9 ottobre ore 15:30 manifestazione contro il tunnel sotto il centro storico e la stazione Foster

Chiediamo a tutti di aderire alla manifestazione
contro il tunnel TAV sotto Firenze
sabato 9 ottobre alle ore 15,30
partenza da Piazza Santissima Annunziata

Ci sarà anche lo striscione di Italia Nostra e nell’occasione sarà possibile firmare la nostra proposta di legge d’Iniziativa popolare per le modifiche alla L.R.1 del 2005. Chi non l’avesse ancora fatto è pregato di farlo, non serve documento d’identità.

Italia Nostra Firenze
Cittadini Area Fiorentina
Comitati dei Cittadini Firenze

Eppur si muove! L’alta velocità in superficie

Mano a mano che cresce la preoccupazione e quindi la mobilitazione dei cittadini contro il sottoattraversamento TAV e la stazione Foster, sale in misura proporzionale il muro di silenzio delle istituzioni, dei partiti e dei sindacati attorno a quest’opera. Attualmente dominano confusione e incertezza: sulla data di inizio dello scavo, sul numero di edifici a rischio, sugli accordi tra Comune e Ferrovie.
A Firenze si sta per costruire un passante ferroviario sotterraneo di 8 Km le cui caratteristiche richiamano quelle del famigerato passante milanese, inaugurato nel 2004, dopo circa cinquant’anni di discussione e più di venti occorsi per la sua costruzione.
Ma mentre Milano alla fine si è saputa dotare di un tunnel di 14 km al servizio del traffico regionale e metropolitano, con diverse linee S-bahn che collegano tra loro rami ferroviari e stazioni esistenti, a Firenze, in maniera improvvida, si sta per occupare il sottosuolo con l’Alta Velocità e con una Nuova Stazione Centrale (costituita da una fermata sotterranea e da una stazione di superficie) che andrà progressivamente a sostituire quella di S. M. Novella la quale, per volume di traffico, è pur sempre la quarta stazione nazionale (59 mln p/a)
E qui vogliamo essere chiari. A furia di insistere, come fanno il Comitato contro il sottoattraversamento (con denuncie documentate e sacrosante) o la benemerita Associazione Idra sui danni prevedibili ed estesissimi che produrrà quest’opera, sulle clamorose illegittimità (mancanza di VIA, difformità tra progetto approvato ed esecutivo, ecc.) e sullo spreco di denaro pubblico, qualcuno potrebbe pensare che siamo pregiudizialmente contrari ad ogni opera, soprattutto se sotterranea.
In realtà siamo contrari a tutte quelle opere che, come in questo caso, non si basano su una rigorosa analisi dei costi-benefici e sulla previsione di un vero modello per l’esercizio ferroviario nel nodo di Firenze (come si fa ad andare da qui a là, in quanto tempo, con quale frequenza, ecc.) Così anche se quest’opera non causasse alcun danno, si concludesse nei tempi immaginati e costasse meno del previsto, non per questo sarebbe meno dannosa.
Tanto che nel caso in cui andasse avanti bisognerà pensare a come compensare le distorsioni che provocherà nel sistema del trasporto locale e nazionale avanzando precise richieste nello scenario dei prossimi 10 anni e poi in quello che si presenterebbe ad opera finita.
Va ricordato d’altra parte il carattere dimostrativo delle alternative più serie finora avanzate da tecnici indipendenti: la proposta di passaggio in superficie dell’Università, quella del Passante nord proposta dall’arch. Maschietto e la proposta di Giovanni Galli. Nel caso in cui si rimettesse davvero in discussione il progetto attuale anche queste alternative andrebbero verificate.
Quella di superficie poi dal dicembre scorso non è più nemmeno un’alternativa ma una realtà, che vede ora e per i prossimi dieci anni, decine di coppie di Freccia Rossa e Argento passare sui binari attuali e fermarsi nelle stazioni di S.M. Novella e Campo di Marte, con ripercussioni per adesso compatibili con le esigenze del traffico nazionale e più rilevanti, ma superabili, per la città.
Qui diciamo soltanto che, volendo migliorare il passaggio in superficie, si tratterebbe di predisporre una serie di importanti varianti urbanistiche per mettere in sicurezza il canale ferroviario urbano. Qualcosa di più del mercanteggio sulle aree ferroviarie attualmente avviato da Renzi con Moretti.
Per quanto riguarda quindi la funzionalità ferroviaria del nodo fin da ora dovremmo chiedere:

  • chiarezza sul modello di esercizio
  • il superamento di tutti i “colli di bottiglia”, realizzando:
    – quattro binari continui tra Rovezzano e Rifredi (compreso il tratto tra Romito e Rifredi)
    – quattro binari con tracciato e armamento adeguato tra Rovezzano e Figline
  • la continuità tra la linea di Pisa e la direttrice nord-sud per Roma resa ora più difficoltosa dalla costruzione dello Scavalco
  • l’adeguamento nell’alimentazione delle linee e del segnalamento per materiali rotabili ad alta accelerazione ed elevato automatismo necessari per sistemi S-bahn e per permettere l’integrazione tra traffico nazionale e metropolitano/regionale.
  • Materiale rotabile adeguato tra cui una navetta ad alta frequenza tra Campo di Marte e S. M. Novella.
  • l’adeguamento delle stazioni, e il miglioramento dell’interfaccia di queste con la città e con il sistema di diffusione e di interscambio con il TPL.

Solo dopo aver verificato e stabilizzato la soluzione transitoria si potrà discutere eventualmente di quella definitiva.
Nel frattempo occorre continuare a battersi per fermare quest’opera inutile, dannosa e costosa.Finora i sostenitori del progetto sono riusciti a confinare l’area del dissenso e della protesta nel recinto dei NoTAV. Non è detto che ci riescano anche nei prossimi mesi. Ma se la talpa parte sarà poi più difficile fermarli o correggere il progetto.
Ecco perché bisogna partecipare alla manifestazione cittadina indetta dal Comitato contro il sottoattraversamento per il 9 ottobre prossimo sulla base di parole d’ordine unificanti:

no alla stazione Foster!
No al tunnel sotto il centro storico!

Fonte: La Repubblica, Firenze, 6/10/2010
Di: Ilaria Ciuti, Franca Selvatici

Tav, No tunnel in piazza “A rischio 30 mila case”
Sabato maxi corteo degli oppositori al progetto. “Più larga la fascia di pericolo”
“I cedimenti previsti dalle Ferrovie sono nell’ordine di 4 millimetri: per i nostri esperti
sono invece di 7 centimetri, con punte anche di 15″

Manifestazione sabato contro il tunnel dell’alta velocità, indetta dal Comitato contro il sotto attraversamento. Per evitare, spiegano i No Tav, uno scavo che metterebbe a rischio 30 mila appartamenti mentre si sta lavorando per attrezzare i cantieri senza avere ancora le autorizzazioni per gli scavi: in modo da mettere la cittadinanza di fronte al fatto compiuto. Conclude il Comitato: «Troppi rischi e troppi soldi per nessun vantaggio». Il corteo di sabato marcerà in nome di un’alternativa che potrebbe anche essere quella di lasciare le cose come stanno, visto che l’alta velocità c’è già. Partirà alle 15,30 da piazza Santissima Annunziata verso la stazione e piazza Signoria. Lunghissima la lista delle adesioni, da tutti i comitati a Italia Nostra, a Rifondazione a Medicina democratica per citare solo alcune sigle. Aderiscono la Federazione della sinistra provinciale e la Lega di Razzanelli. Rilanciano l’invito alla partecipazione le sinistre di Palazzo Vecchio per bocca dei consiglieri De Zordo, Cruccolini, Spini e Grassi.
Stamani, la prima udienza, fissata al tribunale di piazza San Martino, del ricorso civile collettivo «per danno futuro» promosso da oltre cento persone che temono danni per la propria casa e per la propria salute. L’appuntamento è alle 8,45 in piazza San Firenze, poi i ricorrenti si sposteranno in San Martino. Gli esperti che hanno studiato il problema a fianco del Comitato contro il sottoattraversamento ritengono che i pericoli siano molto più alti di quelli dichiarati dalle Ferrovie. A loro giudizio lo scavo delle gallerie potrebbe determinare cedimenti di terreno anche a distanza di 150 metri dal tracciato del tunnel: ciò significa che «una fascia di almeno 350 metri di larghezza, da Castello a Campo di Marte, sarà soggetta ad abbassamenti», con possibili danni agli edifici sovrastanti. Sono, appunto, le migliaia di edifici, con conseguenti rischi per un numero di appartamenti compreso fra i 20 mila e i 30 mila citati dagli organizzatori della manifestazione. Inoltre – si legge nel documento dei No Tav – mentre i cedimenti previsti negli studi delle Ferrovie sono nell’ordine di 4 millimetri, la professoressa Teresa Crespellani e il professor Giovanni Vannucchi, che hanno studiato il problema per i ricorrenti, prevedono cedimenti medi di 7 centimetri con punte di 15 centimetri, e con effetti ben più allarmanti.

Fonte: La Nazione, Firenze, 06/10/2010
Di: Emanuele Baldi

Tav, la protesta va in piazza: sabato il corteo anti tunnel
La mobilitazione. Da una parte la Lega dall’altro RC e i comitati dei cittadini agguerriti

Ci sono i fedelissimi del progetto binari in superificie, gli anti-tunnel della prima ora, quelli dell’ultimo quarto d’ora, i cittadini che, dai e ridai, si sono fatti una vaga idea di cos’è (o meglio cosa sarà) la Tav a Firenze. Ci sono poi alcuni docenti universitari, c’è qualche nome di casata nobile e ci sono i fiorentini della porta accanto. E poi c’è la Lega Nord. Che va a braccetto, si fa per dire, con Rifondazione. A cinque giorni dal corteo anti-tunnel, il popolo dei “no-Tav” si conferma variegato come un sacchetto di coriandoli. Sabato pomeriggio, dalle 15,30 in poi, saranno tutti in piazza Santissima Annunziata e da lì muoveranno verso via Cavour “come una freccia nel cuore del sabato fiorentino”, “perchè la gente deve capire”. “Speriamo di essere almeno in duemila” dicono i promotori. “E’ ancora possibile fermare la realizzazione del sottoattraversamento e della stazione Foster e reindirizzare la scelta verso progetti alternativi” si legge intanto in una nota di Prc in in Provincia. Qui il consigliere Andrea Calò picchia duro: “Durante l’ultimo sopralluogo ai Macelli le nostre perplessità hanno trovato conferma, – dice – mancano i piani di sicurezza, non ci sono dati sull’inquinamento delle falde”. Per questo Rifondazione sarà in piazza. Così come la Lega. Dice il capogruppo del Carroccio in Provincia, Marco Cordone che “la Lega ha chiesto di bloccare i lavori in attesa di una nuova Via e della convocazione di una Conferenza dei servizi che ratifichi il nuovo progetto”. Mario Razzanelli, capogruppo della Lega in Comune ha già annunciato il suo appoggio alla manifestazione dei comitati: «La Lega – ha sottolineato – è da sempre contraria a quest’opera inutile, che costerà oltre 4 miliardi di euro, avrà un impatto devastante e i lavori dureranno almeno otto anni». Oggi al tribunale di San Martino è prevista la prima udienza del ricorso civile collettivo promosso da circa cento fiorentini a difesa della propria salute e delle proprie abitazioni che i cantieri dell’Alta velocità metterebbero a repentaglio.

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