Cerimonia Laika – Il convegno di San Casciano e la mistica delle infrastrutture

Come già accaduto in passato, a S. Casciano,  il PD, la Fondazione  Italianieuropei di Massimo D’Alema e l’Associazione Romano Viviani di Riccardo Conti, con un Convegno riparatore intitolato: “Le reti che fanno crescere l’Italia – territori, energia, trasporti, telecomunicazioni”,  hanno inteso chiudere il dibattito scaturito dalla vicenda“Laika” di cui davamo conto il 25 ottobre.
Quel dibattito si era sviluppato soprattutto dopo l’intervento dell’assessore regionale Anna Marson – vero bersaglio politico di quest’iniziativa – che si era dichiarata contraria alla costruzione del nuovo stabilimento in una zona agricola e sopra importanti resti archeologici.
“Se in Italia non si potesse costruire nelle aree dove ci sono tracce di civiltà precedenti, dovremmo andare via e chiedere un po’ di territorio in Libia, dove abbonda..” M. D’Alema
Il workshop ha visto la partecipazione di Massimo D’Alema, Mauro Moretti, Roberto Colaninno, Flavio Cattaneo di Terna e Vito Gamberale del Fondo italiano per le infrastrutture (F2i) di cui è consigliere lo stesso Conti. La presenza annunciata dell’ex Ministro dei lavori pubblici Altero Matteoli, poi trattenuto a Roma, chiariva il carattere bipartisan dell’ìniziativa.
Nella tre giorni di dibattiti il segnale è stato univoco: porte chiuse alla partecipazione della società civile nelle scelte strategiche territoriali, controllo sulle cosiddette grandi opere della parte più conservatrice dei partiti, via libera alla finanza, più che all’impresa, per l’accesso ai finanziamenti pubblici. Soprattutto minimizzazione dei valori ambientali e della tutela dei beni culturali e paesaggistici.
Due autorevoli interviste rilasciate tra settembre e ottobre da Salvatore Settis sulla stampa, avevano stigmatizzato la cosiddetta “Archeopatacca” scuotendo le certezze della base locale del PD.
In risposta a queste qualificate critiche un Massimo D’ Alema sbrigativo ha solleticato facili umori qualunquisti (vedi sopra).
Chiarissimo il Presidente Enrico Rossi: “L’atteggiamento dei comitati che spesso rappresentano posizioni di rendita è troppo diffuso in Toscana. Ma con il massimo rispetto dei vincoli ambientali dobbiamo dire che se vogliamo tutelare davvero il nostro territorio c’è bisogno di dargli maggiore sviluppo attraverso una ripresa costruttiva” Musica per gli orecchi dei costruttori considerati l’ unico motore della crescita economica della Regione.

Gli scavi archeologici in corso sul terreno della multinazionale Hymer (Laika)

Secondo un progetto strategico che da anni procede di fatto senza alcuna programmazione, l’Italia aspira a diventare lagrande piattaforma logistica d’Europa capace di intercettare il flusso di merci provenienti dall’Oriente. Realizzandolo per parti e in concorrenza con le altre, ogni Regione si candida a guidare questa grande illusione. La Toscana non è certo da meno.
“.. altrimenti – ha detto Conti –  rischiamo di perdere investimenti fondamentali per il nostro futuro. Anche per questo abbiamo scelto San Casciano come sede del workshop: e’ un bellissimo borgo toscano che sa stare nella modernita’ coniugando sviluppo e tutela del paesaggio, come dimostra il progetto della Laika”.
A proposito di tutela del paesaggio però secondo un articolo di Gianfranco Cartei e Gabriele Paolinelli, pubblicato nei giorni scorsi sul Corriere Fiorentino, l’indice di urbanizzazione pro capite è ormai giunto in  Toscana a livelli che ci avvicinano a quelle regioni del nord meno virtuose nell’occupazione del territorio aperto.
Insomma proprio nel momento in cui i dissesti idrogeologici e il dramma delle alluvioni evidenziano una crisi ambientale generalizzata che è anche crisi di un modello economico invecchiato, il Partito del cemento  non può che tentare a tutti i costi di legittimare il consumo indiscriminato del territorio.

Opponiamoci a questa deriva!
Fermiamo il cemento che divora la Toscana!
Difendiamo i paesaggi e le risorse naturali della nostra regione!
Chiediamo che nel processo di aggiornamento della legge urbanistica toscana, che afferma il criterio del risparmio di suolo e del riutilizzo, si adottino misure più stringenti per un effettivo controllo sulle politiche insediative, anche attraverso una seria riconsiderazione del principio della sussidiarietà.

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