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Centrale a biomasse Power Crop levata di scudi da sinistra

Castiglion Fiorentino Reazioni all’accelerazione per il via libera all’impianto. Fds: “Power Crop arrogante con Regione, Provincia e territorio”.

 

Castiglion Fiorentino 21.10.2011

Fonte: Corriere di Arezzo
 

Area dismessa - La superficie dove fino a qualche anno
fa sorgeva lo zuccherificio della Sadam

Il primo altolà al progetto per la centrale a biomasse di Manciano/Poggio Ciliegio, arriva da sinistra. Il giorno dopo l’avvio del procedimento col quale Power Crop accelera per la realizzazione dell’impianto nella zona a suo tempo individuata, lungo la provinciale della Misericordia, tra Manciano e Poggio Ciliegio, interviene con una nota la Federazione della Sinistra (Prc Pdci), lista Sinistra per Arezzo. “L'evidente forzatura, istituzionale e non solo, concretizzata dalla PowerCrop con la presentazione della domanda di assoggettabilità alla procedura di VIA per la costruzione dell'inceneritore a biomasse a Poggio Ciliegio – si legge in una nota – dimostra una certa arroganza, con la quale tutte le potenti multinazionali dell'era moderna si rapportano con un territorio sul quale vogliono fare profitti ma che non è di loro proprietà: non può intendersi altro che così, infatti, quando siamo di fronte a questi elementi”. Ed ecco, articolato in tre punti, il ragionamento della sinistra. “Punto primo. In occasione del documento approvato dal Consiglio Regionale il 20.7.2011, avente per oggetto la riconversione dell'ex zuccherificio e l'eventuale localizzazione della centrale, il Presidente Rossi afferma testualmente che "Se noi pensiamo che l'insediamento debba essere fatto nell'area ex Sadam, come sarebbe stato giusto fin dall'inizio, noi siamo pronti a dare il nostro supporto". Con il blitz della richiesta di localizzazione a Poggio Ciliegio, si fa spregio della volontà della Regione Toscana – sostiene la Fds – e si denota insensibilità istituzionale”. Punto secondo: “La Legge della Regione Toscana n. 11/2011, recante ‘Disposizioni in materia di installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di energia‘, all'art. 7 stabilisce che le Province devono procedere alla perimetrazione delle aree agricole di particolare pregio paesaggistico/ambientale, da escludere per l'installazione di impianti (fotovoltaici, ma – per analogia ed anzi a maggior ragione perché più impattanti per la salute e l'ambiente – anche quelli a combustione): la Provincia ha inserito Poggio Ciliegio in tale perimetrazione, ritenendola non adatta ad ospitare tali installazioni. Altro spregio, quindi, questa volta nei confronti della Provincia”. Punto numero 3: “A più riprese – prosegue la sinistra – il Sindaco di Arezzo, che si ritroverebbe l'inceneritore (o centrale che dir si voglia) a biomasse dietro l'uscio di casa, ha manifestato giustamente ferma contrarietà a tale ipotesi (anche perché i cittadini residenti a Poggio Ciliegio vivrebbero lo stesso dramma di quelli di San Giovanni rispetto a Podere Rota, che insiste nel Comune di Terranuova, cioè si sorbiscono il disagio della discarica e nessuna compensazione in cambio becchi e bastonati). Ultimo "dispetto" – perciò – a Fanfani. Ma forse – conclude la nota della Federazione della sinistra – lo spregio peggiore è quello nei confronti della Valdichiana tutta, meravigliosa terra caratterizzata dal buon vivere e da colture ed allevamenti con marchi di qualità, che sarebbe irrimediabilmente compromessa da uno stabilimento insalubre che utilizza la combustione come modalità operativa.”

Ex-Sadam, Powercrop ha depositato il progetto per la riconversione

Nota ufficiale dell'azienda che propone il progetto per il nuovo Polo a energie rinnovabili

Con la presente nota, PowerCrop ribadisce la propria volontà di dare piena attuazione agli accordi sottoscritti con le Istituzioni e le Organizzazioni Sindacali e pertanto, conformemente a quanto previsto dalla normativa regionale vigente, informa che  in data 19 ottobre 2011 sono stati pubblicati sulla Gazzetta Regionale e sugli albi pretori di Castiglion Fiorentino ed Arezzo gli avvisi relativi alla sua domanda di assoggettabilità  alla procedura di VIA per il progetto di costruzione del Polo a Energie Rinnovabili di Castiglion Fiorentino.
Il sito proposto risponde pienamente ai criteri di compatibilità ambientale e valorizzazione del territorio, come risulta chiaramente dalla documentazione depositata e a disposizione di ogni cittadino

Fonte: Valdichianaoggi

Ex Sadam: esterrefatti dalle parole del segretario regionale Cisl

Da "ArezzoWeb", 16 giugno 2011
Dichiarazione di Monica Sgherri Capogruppo Regionale di “Federazione della Sinistra – Verdi” e Marco Manneschi Consigliere Regionale “Italia dei Valori”

Castiglion Fiorentino – "Rimaniamo esterrefatti dei giudizi del segretario generale della Cisl toscana Riccardo Cerza comparsi sugli organi di stampa locale sulla vicenda dello zuccherifico ex Sadam secondo cui la Regione sarebbe “impiccata a equilibri politici interni” che “ancor una volta paralizzano la Toscana”.
Esterrefatti non solo per il giudizio generalizzato di paralisi sull’intera Toscana – giudizio alquanto ingeneroso visto l’impegno continuo e quotidiano che questa Regione promuove in merito a tutte le gravissime vertenze che si sono aperte, e non certo per colpa della inerzia locale quanto per una crisi economica che attanaglia tutta l’Italia e di cui un segretario di un sindacato così importante dovrebbe essere a conoscenza – ma anche perché c’è stata e c’è, e la riconfermiamo oggi, la ferma volontà e l’impegno a trovare una soluzione positiva per le numerose realtà colpite dalla crisi a partire da quella dei lavoratori dell’ex zuccherificio Sadam.
Ed è proprio in questa ottica che prendiamo in seria considerazione tutte le ipotesi che vogliano risolvere la questione dei lavoratori ex Sadam., certo nell’obiettivo, in un’area agricola paesaggisticamente così bella ed integra, di coniugare la questione occupazionale con lo sviluppo ambientalmente sostenibile .
Sorge il dubbio che toni e giudizi così duri su questa vicenda possano essere spinti più dalla priorità di sostenere un progetto immobiliare, fortemente invasivo e divoratore di territorio, piuttosto che trovare la giusta e attesa soluzione occupazionale dei lavoratori dell’ex zuccherifico Sadam, rispettosa del contesto territoriale".

Monica Sgherri Capogruppo Regionale di “Federazione della Sinistra – Verdi”
Marco Manneschi Consigliere Regionale “Italia dei Valori”

Italia Nostra Valdichiana e gli interrogativi sull'area ex-Sadam

Martedì 26 Aprile 2011


 

Da ArezzoNotizie.it
Ha scritto una lettera aperta alla Regione Toscana, alla Provincia di Arezzo, al Comune di Castiglion Fiorentino, alla USL n° 8 – Ufficio di Camucia e al comando della Guardia Forestale. La lettera a firma di Mariarita Signorini consigliere nazionale d'Italia Nostra vuole cercare di comprendere meglio la situazione dell'area ex Sadam. La lettera viene riportata integralmente qui a seguire:

"La sezione Italia Nostra Valdichiana ritiene di dover manifestare ancora la propria preoccupazione per la situazione, tuttora poco chiara, della bonifica dei terreni dell’ex-zuccherificio.
Ciò facendo, riteniamo di interpretare il pensiero della collettività Castiglionese, preoccupata per quello che sarà l’uso e la destinazione dei terreni in questione.

Ci sembra che gli ultimi avvenimenti, che hanno portato al sequestro da parte della Magistratura di tre ettari e mezzo di terreno, dove è stata trovata una discarica abusiva, confermino la necessità, senza con ciò voler creare allarmismi, di affrontare il problema della bonifica con determinazione e chiarezza.
Non si conosce ancora la tipologia dei rifiuti rinvenuti in detta discarica e pertanto occorre attendere il completamento dell’indagine, però è certo che la discarica c’è ed è stata chiaramente predisposta in maniera abusiva e con l’intenzione di nasconderla.
Siamo sicuri che non ce ne siano altre nella zona?

La società Maccaferri, proprietaria dei terreni, nell’ambito degli accordi con la Comunità Europea, che hanno portato alla chiusura dello zuccherificio, si è assunta l’obbligo di bonificare il sito e questo obbligo, a nostro avviso, permane anche se sul sito non si dovesse realizzare alcun progetto.
Vogliamo puntualizzare che per bonifica del sito non si intende soltanto la demolizione dei fabbricati e lo smaltimento dei relativi materiali di risulta bensì, cosa molto più importante, la bonifica del terreno, che deve essere riportato ad una condizione adatta all’uso cui sarà destinato.
Mentre per le particelle destinate, secondo il vigente strumento urbanistico comunale, ad un uso industriale, la situazione sembrerebbe di relativa tranquillità, la stessa cosa non può dirsi di quelle destinate ad uso verde/residenziale.
Questo è quanto si ricava dai documenti che il Comune ci ha consentito di consultare, in particolare dalla relazione conclusiva dell’ARPAT del 30 Settembre 2010, sulla base della quale la Provincia di Arezzo (Ufficio Gestione Rifiuti e Bonifica Siti Inquinati), in data 19 Novembre 2010, ha emesso la “Certificazione liberatoria di mancata necessità di bonifica, limitatamente a porzione del sito”, prescrivendo alla società di provvedere a quanto necessario, sulla base delle vigenti norme di legge, per le restanti porzioni.
Domande:
E’ stato approntato un progetto esecutivo degli interventi da realizzare?
E’ stata valutata l’opportunità di inserire in questo progetto anche gli interventi che dovessero risultare necessari in conseguenza dei recenti ritrovamenti, che hanno portato al sequestro del terreno?
In definitiva, è possibile che dopo tanto indagare e discutere, si passi finalmente ad una fase operativa che abbia l’obiettivo di eliminare dall’area ogni traccia, anche visiva, della passata presenza dello zuccherificio?"