Archivi categoria: Raccolta firme

Fermiamo le centrali a biomassa in Valdichiana

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Perché è importante
La Valdichiana è una valle toscana in provincia di Arezzo; per la sua conformazione è particolarmente adatta all’agricoltura; finora è stata ricca di frutteti e caratterizzata da diversi borghi e piccole città di cui la più famosa è Cortona. Nel corso del tempo l’agricoltura ha dovuto competere con nuovi insediamenti produttivi ma ora viene gravemente minacciata, insieme con il turismo locale e i centri abitati, dal progetto di realizzazione di ben 18 nuove centrali a biomasse da oltre 50 MW. Questo progetto è portato avanti da due società, l’Enel e la Powercrop, spinte dai lauti fondi europei concessi a questo scopo. Queste centrali sono fortemente inquinanti e oltre a minacciare seriamente la salute degli abitanti, rischiano di minare un’area che trae dall’agricoltura e dal turismo importanti fonti di sostentamento. La stessa Provincia ha già dato parere negativo ma la competenza ultima è della Regione Toscana.

Consiglio Regione Toscana: non approvate l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola

Noi, cittadine e cittadini di Prato, alla luce della Variante al PIT approvata dalla Giunta regionale della Toscana, ribadiamo la nostra netta contrarietà al potenziamento dello scalo aeroportuale fiorentino di Peretola e alla realizzazione della pista parallela, che andrà a incidere su una zona già fortemente popolata, determinando un inaccettabile incremento dell’inquinamento ambientale, acustico e atmosferico per Prato, che si troverà sotto la rotta di decolli e atterraggi.
Nell’ottica di uno sviluppo ecosostenibile della piana Firenze-Prato-Pistoia e per favorire lo sviluppo turistico ed economico della più importante area metropolitana della Regione Toscana: sosteniamo la valorizzazione dell’Aeroporto internazionale di Pisa, Galileo Galilei, affinché diventi lo scalo unico della Toscana e il terzo hub a livello nazionale.
Proponiamo, inoltre, la realizzazione di una linea privilegiata e veloce tra Pisa e Firenze, il rafforzamento del trasporto su rotaia tra Pistoia-Prato-Firenze e chiediamo piene garanzie sulla tutela e sulla valorizzazione del Parco agricolo della Piana, polmone verde dell’area metropolitana.
Cliccate qui per poter firmare al lettera aperta.

FIRMATE E FATE FIRMARE!!

Agrigento: un appello contro il rigassificatore che minaccia la Valle dei Templi

Fonte: Salviamo il paesaggio difendiamo i territori

L’associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento” scrive al professor Andrea Carandini, nuovo presidente del FAI, per chiedere un suo intervento nella vicenda del rigassificatore di Porto Empedocle e Agrigento. Si tratta di un progetto imponente, che prevede la realizzazione di un impianto da 8 miliardi di mc.
Quello contro cui l’associazione si sta battendo con tutte le sue forze è soprattutto l’idea di veder irrimediabilmente deturpato un “patrimonio dell’umanità”. Il rigassificatore dovrebbe sorgere, infatti, al confine con il parco archeologico della Valle dei Templi, che nel 1997 l’Unesco ha inserito nella sua “Wordl Heritage List”. Ovvero la lista dei siti che vengono definiti patrimonio culturale e naturale su scala mondiale.
L’associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento” s’è già attivata nei confronti di Rosario Crocetta e nutre la speranza che il nuovo governatore possa tracciare un solco netto di discontinuità dalla linea del suo predecessore. Il progetto, infatti, era stato avallato proprio dall’ex governatore della regione Sicilia, Raffaele Lombardo. Ora però c’è una nuova giunta, con la maggioranza dei consiglieri contraria al progetto. Come del resto lo è anche Franco Battiato, figura di spicco sia a livello culturale che politico nel panorama siculo. Battiato, in qualità di assessore regionale, ha criticato apertamente il progetto, definendolo: “non compatibile con i principi di salvaguardia del territorio, tenuto conto della sua collocazione”.
Ora l’associazione si rivolge al neo-presidente del FAI, auspicando una sua presa di posizione che possa definitivamente far pendere l’ago della bilancia dalla parte del buonsenso e della salvaguardia di un patrimonio che, le istituzioni competenti in primis e noi tutti come cittadini, abbiamo il diritto e il dovere di valorizzare.
Cliccate qui per il testo completo dell’appello.

Aiutateci a salvare dal fotovoltaico la riserva naturale della Vauda!

Fonte: Salviamo il paesaggio difendiamo i territori

In una zona compresa tra i comuni di San Francesco al Campo, San Carlo Canavese e Lombardore si sta valutando un progetto per la creazione di una centrale costituita da pannelli fotovoltaici, che dovrebbe coprire una  superficie di 72 ettari, oltre alla costruzione di una linea che porti l’energia fino alla centrale di Leinì.
La zona interessata è in parte nella riserva naturale della Vauda, splendida area selvaggia del Canavese, e in parte su terreni del demanio militare, che da anni vengono dati agli agricoltori della zona, che fino ad ora li hanno curati e resi produttivi.
Vincitrice della gara d’appalto l’azienda tedesca Beelectric, appoggiata dal Ministero della Difesa. E’ bene far notare che i comuni interessati hanno una forte vocazione agricola, con numerose aziende presenti, di cui alcune con terreni solo nella zona  oggetto del futuro impianto, quindi tale opera avrebbe non solo risvolti negativi per l’ambiente, ma anche per l’economia agricola della zona.
È sconcertante apprendere che, per far posto a centinaia di pannelli fotovoltaici, un’azienda straniera voglia strappare terreni produttivi agli agricoltori, e ridurre una riserva naturale, riconosciuta anche come SIC (Sito di Interesse Comunitario) dall’Unione Europea, visto che al suo interno vivono moltissime specie di uccelli e animali, altrove non presenti o molto rari.
Siamo a favore dell’energia fotovoltaica, ma non capiamo perché, con tutte le alternative esistenti (tetti di capannoni, parcheggi, aree compromesse quali discariche di rifiuti, svincoli autostradali, ecc.) sia proprio necessario distruggere quel poco di ambiente che ancora è rimasto intatto!
Per questo chiediamo a tutti i nostri lettori di inviare una mail agli Enti coinvolti e ai giornali locali, per ribadire la propria contrarietà a quest’opera devastante, affinchè si possano trovare altre soluzioni.
Clicca qui per inviare la mail di protesta

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Anche in Italia la petizione per la riforma ‘verde’ della Politica Agricola Comune

Fonte: Adnkronos

In vista della votazione in plenaria del Parlamento Europeo sulla riforma della Politica Agricola Comune (Pac) 2014-2020, annunciata per il prossimo 11 marzo, le associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane lanciano anche in Italia la petizione online indirizzata ai parlamentari europei impegnati nei prossimi giorni a decidere sul futuro dell’agricoltura. La petizione era stata lanciata da da 277 associazioni e organizzazioni europee (cliccate qui per leggerla) attraverso la quale tutti i cittadini europei possono far sentire la loro voce per sostenere una riforma verde che renda l’agricoltura europea più pulita, sostenibile, sana e giusta.
Negli ultimi 10 anni, denunciano le associazioni, le aziende sono calate del 32,2% e il loro reddito del 25,3% e in Europa nell’ultimo decennio si sono persi complessivamente 3,7 milioni di posti di lavoro nell’agricoltura. Il 92% dei fiumi e dei laghi di tutta Europa sono inquinati per l’uso eccessivo di concimi chimici e pesticidi e soffrono per l’eccessivo prelievo di acqua destinata all’agricoltura (in Italia il 60% dei consumi idrici), negli ambienti agricoli dal 1980 ad oggi sono andati persi oltre 300 milioni di uccelli selvatici. I dati sull’ambiente in Europa evidenziano una crisi generalizzata della biodiversità e il consumo di suolo agricolo negli ultimi sessant’anni, un milione e mezzo di ettari dei terreni più fertili in Italia, mette a rischio anche la sicurezza alimentare.
”Se non vuoi che i tuoi soldi siano usati per finanziare pratiche agricole che devastano il territorio chiedi ai tuoi rappresentanti al Parlamento Europeo di votare a metà marzo per una politica agricola più verde. Per la prima volta nella storia infatti hanno il potere di votare per una politica agricola amica della Natura, che non sperperi i nostri soldi e che serva a produrre cibo sano in maniera più sostenibile. Questo porterà benefici per tutti”, chiede l’appello online promosso a livello europeo, al quale hanno aderito in Italia il Fai, Italia Nostra, Touring Club Italiano, Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica, Siep e Slow Food.

No all’eolico nel mare del Gargano

Le associazioni
Italia Nostra Gargano Sud
LIPU
Altura
Comitato in difesa del Mare
chiedono un aiuto per
dire NO ai progetti eolici offshore di fronte alle coste del Gargano;
estendere il Parco del Gargano al mare del Golfo di Manfredonia

FIRMATE E FATE FIRMARE!!!

Perché è importante
L’eolico sta devastando tutto il territorio della Daunia e ora aggredisce anche il mare: diciamo NO ai progetti eolici offshore difronte alle coste del Gargano.
Non bastavano le migliaia e migliaia di pale eoliche con le loro chilometriche infrastrutture stradali a sfigurare il paesaggio e a occupare il suolo agricolo, oggi il sistematico attacco eolico al territorio pugliese in generale, e alla Daunia in particolare, continua e si evolve. Al grido di energia pulita si vuole assaltare e deturpare in modo significativo anche il nostro mare e le sue coste.

Cliccate qui per aderire all’appello