22 settembre: manifestazione contro i CIP6

Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Chianti fiorentino
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22 settembre 2007 giornata nazionale di lotta contro i CIP6

INCENERIRE I RIFIUTI….

FA MALE
E’ ormai risaputo (nonostante goffi e improbabili tentativi di contestazione), che vivere nelle vicinanze di un inceneritore nuoce alla salute, malgrado i tanti sbandierati controlli. Montale insegna.
DANNEGGIA L’AMBIENTE IN MODO IRREVERSIBILE
I danni che la presenza di un inceneritore (e l’aumento del traffico pesante che dall’attività di un inceneritore viene generato) producono sul territorio sono di vario ordine e natura. Il degrado generato da un inceneritore ha pesanti conseguenze sull’economia e questo è vero, a maggior ragione, in un territorio come il Chianti, con evidente vocazione agricola e turistica, per il quale la qualità della vita è diventata marchio conosciuto nel mondo.
COLPISCE LE FAMIGLIE NEI LORO BENI PRIMARI.
Nuclei familiari che che hanno investito una vita di risparmi in un immobile, ne vedono distrutto il valore dalla costruzione nelle sue vicinanza di un inceneritore. Chissà se coloro che tentano di convincerci della ‘necessità’ di tali impianti, comprerebbero mai, seppur a prezzi stracciati, un appartamento a due-tre chilometri da un inceneritore?
NON È CONVENIENTE E NON CREA OCCUPAZIONE
Altre forme di trattamento dei rifiuti come il Meccanico Biologico a freddo, oltre a non emettere sostanze nocive, costano 75% in meno del trattamento per incenerimento.Se per un inceneritore è richiesta una trentina di posti di lavoro, con il sistema di raccolta differenziata porta a porta e successivo riciclo si garantiscono un centinaio di posti di lavoro.
NON È UNA SOLUZIONE DEL PROBLEMA
Va notato che l’incenerimento non risolve il problema delle discariche dati i grossi volumi di cenere che vengono prodotti (circa 1/3 del peso) che poi devono essere smaltiti come rifiuti speciali e pericolosi con ingenti costi e pericolo per l’ambiente.
PORTA VANTAGGI SOLO A CHI COSTRUISCE E GESTISCE GLI INCENERITORI
Incentivi ed agevolazioni come i famigerati CIP6 e Certificati verdi, sono delle vere e proprie sovvenzioni stipulate sulla pelle dei cittadini a favore dei costruttori e gestori degli impianti di incenerimento, e di cui molto probabilmente usufruirà anche chi edificherà l’impianto di Testi: al gestore i contributi, agli abitanti della zona le scorie e i fumi.

Bisogna, dunque, prendere atto che qualcosa va cambiato.

Non possiamo più aspettare che altri decidano (male) per Noi. Dobbiamo ora liberarci dell’apatia e convincerci che i nostri comportamenti quotidiani condizionano in modo importante il nostro ambiente e come un ogni nostro atteggiamento nei confronti del problema può essere determinante. Dai comportamenti virtuosi nascono delle abitudini. È più facile di quanto non sembri!
Esiste, infatti, un’alternativa  agli inceneritori.
Allo stato attuale i materiali riciclabili sono l’85% del totale dei rifiuti. I materiali necessari per la combustione (necessaria al processo di incenerimento) sono proprio la carta plastica e legno che è possibile riciclare.
L’alternativa all’incenerimento sarà quindi la riduzione della produzione di rifiuti, la raccolta differenziata (il sistema porta a porta è l’unico che ha garantito i risultati), il riciclaggio (già oggi è possibile far molto, ulteriori ricerche ed iniziative possono e devono essere promosse), il trattamento a freddo. Ora, alcune di queste iniziative SPETTANO al potere politico, altre a noi tutti, ogni giorno. La più importante, e banale, è che i rifiuti intanto non andrebbero prodotti:

  • scegliamo tra i prodotti di consumo quelli che abbiano meno imballaggi
  • privilegiamo il riutilizzo anziché l’usa e getta
  • ricominciamo ad utilizzare la “sportina” di antica memoria
  • incrementiamo la diffusione dei prodotti alla ‘spina’ quali acqua e sapone.
  • approfittiamo (laddove esistono) dei fontanelli per l’acqua di qualità e richiediamone l’installazione dove essi non siano presenti
  • contribuiamo differenziando i rifiuti e conferiamoli adeguatamente evitando di depositare materiali diversi nei contenitori dedicati
  • se possibile utilizziamo la compostiera domestica per i rifiuti organici: la si può richiedere gratuitamente alla SAFI, adottando la compostiera si ha inoltre diritto ad una riduzione sulla tariffa sui rifiuti (Numero verde SAFI: 800 139300).

 Il 22 settembre è anche la “nostra giornata”, ricominciamo a credere in un’economia “pulita”!

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