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Niente indulgenza plenaria perpetua a chi commette reati nel settore delle “energie pulite”: il codice penale si applica sempre e comunque

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Un utile promemoria per chi pensa che “energia pulita” sia una formula magica che mette chi la pronuncia al di sopra di leggi e regolamenti.
Approfittando del clamore nazionale ed internazionale suscitato dalla vicenda del sequestro dei beni di Vito Nicastri, un altro “Re dell’eolico” finito nei guai per le troppe liaisons dangereuses e per comportamenti, diciamo così, eccessivamente disinvolti, ci pare utile ricordare che anche in materia di “energie pulite” si rischiano moltissimi guai e persino la galera se non si rispettano regolamenti e leggi, anche senza bisogno di arrivare alle associazioni di tipo mafioso, con conseguente intervento della DIA.
Ci riferiamo, a titolo di esempio, a quanto sta accadendo nel caso dell’impianto eolico previsto a Nicelli, una frazione del Comune di Farini in provincia di Piacenza. Il caso è stato esaminato dall’Ing. Massimo Bolognesi del WWF che è intervenuto al recente incontro di Piacenza.

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A Brontolo (RAI 3) la devastazione eolica che minaccia un delicato crinale appenninico

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Una emergenza sempre più diffusa tra le comunità
dell’Appennino emiliano

Sulla RAI, nella trasmissione Brontolo di Oliviero Beha dello scorso 18 marzo, si è parlato della devastazione ai danni del delicato ecosistema sociale di una comunità dell’Appennino parmense determinata dalla minaccia della costruzione di un colossale impianto eolico industriale (quello del Santa Donna), i cui benefici andrebbero soprattutto alla speculazione ed i cui costi (molto maggiori dei benefici ed a vantaggio dei soliti pochi), che nessuno considera mai (a cominciare dalle Pubbliche Amministrazioni coinvolte nel processo di valutazione di impatto ambientale), si rovescerebbero su una popolazione incolpevole.

Nello specifico si parla dell’impianto del Santa Donna il cui progetto nel frattempo è diventato di 9 pale, anzichè le originali 3.
Ma le stesse situazioni, come a noi è ben noto, si possono attagliare perfettamente anche ad innumerevoli altri casi di improvvisa aggressione degli speculatori eolici al territorio della nostra montagna. A quando una valutazione di costi-benefici ambientali PRIMA della presentazione del progetto stesso, onde evitare di favorire sempre il grande capitale speculativo ai danni di intere comunità incolpevoli? A quando il risarcimento dei danni arrecati alle comunità costrette a difendersi con ingenti spese legali da tali aggressioni nel caso in cui si riconosca che i costi collettivi che l’impianto comporterebbe sono maggiori dei benefici?

Marche, centrali biogas nel mirino: dodici indagati

Fonte: Il Resto del Carlino

Ancona, 13 marzo 2013 - Le centrali a biogas autorizzate nelle province di Ancona, Macerata e Pesaro Urbino e l’impianto eolico di Camerino finiscono nel mirino della Procura di Ancona, che ha aperto un’inchiesta per abuso d’ufficio in concorso e per reati edilizi ed ambientali.
Indagate 12 persone, tra cui l’ingegner Luciano Calvarese, dirigente del Servizio Trasporti, Infrastrutture ed Energia della Regione Marche (l’ufficio che ha concesso le autorizzazioni per conto della Regione), il funzionario regionale Sandro Cossignani, il presidente della Comunità montana di Camerino Sauro Scaficchia ed il suo predecessore Luigi Gentilucci, ora sindaco di Pieve Torina, coinvolti per il parco eolico da realizzare nei Comuni di Serravalle, Monte Cavallo e Pieve Torina. Tra gli indagati anche alcuni imprenditori e liberi professionisti.
Ieri la Procura dorica ha ottenuto un ordine di perquisizione che ha portato gli agenti del Corpo Forestale dello Stato e della Guardia di Finanza ad acquisire atti negli uffici della Regione, presso la Comunità montana di Camerino, nella sede della Provincia di Pesaro Urbino e negli impianti già autorizzati dell’aprile 2012.
Militari ed agenti hanno compiuto sopralluoghi nelle centrali a biogas di Camerata Picena, di Castelbellino, di San Vincenzo di Osimo e di Agugliano (l’unica già in funzione). Perquisizioni sono state compiute anche in casa del dottor Cossignani. Presso gli impianti gli uomini della Forestale hanno anche eseguito campionamenti del materiale per il biogas con una apparecchiatura fatta arrivare da Roma. Secondo l’accusa, i responsabili dell’iter autorizzativo avrebbero favorito un gruppo di imprenditori (i cui nomi, in alcuni casi, ricorrono per più impianti).
L’ipotesi è che vi siano cointeressenze, conflitti di interesse tra i rappresentanti delle pubbliche amministrazioni e gli imprenditori indagati. Sullo sfondo, anche se non è oggetto dell’inchiesta, la legge regionale 3 del 2012, in base alla quale (secondo la prima stesura) l’autorizzazione per impianti al di sotto di una certa potenza non erano soggetti a Valutazione di impatto ambientale. La norma è stata impugnata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha sollevato dubbi di costituzionalità.
Ieri però l’ingegner Luciano Calvarese si è detto sereno ed ha spiegato di aver applicato la legge in vigore per il rilascio delle autorizzazioni. Anche l’avvocato Mario Cavallaro, che assiste la Comunità montana di Camerino, ritiene infondate le accuse: il parco eolico è stato autorizzato dal Governo come prevede la legge.

Sequestro milionario al colosso dell’eolico

Fonte: Tr News

Quote societarie e beni mobili per un valore di 4 milioni e mezzo di euro sono stati sequestrati dal Tribunale di Lecce alla società ’Maestrale Green Energy’ che opera nel fotovoltaico e nel settore delle energie rinnovabili.
Questa la decisione della sezione commerciale del Tribunale di Lecce che ha accolto un’istanza presentata da alcuni operatori privati riguardante il progetto dell’impianto eolico in provincia di Lecce.
Il sequestro sarebbe stato disposto per inadempienza di alcuni accordi contrattuali.

 

Eolico Monte la Fine, al via la Valutazione di Impatto Ambientale

Nuovo attacco all’integrità naturalistica dell’appennino tosco-emiliano-romagnolo. Si tratta dell’ennesimo progetto di impianto eolico che questa volta si propone di rovinare il crinale del Monte La Fine nel comune di Castel del Rio confinante con la provincia di Firenze, e di espiantare parte del bosco di castagni e querce.
Le torri, 8, alte 80 metri più l’elica, almeno 110 metri, avrebbero un impatto devastante sul territorio.
L’impianto eolico andrebbe a devastare irreparabilmente una zona dall’alto valore paesaggistico e naturalistico come evidenziato da questo opuscolo che era stato diffuso da La Repubblica.

Fonte: L’Area Vasta

CASTEL DEL RIO – Anno nuovo, impianto eolico nuovo. La Provincia di Bologna ha pubblicato ieri il progetto dell’impianto “Il Sasso” che la ditta modenese Tencom vorrebbe realizzare a Castel del Rio, in località Monte la Fine, ad est della frazione di Giugnola. Con l’atto di pubblicazione prende formalmente il via la valutazione di impatto ambientale e scattano i 60 giorni di tempo per produrre eventuali obiezioni. Per la Tencom si tratta di un investimento imponente, di circa 26 milioni di euro, per realizzare una centrale con otto aerogeneratori dell’altezza di 80 metri ognuno per una potenza complessiva di 20 Megawatt. Se la proposta dovesse concretizzarsi, “Il Sasso” sarebbe già il secondo impianto eolico del crinale tosco-romagnolo dopo quello di Casoni di Romagna (in tutto 16 aerogeneratori) che fu inaugurato nel 2009.
Oggi come allora, gli animi si dividono sull’opportunità o meno di installare pale eoliche che, se da un lato hanno il merito di produrre energia pulita (la ditta stima che le emissioni di anidride carbonica si ridurranno di 40mila tonnellate l’anno), dall’altro risultano fortemente impattanti per il paesaggio. Il primo elemento impattante sarà dato dal passaggio, su questi crinali, dei mezzi pesanti adibiti al trasporto degli aerogeneratori da assemblare: in tutto l’azienda stima che ci vorranno 48 viaggi per il trasporto delle componenti su quattro mezzi articolati speciali in entrata e in uscita dall’area dell’impianto. C’è poi da considerare l’eventuale espianto di castagneti e querceti misti di cui però la relazione tecnica sembra parlare in modo molto generico.
La Tencom propone “di compensare l’espianto di castagneti attraverso la ricostituzione di boschi di latifoglie autoctone, con dimensioni identiche a quelle alterate” anche se poi precisa che “l’esatta collocazione degli interventi e le modalità di compensazione verranno successivamente concordate con le diverse autorità interessate”. Intanto, il campanello d’allarme è già suonato per quel gruppo di cittadini che si fa chiamare Comitato Alta Valle del Sillaro (già costituitosi all’epoca della realizzazione dell’impianto di Casoni) contrario allo sfruttamento dei crinali appenninici da parte delle grandi industrie del vento. Il Comitato intende prendere contatti con alcuni rappresentanti della Rete della resistenza sui crinali, al fine di elaborare alcune controsservazioni al progetto che dovranno essere presentate entro 60 giorni. Una delle obiezioni potrebbe riguardare le ore utili di vento stimate dalla ditta che si aggirano sulle 1833 all’anno. Cifra di poco superiore alla soglia minima stabilita dalla Regione (1800 ore) per far sì che un impianto sia ritenuto produttivo. “Vigileremo attentamente sul rispetto della legge – dicono dal Comitato – e pretenderemo che le compensazioni ed eventuali royalties siano impiegate nelle frazioni di Giugnola e Belvedere, le più colpite nel caso in cui l’impianto venisse realizzato”.

Realizzazione di un Parco Eolico “Fattoria Eolica” nei comuni di Santa Luce e Casciana Terme (PI)

Massicce devastazioni ambientali provocate dalla realizzazione dell’impianto eolico di Santa Luce.
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