Appello al Sindaco di Montaione per la tutela di Castelfalfi

Firenze, 22 luglio 2008

Gentile Sindaco di Montaione Paola Rossetti,

abbiamo ascoltato con interesse e attenzione le relazioni della riunione del 19 giugno a Montaione ed il Suo intervento a favore di una rapida definizione di un apposito regolamento urbanistico.
Voglia pertanto ascoltare anche il nostro parere, dato che ancora oggi non riusciamo a giustificare la validità di un intervento edilizio così importante nella tenuta di Castelfalfi.
Sicuramente (ciò avviene in casi analoghi in molte altre parti di Italia) le amministrazioni comunali cercano di sviluppare l’urbanizzazione anche perché contano su un beneficio economico notevole per i loro magri bilanci e perché oltre agli interessi privati di chi investe si intravedono prospettive per l’occupazione locale e per tutte le attività indotte.
Però La preghiamo di tenere in debito conto anche il fatto che, come Lei ben sa, la prosperità delle attività turistiche delle nostre colline deriva in primo luogo dal fascino del loro paesaggio, prevalentemente agro-forestale e dall’interesse per le produzioni alimentari locali.
Tale contesto ha quindi indubbiamente una forte identità agricola, istintivamente recepita da tutti coloro che si avventurano alla scoperta delle nostre campagne, identità che è stata fino a oggi la causa fondamentale dell’assetto degli insediamenti antichi e recenti e delle infrastrutture connesse, prima fra tutte la viabilità e questo è stato anche ribadito nell’ultimo incontro a Montaione.
Intuitivamente, si accenna nei documenti che accompagnano il progetto di Castelfalfi, al genius loci, “il genio del luogo”, presenza fortemente percepita, ma non meglio definita: per Castelfalfi si chiama identità agricola, cioè il prodotto di secoli di storia e cultura contadina, legate ad attività economiche prima e successivamente imprenditoriali, che ancora testimoniano la forza produttiva, affettiva e l’equilibrio ambientale di questa campagna.
Le relazioni dell’ultimo incontro non hanno sufficientemente evidenziato o forse nemmeno considerato il fatto che, qualora dovesse cessare un interesse imprenditoriale agricolo alla coltivazione delle belle colline e dei fondovalle, ben diverso dall’interesse imprenditoriale edilizio proposto, l’agricoltura di quei luoghi pian piano morirebbe e anche il paesaggio ne subirebbe inevitabili conseguenze, perdendo le sue più spiccate caratteristiche e andando sempre più ad assomigliare ai già troppi insediamenti collinari, tra loro tanto simili quanto indefiniti, che purtroppo sfregiano i dossi e le pendici di tante colline del cuore della Toscana.
La realizzazione del progetto di Castelfalfi causerà la frammentazione della proprietà agricola al di sotto dei parametri economici di convenienza per la coltivazione, l’introduzione di un sistema urbano avulso dall’identità agricola del territorio, la vendita di beni immobili a proprietari che mai avranno alcun interesse a coltivare i loro terreni, il miraggio di investimenti prettamente immobiliari altamente redditizi, sicuramente molto di più dell’agricoltura e del sano agriturismo che assieme a essa si sta sviluppando con un delicato equilibrio rispettoso per l’ambiente, tutto ciò sarà la causa inevitabile di un impatto ambientale e paesaggistico tale da determinare la perdita di un patrimonio ambientale irriproducibile nonché di un patrimonio culturale, la cui tutela e conservazione spetta in primis allo Stato, come ribadisce il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, e non dimeno agli Enti Locali nell’interresse della collettività, anche se in contrasto con interessi contingenti e particolari.
A livello italiano ed europeo oggi di questo si parla e questo si teme: l’urbanizzazione diffusa e inarrestabile nelle campagne e la perdita consistente, incessante e in crescita della superficie agricola utilizzata, con una tendenza così marcata da fare ipotizzare in 50 anni l’azzeramento dell’agricoltura italiana: e quindi anche del suo amato paesaggio.
Di questo oggi si discute molto nelle sedi più rinomate e competenti, tra queste la stessa Accademia dei Georgofili di Firenze; le deduzioni che ne derivano non sono confortanti, come ribadito anche nel recente convegno di Caparbio del 19 luglio organizzato da Italia Nostra: “Agricoltura Ambiente Territorio, quale prospettiva?”
Pertanto Gentile Sindaco voglia considerare la possibilità di un ulteriore momento di riflessione prima di varare tout court un progetto così importante e irreversibile come quello di Castelfalfi e confidi ancora nella nostra collaborazione nell’esaminare i tanti problemi connessi, insieme agli esperti ai quali il Comune di Montaione ha voluto affidare l’incarico di valutare il progetto.
Le porgiamo distinti saluti.

Mariarita Signorini per il Consiglio Nazionale Italia Nostra
Leonardo Rombai Presidente Italia Nostra Firenze
Lorenzo De Luca Agronomo Italia Nostra Firenze

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