa Giudici Costruzioni è in regola, in quanto ha ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per costruire le palazzine di via Arnoldi. Solo che evidentemente a livello di uffici interni delle amministrazioni c’è qualcosa che non funziona: prima si dà il permesso, salvo poi rendersi conto dell’obbrobrio solo quando i cittadini protestano ed i lavori sono finiti o quasi».
NELLO SPECIFICO, i lavori del progetto di via Arnoldi sono partiti nel 2005, dopo aver ricevuto il via libera della soprintendenza e del Comune. Con la posa delle prime pietre sono scattate le proteste di cittadini, comitati, associazioni ambientaliste, Italia Nostra in testa, che hanno chiesto alla Soprintendenza ai beni ambientali, architettonici e del paesaggio e al Comune di Firenze di intervenire, per verificare le autorizzazioni edilizie e urbanistiche di un cantiere aperto in un’area vincolata dal 1951 come bene di particolare valore storico, artistico e paesaggistico.
Nel 2006, in seguito al ricorso di Italia Nostra e del comitato dei cittadini dell’area fiorentina, il Tar della Toscana bloccò i lavori, ma la sentenza è poi stata annullata nel 2009 dal Consiglio di Stato. Il cantiere così è ripartito, tra le proteste e lo sdegno dei fiorentini per «l’assalto speculativo alle colline di Firenze» e per la decisione di fare andare avanti i lavori nonostante il rinvenimento di resti archeologici (una villa di epoca romana, un pozzo di epoca post-medievale e un insediamento sembra risalente all’età del bronzo).
NEL FRATTEMPO, il consigliere comunale Tommaso Grassi e il consigliere del quartiere 4 Mario Bencivenni, in seguito ad alcune loro dichiarazioni, sono stati citati dalla proprietà che, per danni di immagine e mancati guadagni, ha chiesto la cifra di 200mila euro.

Bellosguardo: vicenda infinita

Italia Nostra Onlus sezione di Firenze
Cittadini area fiorentina

Pubblichiamo due articoli del "Corriere Fiorentino" sull’annosa vicenda dell’edificazione di 46 appartamenti alle pendici di Bellosguardo a Firenze (cliccate per scaricarli):

Il rumoroso assalto alla collina di Bellosguardo e il silenzioso assenso di Matteo Renzi

      
 

Nel suo ultimo volume, Paesaggio, Costituzione, Cemento: la battaglia per l’ambiente, contro il degrado civile (Einaudi 2010), Salvatore Settis, tratteggiando il tragico panorama delle manomissioni italiane, scriveva:
Eppure continuiamo a violentare il nostro paesaggio creandovi maldestre approssimazioni alle periferie urbane di altri continenti… Vedremo proseguire, in nome di un presunto interesse collettivo, la stolta cementificazione della collina di Bellosguardo presso Firenze, area di vincolo paesaggistico e storico artistico”.
Il passo è riportato anche nel libro di denuncia di due noti giornalisti del “Corriere della sera”, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dall’emblematico titolo Vandali. L’assalto alle bellezze d’Italia (Rizzoli 2011).
L’unico che sembra non accorgersi dello scempio di via Arnoldi è il Sindaco di Firenze Matteo Renzi. Eppure, da quasi un anno, cittadini singoli e Comitati di Cittadini, consiglieri comunali e di quartiere, lItalia Nostra Firenze, stanno chiedendo a lui e alla sua Giunta chiarimenti e interventi su questo episodio.
Nonostante la sua loquacità televisiva, non solo Renzi non risponde ai consiglieri della sua amministrazione, ma neppure a un ufficio della Giunta Regionale della Regione Toscana come il Garante regionale della comunicazione del governo del territorio, prof. Massimo Morisi. Quest’ultimo,nell’ambito delle sue funzioni istituzionali previste dalla legge regionale 1/2005 e su istanza a lui indirizzata in merito alla formulazione del parere favorevole della Commissione del Paesaggio del Comune di Firenze sulla variante al permesso a costruire n.370/2005 relativo a via Arnoldi, ha svolto un approfondimento di alcune questioni connesse alla concessione. In data 12 gennaio 2011 ha indirizzato a varie autorità competenti a vario titolo una lettera di 11 pagine nella quale si evidenziano ben 7 (sette) questioni che meriterebbero “uno specifico ulteriore accertamento da parte delle Amministrazioni competenti della piena congruità degli atti concernenti le questioni di cui ai punti precedenti”.
I primi destinatari della lettera erano, nell’ordine, il Sindaco Matteo Renzi, l’ing. Giacomo Parenti, Direttore dell’Area di Coordinamento sviluppo urbano del Comune, l’arch. Marcello Cocchi, dirigente del Servizio attività urbanistico-edilizie del Comune, la dott.ssa Elisabetta Meucci, presidente della Commissione Urbanistica e Patrimonio comune; l’unico segno di risposta è stata un’audizione della Commissione Urbanistica del Consiglio Comunale al Garante, tenutasi il 7 marzo, nel corso della quale non è stata peraltro data nessuna risposta a quanto rilevato dallo stesso Garante del territorio. Naturalmente, in quell'occasione, il Sindaco, che è anche assessore all’urbanistica, era assente.
Le domande riguardavano questioni non di poco conto, ma di notevole rilevanza quali:

  • l’autorizzazione paesaggistica è scaduta, pertanto i lavori realizzati dall’inizio di settembre 2010 sono abusivi e non sanabili;
  • la concessione edilizia è stata data per un lotto intercluso che non ha accesso a via di Soffiano per le necessarie opere di urbanizzazione primaria.

Intanto, al pervicace silenzio di Matteo Renzi fa riscontro l’assordante rumore delle gettate di cemento che solertemente procedono nel cantiere di Via Arnoldi.

Ecco infatti lo stato di avanzamento dei lavori sotto la collina di Bellosguardo in data 2 aprile:

ll cantiere procede

 Così il 7 aprile:

 E così era prima dell'inizio del lavori: