Rassegna stampa sull’appello per la tutela di Castelfalfi

Clicca qui per leggere l’appello.

Fonte: Eddyburg, 14 dicembre 2007

Un appello per evitare l’alienazione di Castelfalfi

Premessa
Ci siamo occupati più volte del borgo sulle colline toscane che ha il buffo nome di Castelfalfi. Siamo stati tra i primi, insieme alla rivista Valori, a riportare un articolo di Paola Baiocchi che denunciava con preoccupazione, il 9 settembre scorso, la notizia di un intero borgo sottoposto a una totale trasformazione ad “altro da sé” (cioè, in senso proprio, “alienato”). Abbiamo ripreso l’argomento il 12 novembre, inserendo un articolo de il Tirreno dove Paolo Santini e Lucia Alterini informavano ampiamente del dibattito in corso. Il 17 novembre il settimanale Carta ha pubblicato una corrispondenza sull’argomento di Sandro Roggio e un intervento di Edoardo Salzano, che troverete entrambi in questo sito. Ma delle questioni che stanno a fianco e dietro quella di Castelfalfi troverete abbondante testimonianza nella cartella dedicata alla Toscana, e non solo in quella.
Pubblichiamo perciò molto volentieri l’appello che segue. Un appello educato ma fermo, che apprezza ciò che c’è di positivo nell’episodio ma critica con la necessaria durezza ciò che c’è di perverso, che denuncia ma al tempo stesso propone. Naturalmente invitiamo i frequentatori di eddyburg ad aderire all’appello (primi firmatari Mariarita Signorini e Paolo Baldeschi), inviando una e-mail di adesione all’indirizzo m.r.signorini@virgilio.it.
(Segue testo dell’appello)

Fonte: GoNews, 07/11/2007

Castelfalfi: appello degli ambientalisti per salvare il borgo
Wwf, Legambiente e Italia Nostra scrivono al sindaco sull’intervento edilizio della Tui

“Salvate Castelfalfi”. Italia Nostra, Legambiente e WWF hanno scritto una lettera al sindaco di Montaione, Paola Rossetti, e alle istituzioni per salvaguardare l’area dal grande interesse paesaggistico e naturale. “Oltre 140.000 metri quadrati di nuove costruzioni, 162 ettari di campo da golf, nuove piazze, parcheggi per quasi 700 posti auto, la creazione di nuovi villaggi in luoghi dove oggi insistono solo campi, aree boscate, oliveti e casali isolati. Questo è ciò che una multinazionale del turismo vorrebbe portare sulle colline toscane, nel Comune di Montaione –scrivono le associazioni –  un’operazione, fra acquisto dell’area e lavori ipotizzati, dell’entità di circa 300 milioni di euro se si sta a quanto dichiara la stessa TUI, colosso dell’industria turistica tedesca. Un affare da milioni di euro che snaturerà di fatto Castelfalfi, la sua storia, il suo ambiente, il suo paesaggio. Un progetto che avrà un impatto grave e senza precedenti non solo sull’ecosistema locale, ma anche sulla sua armatura culturale e socio/economica.
È questo il futuro che vogliamo per le colline toscane? Il “dibattito pubblico” che è stato voluto dall’Amministrazione Comunale di Montaione per poi essere istruito dal Garante della Comunicazione Regionale è certamente una prima risposta al nostro quesito. Indubbiamente apprezzabile. Ma non basta. La politica toscana deve decidere oggi e qui, a Castelfalfi, se vuole davvero inaugurare un percorso improntato alla sostenibilità e alla conservazione delle migliori risorse del proprio territorio (risorse naturali, storiche, culturali, estetiche e anche produttive), oppure se vuole abdicare al proprio ruolo di governo, consegnando di fatto ad una multinazionale straniera carta bianca sulla pianificazione locale. Ma quanto costerà a Montaione (non solo da un punto di vista culturale ma anche economico) perdere l’integrità e la genuinità del suo paesaggio? Quanto costerà alla comunità locale e all’ambiente, il depauperamento delle già scarse risorse idriche che verrà causato da strutture ricettive di queste dimensioni, con annesse attività ad alto consumo d’acqua, come campo da golf da 36 buche e centro benessere?
Un lungo processo di riflessione e dibattito, talvolta anche aspro, ha portato negli ultimi due anni alla revisione della legge regionale per il governo del territorio (con la LR 1/2005) e alla stesura di un fondamentale atto ad essa connesso quale il Piano di Indirizzo Territoriale. Il PIT, fra le altre cose, individua alcuni sistemi fondamentali e caratterizzanti del territorio e del paesaggio toscano, che come tali devono costituire delle invarianti nel processo della pianificazione territoriale. Fra questi sistemi è stato correttamente inserito il patrimonio collinare toscano, complesso e irripetibile intreccio di storia, paesaggio, natura e cultura, che caratterizza l’immagine della nostra Regione nel mondo e che è parte integrante della nostra identità antropologica e sociale.
Al Sindaco di Montaione, al Presidente della Regione Toscana e a tutte le altre Istituzioni competenti Italia Nostra, Legambiente e WWF, chiedono di dare, adesso e a Castelfalfi, concreta attuazione ai principi di sostenibilità che sono stati inseriti (a ragione) nelle norme e nei piani prima citati, rifiutando tout court qualsiasi consumo di suolo che esuli dal recupero e dalla riqualificazione dell’esistente, che già consiste di volumetrie assai ragguardevoli pari a 233.900 m3. Alla dirigenza di TUI, che avrebbe molto da perdere in termini d’immagine da un’operazione di enorme stravolgimento del paesaggio toscano, chiediamo quindi di ridimensionare radicalmente il progetto. Sarebbe un segnale di ragionevolezza di enorme portata e una grande vittoria per tutti. Per le Istituzioni, che vedrebbero sancita la coerenza tra atti d’indirizzo pianificatorio e prassi di governo territoriale, per gli Imprenditori che vedrebbero esaltata la propria attenzione per l’ambiente toscano, per i Cittadini tutti, che vedrebbero finalmente riconosciuto il loro diritto ad un territorio salvaguardato per le attuali come per le future generazioni. «I poggi e i declivi che compongono il patrimonio collinare della Toscana, esprimono una storia plurisecolare di razionale ed equilibrato rapporto fra lavoro e natura (…) in un territorio fragile che l’intelligenza di generazioni di uomini e di comunità hanno trasformato in opera d’arte”. Sono proposizioni tratte dal Piano d’Indirizzo Territoriale, recentemente approvato dalla Regione Toscana (PIT, Documento di Piano, pag. 57)». Come ambientalisti ma soprattutto come cittadini toscani, non possiamo che essere d’accordo con questa illuminante descrizione del patrimonio collinare della nostra regione. Per questo, attendiamo atteggiamenti e decisioni conseguenti”.

L’appello è stato integralmente pubblicato anche da:

Prima Pagina Regione Toscana (14 dicembre 2007):

Trovate tutto il processo di partecipazione compresi gli interventi delle associazioni su Dibattito Pubblico Castelfalfi

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