Archivi categoria: Rifiuti

Verso rifiuti zero

Italia Nostra Firenze, insieme al Comitato Valdisieve e alle Associazioni Valdisieve e Vivere in Valdisieve contro inceneritore della Rufina

Fonte: Sieve on line

La manifestazione di Sabato scorso, ultima iniziativa di un percorso iniziato nel 2005, dalle prime iniziative del Comitato Valdisieve e delle Associazioni Valdisieve e Vivere in Valdisieve, alle quali si è schierata anche Italia Nostra, mostra e rimarca nuovamente quanto è avverso il progetto del nuovo inceneritore dagli abitanti della Valdisieve.
L’Incenerimento rimane una pratica obsoleta, costosa, dannosa per la salute e l’ambiente e che reprime le grandi potenzialità economiche ed occupazionali della gestione virtuosa dei rifiuti, infatti denominati, MATERIE PRIME SECONDE.
Per questo la Rete Ambientale della Valdisieve CHIEDE:

  1. IL BLOCCO IMMEDIATO DEL PIR (Piano Interprovinciale dei Rifiuti) e conseguentemente di tutti gli impianti di incenerimento previsti, a partire da quello di Rufina, localizzato, tra l’altro, in zona di pregio ambientale paesaggistico e in area golenale del fiume Sieve, ad alto rischio esondazione.
    L’inceneritore è stato attivo dal 1978 al 2010 ma le sue tragiche conseguenze sulla salute degli abitanti della Valdisieve non sono mai state valutate, da una seria indagine medico scientifica.
  2. ADESIONE DI TUTTI I COMUNI DELLA VALDISIEVE AL PROGETTO RIFIUTI ZERO. Adesione già data da tanti comuni Toscani, dall’apripista Capannori, sino all’ultima di Greve in Chianti.
  3. ADESIONE DI TUTTI I COMUNI DELLA VALDISIEVE A ALTER-PIANO.
    Progetto e proposta che confermano l’attività propositiva e innovatrice dei COMITATI sorti spontaneamente tra gli abitanti delle nostre terre.
  4. TRASFORMARE A.E.R. in una vera e moderna società PUBBLICA di servizi ai cittadini e di gestione rifiuti, attraverso un sano e trasparente USO delle risorse pubbliche, direttamente controllata dai cittadini, che DEVONO avere FACOLTA’ DECISIONALE.
    A FRONTE DI CIO’ SI PROPONE UNA COMMISIONE PUBBLICA DI CONTROLLO, le cui modalità, caratteristiche e competenze dovranno essere definite in seguito.

AER NON DEVE ESSERE PIU’ RICOVERO PER EX AMMINISTRATORI LOCALI E SPRECO DI RISORSE PUBBLICHE MA FONTE VIRTUOSA DI OCCUPAZIONE STABILE E TUTELATA.
L’ultimo invito per tutti gli abitanti della valdisieve a contribuire direttamente a questa battaglia ambientale, culturale, economica, di tutela della salute di tutti, e per l’occupazione.
INISEME SI PUO’ VINCERE!!!!

LA RETE AMBIENTALE VALDISIEVE –ITALIA NOSTRA

13 aprile Verso rifiuti zero

7 aprile: Basta nocività nella Piana

Domenica 7 Aprile 2013 Basta nocività nella Piana
le alternative ci sono

NO Inceneritori
NO Aereoporto

Dalle ore 16.00 alle ore 20.00
Giardini di via Petrarca Campi Bisenzio

Musica, interventi, materiale informativo, animazione per bambini, merenda.
n caso di maltempo l’iniziativa si terrà il 14 Aprile 2013 a Villa Montalvo Campi Bisenzio
L’assemblea per la piana contro le nocività
pianacontronocivita.noblogs.org

Il Nuovo Inceneritore? Grazie a tariffe STRATOSferiche che farebbero impallidire anche Felix Baumgartner!

Fonte: Associazione Valdisieve

Si sta catapultando su Selvapiana lo spettro delle TARIFFE TARES/TIA/TARSU che dir si voglia!
Nessuno si accorgerà della cosa visto che la TARES si sa già che sarà più alta della sua precedente TIA. Tutti penseranno che è di per sè più alta perchè comprende anche altri servizi.
Già!
Peccato che il costo di costruzione e gestione  del NUOVO inceneritore di Selvapiana, così alto tanto da passare in soli 5 anni da 42 milioni a ben 88 milioni, non solo è superiore alle medie di altri inceneritori presi a confronto nel PEF, ma siccome è di dimensioni assai ridotte dovrà per forza compensare gli ALTI COSTI (o le eventuali perdite) alzando a dismisura le tariffe di accesso all’impianto e soprattutto dovrà garantire la copertura dell’investimento grazie alle nostre SICURE bollette !
Nel PEF si ipotizzano 2 scenari a seconda della vita dell’impianto e della sua gestione (di 18 o 25 anni). Nel primo caso le tariffe sono un pò più basse, ma ovviamente lo scenario che più convince è proprio il secondo per una vita dell’impianto fino al 2040!!!
Le tariffe cosiddette “al cancello” (cioè per chi conferisce) sono previste per 200 €/t (+ o -), comprensive del 7% di indennità ambientale da conferire ai comuni (vedi qui). In base a semplici calcoli di tariffa di accesso per il totale dei rifiuti che possono essere trattati dall’impianto (200 €/t x 60.000 t/a), viene fuori che il 7% del disagio ambientale ammonterebbe a 840.000 Euro annui…….così suddivisi: a Rufina (per convenzione) spetta  il 60%, cioè  504.000 Euro, a Pontassieve il 30%, cioè 252.000 Euro e a Pelago solo il 10%, cioè 84.000 Euro. Rufina e Pontassieve ci guadagnano abbastanza con questi disagi (a proposito ma se l’inceneritore non è dannoso nè alla salute  nè all’ambiente ed è pure così bello da vedere……. perchè ci sono i disagi?).
Da tenere presente però che la suddetta tariffa al cancello di 200 €/t (destinata poi ad aumentare nell’ultimo anno fino ad arrivare a 317 €/t), risulta così alta che potrebbe non essere conveniente per nessuno far trattare i rifiuti nell’inceneritore di Selvapiana.
PERCHE’ INFATTI QUALCUNO DOVREBBE SPENDERE COSI’ TANTO PER BRUCIARE I SUOI RIFIUTI, QUANDO ALTROVE TROVA PREZZI PIU’ VANTAGGIOSI?
CHI POTREBBE ESSERE COSI’ PAZZO, con la crisi di cui non si vede fine, DAL PREFERIRE LO SMALTIMENTO A SELVPIANA e  non altrove?

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13 aprile a Pontassieve: “Verso rifiuti zero”

“VERSO RIFIUTI ZERO”
13 APRILE 2013
A PARTIRE DALLE ORE 15.30
DA PIAZZA CAIROLI A PONTASSIEVE
SEGUITECI E COLLABORATE CON NOI PER LA RIUSCITA DELL’EVENTO
Organizzatori:
  • ReTeValdisieve (Comitato Valdisieve, Associazione Valdisieve, Ass. Vivere in Valdisieve)
  • ITALIA NOSTRA ONLUS FIRENZE
Adesioni:
  1. Zero Waste Italy
  2. Ambiente e Futuro
  3. Centro Ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori
  4. Comitato Chianti senza Inceneritore
  5. Michele Piccinini (fa parte del com. scientifico del Centro di
    Ricerca Rifiuti Zero di Capannori e di ARCHITETTURA SOSTENIBILE )
  6. Medicina Democratica Firenze
  7. ISDE Firenze
  8. “ABITANTI A PIEDE LIBERO, Pistoia”
  9. l’Altracittà – giornale della periferia
  10. Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma GCR
  11. Comitato Ambientale di Casale (Prato)
  12. COMITATO PROVINCIALE ACQUABENECOMUNE DI PISTOIA
  13. Associazione Tutela Valdichiana
  14. Spazi Liberati FI- Po- Pt
  15. GAP BORGO SAN LORENZO
  16. Coordinamento dei Comitati della Piana
  17. Comitato ATO Toscana Centro
  18. Assemblea per la Piana Contro le Nocività
  19. COMITATO NO TUNNEL TAV FIRENZE
  20. Valdarno Sostenibile
  21. Forum Toscano dei movimenti per l’acqua
  22. Comitato “le Vittime di Podere Rota”
  23. Italia Nostra Firenze
  24. GRUPPO D’INTERVENTO GIURIDICO ONLUS
  25. Collettivo di Medicina >Codice Rosso< (Università di Firenze)
  26. SOS Geotermia – Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata –
  27. Associazione “Babel Onlus”
  28. Associazione Reset Firenze Onlus
  29. Associazione ArcipelagoScec Toscana
  30. Co.As.Ver. -coordinamento di comitati e associazioni versiliesi-
  31. COMUNITA’ DELLE PIAGGE – Firenze
  32. Associazione Il Luogo Comune – Monteloro
  33. Associazione ONLUS “Vita, Ambiente e Salute” di Prato.
  34. Comitato Valdelsa
  35. Associazione TerraLiberaTutti
  36. Slowfood – condotta Mugello e Levante Fiorentino
  37. Coordinamento dei Comitati e Associazione Ambientale Prov. di Grosseto
  38. Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi
    e Naturali
  39. Associazione Fuori Mercato di Vicchio
  40. SUONATORI TERRA-TERRA, orchestra di strada della Val di Sieve
  41. Slow Food Condotta Mugello e Levante Fiorentino
  42. Gruppo fb “Sicilia contro l’eolico selvaggio”
  43. Associazione IL PIANETA per la Tutela della Natura e dell’Ambiente, della Salute, del Patrimonio Storico e
    Paesaggistico
  44. Coordinamento dei Comitati cittadini di Prato
  45. ” La Vivaterra ” – Prodotti della Montagna Fiorentina
  46. Associazione ECOTONDO
  47. Associazione ASPO-Italia
  48. Associazione Rientrodolce

Hanno aderito inoltre:

  1. Lista di cittadinanza Firenze “perUnaltracittà”
  2. MoVimento 5 Stelle Valdisieve/Valdarno/Mugello/Chianti
  3. RIFONDAZIONE COMUNISTA – ZONA MUGELLO
  4. Lista Civica Ecologista ” Per un’altra Pistoia “
  5. Lista di cittadini “Un’altra Sesto è possibile”
  6. Andrea Calò, Lorenzo Verdi – Gruppo Rif. Comunista Provincia di Firenze
  7. ALBA (nodo di Firenze)
  8. Gruppo Provinciale di Firenze di Rifondazione Comunista
  9. CUB Toscana
  10. “Il Bolscevico” – organo del PMLI
  11. Partito Marxista-Leninista Italiano Organizzazione di Rufina
  12. Lista civica “Rignano Passione in Comune”
  13. Movimento 5 stelle di Prato – Meetup 134

Spiaggiamenti di delfini in Toscana, Lazio e Campania

Non sarà colpa di quei 226 bidoni altamente tossici perduti in mare in pieno Santuario dei cetacei dal cargo Venezia il 17 dicembre 2011 e recuperati solo in piccolissima parte perchè in quel punto davanti alla costa livornese il fondale è molto profondo? Italia Nostra aveva fatto una denuncia insieme ai comitati e associazioni cittadine per questa vicenda

Buongiorno Toscana. Se non è una strage ci si avvicina. Da gennaio a oggi, secondo la Regione, sono ben 25 i delfini trovati spiaggiati lungo la nostra costa. Un numero definito “anomalo” dai tecnici di Arpat. L’ultimo caso di cetaceo recuperato senza vita è di mercoledì a Marina di Castagneto. Ma altri animali del mare sono stati trovati arenati negli ultimi giorni in Toscana: una balena martedì a Rosignano e una tartaruga ieri a Quarcianella. Per i delfini le prime analisi sulle cause dei decessi fanno riferimento ad un morbillo, ma – come riportiamo sul giornale oggi in edicola – è in piedi anche una sorprendente motivazione. Secondo voi cosa c’è dietro a questa moria? Tutta colpa di un’infezione o di un virus, o credete che a influire siano anche le condizioni del nostro mare?

Fonte: ARPAT Toscana

Numerosi casi dall’inizio dell’anno

Da gennaio al 10 di febbraio si sono verificati numerosi eventi di spiaggiamento di cetacei in Toscana. Tali eventi si sono concentrati nella parte più meridionale della Toscana comprese le isole d’Elba e Pianosa (fig. 1). Tra i 15 animali registrati fino ad oggi, 12 appartengono alla specie Stenella coeruleoalba (stenella striata), uno alla specie Tursops truncatus, mentre 2 sono stati registrati come “indeterminati” date le pessime condizioni di conservazione della carcassa che non ne hanno permesso una identificazione certa della specie.
Tutti gli eventi sono stati comunicati dalla Capitaneria di Porto al settore Mare di ARPAT che, a sua volta, ha informato l’Università di Siena e l’IZS di Pisa. Date le cattive condizioni di conservazione degli esemplari solo in alcuni casi l’Università di Siena ha proceduto con il prelievo di un “tassello” di cute, grasso e muscolo per l’analisi dei contaminanti.
Solo in due casi i veterinari dell’IZS di Pisa hanno proceduto ad eseguire una necroscopia completa con campionamento in doppio anche per la Banca Tessuti per i Mammiferi Marini del Mediteraneo MMMTB – Mediterranean Marin Mammal Tissue Bank – Università di Padova. Anche in questi casi l’Università di Siena ha preso campioni per l’analisi dei contaminanti. Le schede rilevamento dati e le fotografie, per ognuno dei 15 animali segnalati, sono stati anche inviati alla Banca Dati Spiaggiamenti –Università di Pavia e Museo Civico di Storia Naturale di Milano.
Tutta la procedura seguita rientra nei protocolli operativi del progetto di ricerca (ancora in fase di definizione completa) finalizzato allo “Sviluppo di una rete di sorveglianza diagnostica a tutela della salute e del benessere dei cetacei spiaggiati lungo le coste del territorio nazionale”.
A tale proposito gli uffici regionali competenti in materia di salute e ambiente stanno lavorando all’elaborazione di linee guida regionali per il coordinamento e il miglioramento dell’efficacia di intervento di tutti gli enti interessati alla tematica.

Mappa degli spiaggiamentiDi tutti gli eventi è stata data informativa all’Osservatorio Toscano Cetacei (OTC) che, grazie soprattutto al supporto di ARPAT, il cui settore Mare si occupa, tra le altre cose, di biodiversità marina e di monitoraggio dei grandi vertebrati marini, coordina l’attività della Rete Regionale per il recupero degli animali spiaggiati.
La stima dell’abbondanza della popolazione di cetacei in Toscana è di difficile definizione e da lavori scientifici sul Santuario Pelagos può essere valutata, per le acque marine della nostra regione, in circa 6500 stenelle, 350 balenottere comuni e 400-450 tursiopi[1]. Soprattutto per quest’ultima specie la stima numerica fornita rappresenta il risulatato tangibile del progetto transfrontaliero GIONHA, svoltosi nel periodo aprile 2009-aprile 2012 che ha portato anche una maggiore sensibilizzazione ed interesse dell’opinione pubblica su questi temi. 

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