By Pass del Galluzzo – Terza Corsia FI Sud – FI Nord – Cantierizzazione sito C6S2

Firenze 22-7-2010

Dopo le segnalazioni dei addetti alla sorveglianza dell’Ambito Territoriale Caccia 5 della Provincia di Firenze, Italia Nostra ha effettuato un sopralluogo odierno – in prossimità del fiume Greve – al Cantiere C6S2 del cosidetto By Pass del Galluzzo in costruzione nell’ambito del Lotto 6 della terza corsia Autostradale.
Sono state riscontrate presunte irregolarità nello svolgimento dei lavori che sul greto del fiume Greve. In particolar modo il materiale utilizzato per ridurre temporanemento l’alveo del fiume sono materiali di risulta provenienti dalla scavo delle gallerie e per questo inquinanti, che come ricordiamo andrebbero regolarmente smaltiti. I danni all’alveo risultatiOltre a ciò il Cantiere si approvvigiona di acqua direttamente dal Fiume tramite una pompa e dei tubi volanti, cosa che non dovrebbe essere permessa durante il periodo estivo per evitare di incidere sul delicato ecosistema fluviale.
Ad aggravare la situazione c’è il fatto che tutti i lavori inerenti al greto del fiume risultano al di fuori dell’area di cantiere, senza nessuna delimitazione né recinzione di sicurezza e che gli alberi sono stati abbattuti direttamente con l’ultizzo delle ruspe ed ammassati sulle sponde del fiume.
Già nel 2006 all’avvio dei lavori, Italia Nostra insieme al Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste aveva documentato come le Betoniere della ditta appaltatrice BALDASSINI TOGNOZZI PONTELLO effettuavano lo scarico di residui ed il lavaggio dei mezzi direttamente sul terreno e non nelle apposite vasche di lavaggio come prescritto dai decreti ministeriali. Tali operazioni venivano effettuate ripetutamente e a pochissima distanza dal Fiume Greve. A seguito di questa denuncia il cantiere fu regolarizzato per quanto riguardava le vasche di lavaggio.
Italia Nostra chiede anche in questo caso che siano ripristinate condizioni di cantiere che soddisfino completamente le prescrizioni contenute nel DEC/VIA/3914 del Ministero dell’Ambiente e le prescrizioni della Regione Toscana. Per questo ha inoltrato una denuncia ed una richiesta di controllo ad Arpat, Autorità di Bacino e Amministrazione Provinciale.

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