Calcestruzzo agli Uffizi. Italia Nostra: ‘Una sciagura’

Fonte: La Repubblica
Di: Mara Amorevoli

In questi giorni il cantiere dei Nuovi Uffizi ingoia betoniere di cemento. Il calcestruzzo viene distribuito nella struttura armata di ferri dietro alla Loggia dei Lanzi. Si tratta di una nuova torre, alta quanto l’ edificio, destinata ad accogliere i collegamenti di scale e ascensore dell’ ala di ponente del museo. «Una sciagura, un errore. E non per il cemento, ma perché chiude un cortile» denuncia “Italia Nostra”. L’ accusa contro la colata di cemento nella fabbrica vasariana degli Uffizi arriva da Giuseppe Cristinelli, docente di restauro architettonico all’ Università di Venezia. L’ esperto sperava in un ripensamento, in una correzione, dopo il sopralluogo al cantiere nel luglio scorso, seguito dalle dure critiche alla “dissonante nuova architettura”, mosse da lui stesso e dai responsabili di “Italia Nostra”. Niente da fare, i lavori procedono. E il cemento corre a fiumi, come si può osservare dalle finestre del bar della galleria nel cuore dell’ edificio vasariano, senza alcun ripensamento o dibattito. E dire che sul lato opposto, forse non si costruirà più la Loggia Isozaki perché giudicata invasiva e snaturante nell’ area di piazza del Grano, uscita degli Uffizi. Invece, niente da obiettare sulle due nuove torri di collegamento (l’ altra, sull’ ala di levante, occuperà parte delle navata laterale di San Pier Scheraggio) progettate dall’ architetto Adolfo Natalini e approvate ormai da tempo dai vertici del ministero dei Beni culturali. E non importa neppure se, visto dall’ alto, il complesso degli Uffizi sembra un accrocco di corpi di fabbrica e superfetazioni postmoderne. Sono proprio i due corpi verticali dei collegamenti i punti critici denunciati nel dossier che “Italia Nostra” invierà tra una settimana sul tavolo del ministro Sandro Bondi, chiedendo appunto di fermare i lavori e rivedere il progetto. «Ormai dietro alla Loggia dei Lanzi la torre è fatta, ma quel lato di San Pier Scheraggio si può ancora intervenire con una correzione prima di tirar su un fortino mostruoso» insiste Cristinelli, che firma il documento con la museologa e storica dell’ arte Alessandra Mottola Molfino, l’ ingegnere esperto di impiantistica Luigi Berti e il presidente dell’ associazione Giovanni Losavio. Altro punto denunciato, la chiusura del vicolo dell’ Oro, dietro agli Uffizi, per creare un collegamento tra la fabbrica vasariana e il salone espositivo della Biblioteca magliabechiana. «Un passaggio assurdo che cancella preesistenze da conservare» denunciano da “Italia Nostra”. Da parte sua la soprintendente e responsabile dei lavori dei Nuovi Uffizi, Paola Grifoni, ricorda che «tutti i passaggi del progetto sono stati approvati dal ministero, che alcune modifiche sono state fatte a suo tempo, ma il collegamento alle sale dietro la Loggia dei Lanzi è un cantiere ormai al termine e che verrà consegnato a febbraio 2009. Per il resto, riflessioni e consigli forse possono portare a migliorare quanto ancora resta da realizzare». E quanto alla chiusura del vicolo dell’ Oro, conclude Grifoni, «i documenti in nostro possesso provano che era già chiuso alla fine del XVIII secolo».

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