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Parchi eolici sequestrati in Toscana e Sicilia

Fonte: Eco blog

Due sequestri nel giro di pochi giorni a Zeri e nell’ennese: stop anche a quello che avrebbe dovuto nascere ai laghi di Conversano

È guerra ai parchi eolici. Nella sola giornata di venerdì due parchi eolici sono stati sequestrati: quello di Zeri, nel massese, e quello del Giunchetto, posto fra i comuni di Nicosia, Leonforte e Assoro.
Da venerdì pomeriggio i sigilli della Procura di Parma bloccano la strada d’accesso che da Albareto, nell’Appennino parmense, conduce al crinale di Zeri, situato in Toscana. Lì dovrebbe nascere Vento di Zeri che prevede l’installazione di cinque pale eoliche di oltre 120 metri d’altezza.
A causare il sequestro è stato il mancato rispetto dei parametri fissati per il trasporto delle pale: per far transitare le pale le strade montane avrebbero dovuto essere allargate di 3 metri, ma l’aumento è stato di 10 metri. Da qui il sequestro.
In zona, precisamente nel parco eolico di Santa Donna a Borgo Taro, la polemica potrebbe accendersi a breve a causa del progetto d’installazione di 9 pale di 150 metri d’altezza.
Sempre venerdì, in Sicilia, è stato effettuato il sequestro preventivo del parco eolico del Giunchetto che sorge fra i comuni ennesi di Nicosia, Leonforte e Assoro. Il provvedimento ordinato dal Gip del tribunale di Nicosia Stefano Zammuto è stato aperto contro ignoti per inquinamento acustico dopo un esposto dei residenti della zona. Nei mesi scorsi gli inquirenti hanno accertato gravi violazioni edilizie e difformità tra i progetti originari approvati dalla Regione e le opere poi realizzate.
Sempre per rimanere in tema, negli scorsi giorni la Regione Puglia tramite il bollettino ufficiale ha reso noto l’annullamento del parco eolico che avrebbe dovuto nascere nel territorio dei comuni di ConversanoTuri e Putignano, una zona a forte valenza paesaggistica e naturalistica che si è deciso di tutelare.

Emilia Romagna: l’assessore all’ambiente contro l’eolico selvaggio

Fonte: Gaianews

L’eolico in Emilia Romagna in linea di massima non è conveniente. Poco vento e quindi scarse possibilità di poter installare grandi impianti. A dirlo è l’assessore all’Ambiente della Regione Sabrina Freda. Eppure nonostante questo, le aziende a caccia di incentivi continuano a deturpare crinali poco ventosi: unico scopo guadagnare a scapito del paesaggio. L’europarlamentare Andrea Zanoni in un comunicato si schiera accanto all’assessore Freda e alle tante associazioni ambientaliste che grazie a i ricorsi riescono a fermare lo scempio.
Si sono riunite in un coordinamento le associazioni dell’Alto Appennino che lottano contro l’eolico selvaggio e hanno ricevuto l’appoggio dell’assesssore Sabrina Freda e dell’eurodeputato Andrea Zanoni, che dichiara: «Appoggio e sostengo l’Assessore Regionale Sabrina Freda, che dimostra di avere a cuore il paesaggio e di voler dar voce ai Comitati dellaRete della Resistenza sui Crinali, nati proprio per difendere il territorio dalle speculazioni industriali»
La Regione Emilia Romagna ha un suo piano per le rinnovabili in attuazione del protocollo di Kyoto, ma secondo Freda la situazione che riguarda l’eolico va monitorata: infatti l’eolico non sarebbe prioritario per la regione visto che i dati del vento non sono spesso sufficienti a giustificare l’installazione. Inoltre l’assessore ha fatto sapere che “i dati degli impianti realizzati, soprattutto per quelli più grandi, mettono in evidenza che relativamente alle ore dichiarate e certificate in fase di progetto dalle aziende proponenti, le ore effettive di produzione risultano essere spesso meno della metà rispetto ai minimi indicati dalla legge regionale.”
E ha aggiunto che per giustificare un impatto ambientale e paesaggistico come quello che deriva dall’installazione delle pale eoliche, sarebbe necessaria una produttività che in Emilia Romagna non è possibile.
Le associazioni svolgono un ruolo importantissimo per la tutela del territorio: a metà aprile 2013, il Consiglio di Stato ha emesso un decreto cautelativo su ricorso del WWF, Vas e Altura bloccando i lavori per la realizzazione di cinque pale eoliche a Zeri (MS) sul monte Gottero, con il passaggio nel Comune parmense di Albareto. Sono dovuti intervenire Carabinieri e Corpo Forestale dello Stato per fermare la fretta di aziende coinvolte in indagini, a caccia di incentivi in scadenza. Il cantiere proseguiva addirittura di notte nonostante lo stop della Magistratura, dopo aver devastato boschi e strade.
L’europarlamentare Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «Troppo spesso ci troviamo davanti a mega torri eoliche, risultato di uno scempio ambientale che viola anche le Direttive Uccelli 2009/147/CE e Habitat 92/43/CEE. Queste fonti di energia rinnovabile e pulita, quando mal tradotte in realtà, si trasformano in ferite indelebili per l’ambiente: i cantieri sventrano le nostre colline e montagne senza un beneficio concreto per i cittadini. Poi rimangono questi grattacieli che svettano con un impatto devastante. Appoggio e sostengo l’Assessore Regionale Freda che dimostra di avere a cuore il paesaggio e di dar voce ai Comitati della Rete della Resistenza sui Crinali nati proprio per difendere il territorio da speculazioni industriali».
E l’iter dell’eolico in Emilia Romagna non è molto diverso da ciò che succede altrove in Italia: basti citare il caso di alcuni progetti su cui l’assessore vigila con attenzione, ad esempio quello presentato per il Passo del Santa Donna tra Borgo Val di Taro (PR) e Bardi (PR), dove sono previste ben 9 le pale da 150 metri. In Regione era stato presentato solo un anno fa per lo stesso luogo un progetto da 3 pale, che aveva visto gli uffici competenti richiedere ben 46 integrazioni e chiarimenti sull’impatto delle strade per trasportare gli enormi aerogeneratori su quelli che sono sentieri escursionistici o piste forestali in zone fittamente boscose, sui dati degli anemometri incompleti ed errati, sull’assetto idrogeologico, sull’impatto per fauna e avifauna.
L’assessore inoltre è fra coloro che sospende il giudizio riguardo agli effetti per la salute dell’installazione delle pale. In Italia non sono ancora riconosciuti i possibili danni di suoni e soprattutto di infrasuoni, ma in altri Paesi la cosiddetta “Sindrome da pala eolica” è scientificamente accertata e, di conseguenza, la realizzazione degli impianti prevede vincoli molto più stringenti, soprattutto per quanto riguarda le distanze da abitazioni, allevamenti e stalle.
«La salute dei cittadini deve essere salvaguardata ad ogni costo e qualsiasi decisione deve essere adottata dando priorità assoluta a questa valutazione – ha concluso Zanoni – Nel dubbio deve quindi prevalere la massima cautela. Sosterrò l’Assessore Freda e i Comitati nelle azioni che metteranno in atto per difendere l’ambiente e la salute dei residenti».

Indagini sull’eolico partite da minacce a un dirigente regionale

Fonte: Ansa

Inchiesta sull’eolico: partita da minacce a un dirigente regionale. Indagati l’assessore Bramerini, quello provincial
Picchi e un imprenditore

Si tratta di Alì Rahimian, iraniano, accusato invece di violenza a pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio.

Ci sarebbero le forti pressioni e le intimidazioni subite alcuni anni fa da un alto dirigente della Regione Toscana alla base dell’inchiesta su un parco eolico tra Firenze e Pisa che vede indagata l’assessore regionale all’ambiente, Anna Rita Bramerini per abuso d’ufficio.
Indagati anche l’assessore all’ambiente della Provincia di Pisa, Walter Picchi, per lo stesso reato, e il titolare della società European Wind Farms, Alì Rahimian, iraniano, accusato invece di violenza a pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio.
I tre, ieri, sono stati perquisiti da personale del Corpo Forestale dello Stato.
Sulla vicenda, che risale al periodo 2008-2010 e che riguarda la realizzazione di impianti eolici della European Wind Farms, indaga la procura di Firenze.
Secondo quanto appreso il dirigente della Regione aveva emesso, a suo tempo, dei pareri relativi alle Via (Valutazioni di impatto ambientale) sull’installazione nel territorio toscano di pale eoliche.
Pareri a seguito dei quali ricevette intimidazioni anonime e per le quali nel 2008 fu presentato un esposto alla procura.
Il dirigente, che ha sempre goduto di stima da parte dei vertici regionali, dopo aver lavorato al settore ambiente – occupandosi anche dello scavo del tunnel Tav sotto Firenze – è stato di recente applicato ad un altro settore della Regione.
In questi ultimi mesi è poi maturata l’inchiesta, coordinata dal pm Giuseppina Mione, relativa al rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione degli impianti per l’energia eolica di European Wind Farms.

Sardegna: attacco speculativo-eolico a Stintino

L’attacco speculativo-eolico a Stintino, in Sardegna, a due passi dal Parco Nazionale dell’Asinara.
168 pale eoliche giganti su terreni agricoli che verranno espropriati (confiscati, sarebbe più appropriato dire) ai contadini.

13 aprile a Orvieto: manifestazione nazionale contro l’eolico

MANIFESTAZIONE NAZIONALE
ORVIETO
PIAZZA DEL DUOMO
SABATO 13 APRILE 2013 ORE 11,00

Osano portare le loro torri anche in vista della città del Duomo.
18 pale eoliche alte 150 metri, cemento, decine di chilometri di nuove strade, decine di ettari di territorio occupato.
Da luogo di turismo culturale ed ambientale, Orvieto diventerà un deserto elettrico visibile da tutta l’Umbria.

FERMARLI AD ORVIETO PER FERMARLI IN TUTTA ITALIA
TUTTE LE ASSOCIAZIONI ED I COMITATI DELLA PENISOLA, DEGLI APPENNINI, DELLE ISOLE SONO INVITATI E ATTESI
UNA PRESENZA DECISIVA PER PORRE FINE ALLO SCEMPIO DEL PAESAGGIO ITALIANO

Per affossare questa scellerata idea di green economy che non rispetta l’ambiente, la cultura, la storia, la salute, l’economia dei territori.
Associazioni ambientaliste e comitati di cittadini dell’Orvietano
Coordinamento regionale umbro
Associazioni nazionali del fronte antieolico e antifotovoltaico in aree agricole:
Altura
Amici della Terra
Comitato nazionale del Paesaggio
Comitato nazionale contro eolico e fotovoltaico in aree verdi
Comitato per la bellezza
Italia Nostra
Mountain Wilderness
Movimento Azzurrro
Saranno presenti televisioni e giornali nazionali e regionali
Saranno presentati un appello per la salvezza di Orvieto e migliaia di firme raccolte tra i cittadini umbri.
Ad essi saranno uniti gli appelli che perverranno da ogni parte d’Italia
Per informazioni:
oreste.rutigliano@tiscali.it
micidellaterraorvieto@gmail.it
http://www.tutelamontepeglia.org/

Il Comune di Stintino dice no all’eolico

Follia pura: sono previste 400 pale eoliche giganti ai confini di Stintino, in Sardegna, vicino ad aree naturali. Il comune di Stintino dice NO!

Fonte: La Nuova Sardegna

L’amministrazione comunale darà anche mandato a un legale per presentare ricorso contro le autorizzazioni rilasciate in aree limitrofe al territorio stintinese 

Il consiglio comunale di Stintino ha ribadito all’unanimità il no all’eolico sul proprio territorio, a quello eretto di recente a Scala Erre e a quelli che si vogliono costruire ai confini comunali. È stato inoltre deciso di dare mandato a un legale per presentare ricorso contro le autorizzazioni a costruire in aree limitrofe al territorio stintinese. L’assemblea cittadina ha preso una posizione netta nei confronti delle centrali eoliche e fotovoltaiche che stanno sorgendo e che potrebbero sorgere a poche centinaia di metri da aree naturali protette nella Nurra.
Il consiglio comunale ha così dato mandato al sindaco Antonio Diana e alla giunta di «pretendere la propria convocazione alle conferenze di servizi anche per l’approvazione di impianti da costruire nei comuni limitrofi al territorio di Stintino». L’assemblea ha autorizzato il primo cittadino a nominare «un legale, per impugnare eventuali autorizzazioni già rilasciate e per portare avanti azioni di protesta che possono sensibilizzare gli enti preposti alle autorizzazioni e dal rilascio delle quali si potrebbe verificare una progressiva e irreversibile svalutazione del territorio».
«Negli anni scorsi – ha detto il primo cittadino ripercorrendo in breve alcune vicende che hanno visto Stintino opposto a due società – abbiamo avuto mandato dal consiglio di difendere il territorio in sede regionale, durante la discussione della Vas per due progetti di parchi eolici. In quella occasione ci opponemmo con successo. Ora altre società sono tornate alla carica e a Scala Erre vediamo il risultato. Ci sono altri progetti per 150 pale eoliche – ha proseguito – e ci sarebbero istanze e sondaggi di società per montare nella Nurra altre 400 pale».