A Montaione un altro scempio come a Monticchiello

Fonte: L’Unità – Firenze
Di: Davide Belpeiro

A Montaione un altro scempio come a Monticchiello

La denuncia di Wwf, Italia Nostra e Legambiente. La società tedesca Tui vuole realizzare 140mila metri cubi di nuove costruzioni, 162 ettari di campo da golf, parcheggi per 700 nuove case nel borgo di Castelfalfi «dove oggi esistono solo campi, boschi e oliveti»
Sono passati dei mesi da quando la tedesca Tui, una delle più grandi compagnia di turismo al mondo, ha comprato a due passi da Montaione la meravigliosa tenuta di Castelfalfi per 250 milioni di euro, ma le polemiche attorno al faraonico progetto non si sono affatto calmate. Questo sembra emergere dalla lettera scritta da WWF assieme ad Italia Nostra e Legambiente indirizzata non solo al presidente della regione Toscana Claudio Martini, ma anche all’ assessore regionale all’urbanistica Riccardo Conti, al presidente della provincia di Firenze Matteo Renzi, al sindaco di Montaione e al presidente del Circondario dell’ Empolese Valdelsa Luciana Cappelli.
Le associazioni ambientaliste scrivono che il progetto di Tui, costituito dalla realizzazione di oltre 140.000 m3 di nuove costruzioni, oltre a 162 ettari di campo da golf e a parcheggi per quasi 700 posti auto, snaturerebbe un luogo dove oggi trovano posto solo campi, aree boscate, oliveti e casali isolati. Situato tra le province di Firenze e Pisa, Castelfalfi, il cui nome deriva da “Castrum Faolfi”, e il suo castello risalgono probabilmente all’anno 754 ed avrebbero un’origine longobarda. Parte dell’antico castello passò nel 1139 al vescovo di Volterra e nel 1230 si sottomise a San Miniato e poi a Firenze.
Risale invece al 1511 la chiesa romanica di San Floriano, saccheggiata nel 1554 dalle milizie di Piero Strozzi al tempo della guerra tra Siena e Firenze, e il cui tetto è crollato lo scorso inverno. Inoltre, come non ricordare che Benigni scelse Castelfalfi per girare alcune scene del suo film Pinocchio proprio per il fascino incontaminato del borgo. Il dibattito pubblico voluto dall’Amministrazione Comunale di Montaione, per poi essere istruito dal Garante della Comunicazione Regionale, a giudizio delle associazioni è senza dubbio un fatto positivo, ma che non risolve però il problema della tutela del territorio. Infatti, come si può leggere nella lettera, le associazioni ricordano il Piano di Indirizzo Territoriale che prevede la tutela del patrimonio collinare toscano ritenuto «un complesso e irripetibile intreccio di storia, paesaggio, natura e cultura, che caratterizza l’immagine della nostra Regione nel mondo e che è parte integrante della nostra identità antropologica e sociale», Italia Nostra, Legambiente e WWF, chiedono di dare concreta attuazione ai principi di sostenibilità che sono stati inseriti rifiutando tout court qualsiasi consumo di suolo che esuli dal recupero e dalla riqualificazione dell’esistente, che già consiste di volumetrie assai ragguardevoli pari a 233.900 m3. Inoltre nella lettera le associazioni di ridimensionare radicalmente il progetto anche se questo pare proprio fuori discussione perché i tedeschi di Tui, già due settimane fa hanno lanciato quello che ai più è apparso come un vero e proprio ultimatum. A questo punto non resta che attendere il prossimo dibattito pubblico di domani per sapere se siamo davvero arrivati ad un punto di non ritorno.

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