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Italia Nostra Firenze e Cittadini Area Fiorentina: Comunicato stampa sulla linea 3 della tramvia

Cittadini Area Fiorentina
Italia Nostra Onlus – Sezione di Firenze

Firenze 11-1-2012
Si ribadisce la propria contrarietà all’esecuzione della Linea 3 della tramvia i cui lavori dovrebbero partire nei prossimi giorni.
Dopo il Referendum promosso nel 2008, il cui esito avrebbe richiesto una seria revisione dei tracciati di tutte le linee tranviarie soprattutto dopo le clamorose mobilitazioni contrarie, si è voluto procedere ugualmente, ignorando gli interessi e l’opinione della cittadinanza. Dopo la carota della variante, che in zona Statuto avrebbe permesso il salvataggio degli alberi, arriva ora il bastone del ritorno al progetto originario, con la perdita di tutti gli alberi di Statuto, l’annunciato abbattimento dei 40 alberi di Viale Morgagni, alberi di grandi dimensioni, appartenenti al Viale della Rimembranza (in memoria dei caduti della Grande Guerra).
E inoltre interventi per assicurare la circolazione automobilistica, la devastazione dei viali del Poggi, attorno alla Fortezza da Basso e altre gravissime compromissioni dello spazio storico urbano. Lo stesso passaggio della Linea 2 dal Duomo non è affatto sventato.
La nostra critica riguarda tutto il sistema tranviario che si vuole ad ogni costo attuare: asimmetrico, incentrato sulla Stazione di S.M. Novella (dalla quale si allontanerà l’AV) e privo delle minime qualità di ambientazione urbanistica. Un progetto che dichiara di voler piegare Firenze alla tramvia invece di adattarla a un contesto tanto prezioso. E che ha già provocato molti danni in cambio di benefici molto dubbi.
Riteniamo la Linea 3 particolarmente inutile e sostituibile con collegamento bus Careggi– Dalmazia, integrato fino a S.M. Novella da una connessione ferroviaria attrezzata.
Mariarita Signorini per Italia Nostra 335-5410190
Paolo Celebre per Cittadini Area fiorentina 338-8043263

Rassegna stampa. Clicca sui titoli per scaricare gli articoli
1. Il Corriere Fiorentino: “Il ritorno dei no-tramvia. E le banche alzano il tiro”
2. Il Giornale della Toscana: “I comitati: <Pronti a bloccare i lavori sia con azioni legali che sul territorio>
3. Il Nuovo Corriere di Firenze: “La tramvia cancella via dello Statuto”
4. La Repubblica – Firenze: “Tramvia 3, ci riprovano ma dipende dalle banche”
5. Nove da Firenze:Continua il dibattito sulle linee 2 e 3 della tramvia
6. Firenze Today: “Tramvia linea 3, i comitati: <Pronti ad azioni per  bloccare i cantieri>”


Terrazza sul Duomo, una nube su Firenze

Di Marco Gasperetti tratto da “Corriere della Sera” (del 21.11.2011)

Il progetto fa discutere il rendering presentato dalla Rinasente sul modello di Milano

Terrazza sul Duomo, una nube su Firenze

No degli ambientalisti. Comune e Sovrintendenza: sì se la «tagliano»

FIRENZE – L’ ultima provocazione architettonica ha un nome da sognatori: nuvola. Ed è un’ imponente terrazza bianca sospesa e sfalsata sul tetto di Palazzo del Trianon, sede della Rinascente. A vederla in computer grafica stagliarsi sul cielo azzurro appena velato di un’ improbabile Firenze regala pure qualche suggestione. Il problema è che la «nuvola di cemento» dovrebbe sorgere nel centro storico a pochi passi dalla cupola del Brunelleschi e da Palazzo Vecchio. E di fronte a quella Piazza della Repubblica «risanata» a fine Ottocento con un intervento urbanistico demolitore che ancora oggi continua a dividere la città. La terrazza-nuvola è per ora solo un’ idea e fa parte dell’ annunciato restyling della sede fiorentina dei grandi magazzini. Eppure sono bastati poche immagini virtuali della «nuvola» per far piovere polemiche. Anche perché l’ idea non è solo accademica ma i soldi (circa 12 milioni, tutti privati) per far partire i lavori ci sono. «Non è un progetto esecutivo – si è affrettato a spiegare Alberto Baldan, direttore generale di Rinascente – solo un concept. Ne discuteremo con l’ amministrazione, la sovrintendenza e naturalmente i cittadini». Detto e fatto. La discussione è iniziata con assoluzioni, condanne e qualche giudizio in sospeso. Come quello del vice sindaco di Firenze, Dario Nardella: «Il progetto di una terrazza così impattante mi sembra difficile da realizzare. Però il Comune non dice no a priori a un intervento di modernità. Potrebbe essere un’ opportunità e ci sono progetti simili sempre della Rinascente a Milano, vicino al Duomo, e a Venezia, accanto al Ponte di Rialto». Secondo le prime idee, realizzate da Claudio Silvestrin e Giuliana Salmaso, sulla «nuvola» dovrebbe nascere un ristorante e un piccolo centro artigianale. Non solo. Il progetto preliminare prevede una terrazza bis adiacente alla prima, una sorta di agorà pensile con vista da destinare alle iniziative di Comune e cittadini. La soprintendente al Polo museale, Cristina Acidini, per ora non si sbilancia. «Certo, l’ impatto è molto forte, la terrazza impegnativa – dice – anche se non esiste una preclusione a priori a misurarsi con la modernità. Interventi stratificati nel tempo possono coesistere ma nell’ armonia e nel miglioramento dell’ esistente. Tutto, ovviamente, va valutato dagli organi di controllo». Un no radicale arriva da Italia Nostra. «La terrazza-nuvola? Una follia assoluta – dice Maria Rita Signorini, fiorentina e consigliere nazionale dell’ associazione -. A Firenze il Comune ci ha promesso un piano strutturale a volumi zero e ogni giorno nascono idee di nuove colate di cemento e oltretutto all’ interno di uno scrigno come è il centro fiorentino». Infuriati gli ambientalisti. Fabio Roggiolani ecologista di Sel. «L’ Amministrazione vieta di istallare nel centro anche un piccolo pannello fotovoltaico e poi strizza l’ occhio alla super terrazza. È la politica della forza con i deboli e della debolezza con i forti». Marco Gasperetti mgasperetti@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA **** I precedenti Il caso di Milano Con vista sulle guglie del Duomo, la Rinascente di Milano ha allestito un’ ampia zona «food e restaurant» nella terrazza al settimo piano (foto sopra) L’ ipotesi a Venezia Un progetto simile è stato presentato nel 2010 a Venezia, per il restauro del Fondaco dei Tedeschi, vicino al ponte di Rialto, sul Canal Grande: la famiglia Benetton, proprietaria, dovrebbe darlo in gestione alla Rinascente

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(21 novembre 2011) – Corriere della Sera

Nucleare, bocciate 8 centrali francesi

Da La Repubblica

Quasi la metà delle centrali atomiche francesi non ha passato l’esame dell’Authority per la sicurezza nucleare nazionale. Sottoposti a nuovi controlli sulla base delle esigenze di sicurezza aggiornate dopo la catastrofe di Fukushima e quindi alla resistenza a terremoti e inondazioni, ben 8 impianti su 19  sono stati bocciati dalla Asn.
Fra gli aspetti insoddisfacenti dei siti di Golfech, Civaux, Cattenom, Flamanville, Penly, Gravelines, Saint-Alban e Le Blayais, secondo quanto riferito dal settimanale Le Journal du Dimanche, ci sono soprattutto quelli riguardanti la reazione ad ipotetiche catastrofi naturali, all’interruzione dell’alimentazione elettrica con conseguente blocco delle fonti di raffreddamento e la gestione di alcune situazioni di emergenza.
Il periodico francese pubblica anche il contenuto di una lettera datata 23 agosto e indirizzata dall’Asn al direttore della centrale di Cattenom, nell’est del paese. “Non siete stati in grado – si legge nella missiva – di specificare agli ispettori quale sarebbe il vostro piano d’azione post-sismico in seguito a scosse gravi”. Le ispezioni e i rapporti sono stati un complemento agli stress-test sulle centrali francesi
 stabiliti a livello di Unione Europea dopo la tragedia giapponese, che avevano dato risultati tranquillizzanti.
In tutto sarebbero oltre 200 le “azioni correttive” invocate dagli ispettori nelle 8 centrali inadeguate. Per il direttore della sicurezza dei reattori (in Francia sono 58 quelli in attività), Martial Jorel, “i rischi sismici non sono stati percepiti nel loro giusto valore in Francia, un paese in cui i movimenti tellurici sono poco frequenti”.
La rivelazione sulle carenze degli impianti francesi arriva nello stesso giorno in cui il colosso industriale tedesco Siemens annuncia la sua uscita definitiva dal settore dell’energia atomica. “Noi non saremo più coinvolti nella gestione totale della costruzione di centrali nucleari o nel loro finanziamento, questo capitolo è chiuso per noi”, ha dichiarato il presidente, Peter Loescher, in un’intervista al settimanale Der Spiegel. “In futuro – ha precisato – continueremo a consegnare parti convenzionali, come turbine a vapore. Ciò significa che ci limitiamo a tecnologie che non servono solo al nucleare, ma che si trovano anche nelle centrali a gas o a carbone”.
Loescher ha spiegato questo passo, in parte atteso dopo la pessima esperienza fatta dal gruppo con il nuovo impianto finlandese di Olkiluoto (
strascichi giudiziari inclusi) e le difficolta a concludere un’intesa con i russi di Rosatom, con l’incidente di Fukushima e con “la posizione chiara presa dalla società e dal mondo politico in Germania”.
L’addio di un’impresa dell’importanza della Siemens al nucleare è infatti l’ultimo colpo alla credibilità di un effettivo rilancio dell’energia atomica su scala mondiale dopo l’annuncio dell’uscita dell’atomo di
 Giappone, SvizzeraGermania e dopo il referendum italiano.

La disciplina giuridica del verde urbano e periurbano

Proseguendo sul tema del verde urbano pubblichiamo un contributo del nosto socio professor Alberto Abrami che comparirà sul prossimo numero di Giurisprudenza Agraria.

LA DISCIPLINA GIURIDICA DEL VERDE URBANO E PERIURBANO
RILEVANZA DELL'ARGOMENTO

Un complesso di motivazioni di natura ambientale correlate alla tutela fisio-psichica dei cittadini, più ancora delle tradizionali funzioni di carattere estetico e ricreativo tradizionalmente associate alla presenza del verde arboreo, hanno portato alla ribalta dell’opinione pubblica in quest’ ultimi decenni, ed in modo sempre più crescente, l’interesse verso il verde urbano.
Questo aveva trovato una apposita disciplina, insieme ad altri standard urbanistici, in un Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici risalente ad oltre quarant’anni fa (D.M. 2 aprile 1968, G.U 65,16 aprile 1968, n. 97), col quale si intendeva stabilire un preciso rapporto tra le costruzioni edilizie a carattere residenziale, e le aree destinate ai servizi di interesse generale, comprendendo in questi anche la presenza del verde arboreo che diveniva in tal modo uno degli elementi costitutivi – insieme alle aree destinate ai parcheggi ed anche ad altre aree con finalità di natura sociale – di quegli spazi pubblici che nella misura di 18 metri quadrati complessivi, dovevano essere assicurati ad ogni residente.
La misura indicata veniva poi ripartita al suo interno in relazione all’interesse rappresentato dalle diverse aree con destinazione pubblica, per cui 9 metri quadrati dovevano esser riservati “per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport.”
L’espressione “spazio pubblico attrezzato a parco”, per la sua genericità non può dirsi espliciti con assoluta certezza la presenza del verde, o comunque la sua entità, non essendo chiaro quale significato si debba attribuire alla parola parco.
L’esperienza dei piani regolatori ci consente ,peraltro, di affermare come i Comuni abbiano interpretato l’espressione del decreto ministeriale con la dizione di” verde attrezzato”, termine che esprime sì la necessità dell ‘esistenza del verde, ma non la sua misura.
Con sicurezza si può affermare che non si tratta dell’impianto degli alberi in quanto se ne è avvertita l’importanza in relazione a tutti quei servizi che le piante silvane assicurano alla collettività per via della loro stessa esistenza, e cioè del verde in quanto tale, ma di un verde, appunto, attrezzato, ossia di natura pertinenziale ovvero destinato a costituire il contorno o la cornice esterna rispetto al perseguimento di determinate finalità per le quali il verde è funzionale.
In altre parole, la dizione “spazio pubblico attrezzato a parco,” non significava affatto che tale spazio pubblico vedesse nella sua totalità la copertura vegetale.
Non sarà, infatti, questo il significato, o la condizione, del verde attrezzato che si potrà evincere dalle prescrizioni dei piani regolatori, ai quali prima abbiamo accennato. E d’altra parte occorrerà riconoscere che il verde, per effetto della stessa disciplina prevista nel decreto del ‘68, si poneva in concorrenza con gli spazi che il Comune intendeva assicurare al “gioco” e allo “sport” per i quali si poteva prescindere dalla presenza della vegetazione arborea, come accade ad esempio con la costruzione di un terreno per il calcio, o per il tennis.
In seguito all’entrata in vigore del decreto in esame, le sue disposizioni dovevano divenire oggetto dei nuovi piani regolatori generali, dei relativi piani particolareggiati, dei regolamenti edilizi ecc.. Appariva però evidente, per quanto prima osservato, che tali disposizioni non potevano ritenersi esaustive della richiesta di verde pubblico che, negli anni successivi all’emanazione del decreto, buona parte della società civile, quella più colta e più sensibile alle problematiche ambientali, andava richiedendo allorché le periferie delle città si dilatavano a dismisura nelle città d’Italia a più vasta intensità residenziale in contemporanea all’aumento dello spessore dei gas venefici e dei rumori.
Eppure quel decreto ministeriale non avrà in epoca successiva, come diremo tra poco, quello sviluppo che era logico attendersi dal legislatore.
(clicca qui per continuare a leggere)

Il Giappone nascose i dati dell'emergenza nucleare

Di Ernesto Burgio, 11 agosto 2011

Il Giappone nascose i dati dell'emergenza nucleare,
lasciando la popolazione esposta alle radiazioni

Non ricevendo alcuna direttiva da Tokyo, i funzionari della città condussero i residenti a nord, nella convinzione che venti invernali soffiassero verso sud allontanando le emissioni radioattive. Per tre notti, mentre le esplosioni di idrogeno in quattro dei reattori vomitavano radiazioni, questi rimasero in un quartiere chiamato Tsushima, dove i bambini giocavano fuori e i genitori usavano l'acqua di un ruscello montano per preparare il riso.
In realtà i venti soffiarono direttamente verso Tsushima – ma i funzionari della città avrebbero saputo solo due mesi dopo che un sistema informatico governativo, progettato per prevedere la diffusione di emissioni radioattive, aveva ben documentato il problema.
Ma le notizie sulle previsioni furono nascoste dai burocrati di Tokyo, che operano in una cultura che ha sempre cercato di non definire responsabilità e, soprattutto, di evitare critiche. Così i leader politici, che in un primo momento non erano a conoscenza del sistema, successivamente minimizzarono i dati, temendo di dover ampliare significativamente la zona di evacuazione e riconoscere la gravità dell'incidente.
"Dal 12 al 15 siamo stati in un luogo con livelli di radiazioni altissimi", ha detto Tamotsu Baba, il sindaco di Namie, che è circa cinque chilometri dalla centrale nucleare. Lui e migliaia di cittadini di Namie ora vivono in alloggi temporanei in un'altra città, Nihonmatsu. "Siamo estremamente preoccupati per l'esposizione interna a radiazioni………"

5 assemblee sul territorio per le Osservazioni al Piano Strutturale

5 Assemblee sul territorio per le Osservazioni al Piano Strutturale
promosse da

SPINI PER FIRENZE
CITTADINI AREA FIORENTINA
RIFONDAZIONE COMUNISTA/COMUNISTI ITALIANI
SINISTRA PER LA COSTITUZIONE
VERDI
MOVIMENTO AZIONE LABURISTA

GIOVEDI’ 17 FEBBRAIO, ORE 21:15 - Casa del Popolo Isolotto
Via Cesare Maccari, 104 fermata tramvia Talenti
Presentazione del Consigliere del Quartiere 4
Mario Bencivenni

LUNEDI’ 21 FEBBRAIO, ORE 21:15 – Sala del Parterre
Piazza della Libertà
Presentazione del Consigliere di Quartiere 2 Duccio Braccaloni

MARTEDI’ 22 FEBBRAIO, ORE 21:15 – Spazio QCR
Via degli Alfani 101/r

Presentazione del Consigliere del Quartiere 1 Debora Spini

GIOVEDI’ 24 FEBBRAIO, 0RE 21:15 Circolo Ricreativo Boncinelli
Via di Ripoli, 209/D autobus linea 23

Presentazione del Consigliere del Quartiere 3 Alessandro Morandi

LUNEDI’ 28 FEBBRAIO, ORE 21:15 Casa del Popolo di Castello
Via Reginaldo Giuliani, 378 autobus linee 2, 28

Presentazione del Consigliere di Quartiere 5 Maurizio Bruschi

partecipano
i Consiglieri Comunali del Gruppo Spini per Firenze:

Valdo Spini e Tommaso Grassi esponenti delle forze politiche della coalizione.

Gli esperti esporranno esempi di osservazioni di carattere generale, specifico e normativo per aiutare i cittadini e le associazioni nella presentazione delle osservazioni al P.S.