Amianto: marinai contagiati, salta l’indennizzo

Fonte: Radio Città Aperta
Di: Marina D’Ecclesiis

Nessuno ne parla, ma per l’ennesima volta i responsabili delle morti per amianto potranno farla franca. Questi killer potranno ringraziare i politici che hanno approvato alla Camera un emendamento al ddl sul lavoro sulla tutela dei militari esposti all’amianto che introduce una deroga per i lavoratori impiegati sulle navi militari.
Un emendamento che arriva proprio mentre a Padova è in corso un processo che vede accusati otto ufficiali per colpe legate alla sicurezza sul lavoro. Rosanna Tosatto della fondazione vittime dell’amianto “Bepi Ferro” ha affermato: “la Camera ha approvato una deroga che dice che per il personale militare non c’è responsabilità penale. È pericolosa questa politica perché in qualche modo è per garantire l’impunità ai vertici militari, in questo caso, ma domani potrebbe essere per qualcun altro. Questi lavoratori rischiano di non vedere mai riconosciuto un responsabile per i danni che hanno subito”.
Due dei marinai imbarcati infatti hanno pagato con la vita e ben 500 si sono ammalati per l’esposizione all’amianto presente in quantità massicce sulle navi. Il procedimento ora, rischia di sfumare a causa del parere con cui la Commissione Bilancio della Camera, invocando una presunta mancanza di copertura finanziaria, ha pretestuosamente dichiarato non ammissibili gli emendamenti che chiedevano di equiparare le vittime militari per amianto alle vittime del dovere tutelate (come quelle dell’uranio impoverito).
Infuriati i rappresentanti militari dei marinai che in una nota svelano come “la copertura finanziaria di cui è stata lamentata la mancanza in realtà esiste ed è data dalle risorse stanziate dalla Legge 266/2005 (Legge Finanziaria 2006) in favore di tutte le vittime del dovere, senza distinzione tra esse; tenuto anche conto del fatto che la spesa effettiva – prosegue la nota – non supererebbe, probabilmente, il milione di euro all’anno; risultando, pertanto, nel contesto finanziario, assolutamente sostenibile”. “ Quali rappresentanti dei Marinai – fanno sapere dal Concer Marina – siamo indignati dalla considerazione che le nostre vittime del dovere continuino nei fatti ad essere considerate di ‘categoria inferiore’”.
“Alla compagine politica – conclude la nota – che proprio con la legge in parola si vanta di aver riconosciuto la specificità per i militari non ci resta che rispondere: «Grazie, ma a questo prezzo ne avremmo fatto anche a meno!»”

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