Comunicato stampa di Italia Nostra sull’eolico

Firenze 17-6-2008

Da una nota dell’Ansa risulta che siano 2.943 gli impianti eolici in Italia, distribuiti soprattutto nel Centrosud, impianti che garantiscono circa l’1,1% del fabbisogno nazionale, 2.943 torri in un territorio fortemente antropizzato e in contesti paesaggistici di grande pregio, tutto ciò per dare un contributo dell’1,1% del fabbisogno nazionale?
Il rapporto dell’Anev, vede in testa la Puglia, con 658 impianti e 685 megawatt di potenza. Seguono la Sicilia, con 631 pale eoliche (583 megawatt), la Campania con 606 impianti, la Sardegna (370), l’Abruzzo (244), la Basilicata (180) e il Molise (136). Sfruttamento del vento più ridotto in Calabria (58 impianti), Toscana (20), Lazio (15) e Liguria (11).
Mariarita Signorini del gruppo di lavoro energia di Italia Nostra nazionale esprime le preoccupazioni dell’associazione:
In Toscana nel PIER Piano Energetico Regionale, di futura approvazione, si prevede di raggiungere il 20 % da rinnovabili, incrementando la quota di eolico di 10 volte, attualmente nella nostra regione ci sono 20 torri eoliche : 10 sono a Scansano (Gr), 7 a Chianni (Pi), 3 a Montemignaio (AR),  con una una potenza di 28 MW (ma a Scansano almeno la metà delle pale sono ferme da mesi, quindi è molto ridotta la produzione di energia).
Dunque se la Regione Toscana prevede di aumentare la produzione energetica da eolico di 10 volte rispetto all’attuale, il conto è presto fatto: questo può significare di dover erigere altri 200 mostri, alti più di cento metri, sui nostri crinali più belli, come sulle dolci colline della val di Cecina e proprio davanti alla rocca di Volterra. Infatti  l’impianto eolico di Montecatini Valdicecina, di imminente realizzazione, oltretutto andrà a impattare visivamente sul castello feudale di Pietracassa, detto di Miemo, del XII sec. appartenuto alla famiglia Caetani o Gaetani, (quella di Bonifacio VIII). Ovviamente negli  elaborati del progetto NON SI FA CENNO DI QUESTO  IMPORTANTE  CASTELLO SOTTOPOSTO A VINCOLO MONUMENTALE FIN DAL 1911.
Se lo può permettere la regione italiana più amata all’estero di buttar via così i suoi paesaggi più rinomati per una produzione così residuale e neppur tanto certa, se è bastato un fulmine a metter fuori gioco gran parte dell’impianto di Scansano anch’esso costruito a ridosso di un’altro castello medievale quello di Montepò?
Mariarita Signorini, gruppo di lavoro energia – Consiglio nazionale d’Italia Nostra

Il comunicato stampa è consultabile anche sul periodico d’informazione on line www.pensalibero.it

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