Cornocchio (Mugello): no all’area di sosta più grande d’Europa che spianerà l’intera vallata di Belosguardo.

Fonte: La Repubblica.it
Di: Franca Selvatici

Il paese David contro il Golia Autostrade
Anche esami del sangue per certificare l’esposizione alle polveri

Nel Mugello segnato dai cantieri dell’alta velocità ferroviaria, della variante di valico e della terza corsia autostradale, gli abitanti di Cornocchio, frazione di Barberino, si preparano a resistere a un altro colossale intervento sul territorio. La Società Autostrade si appresta a realizzare la più grande area di servizio d’Europa, spianando un’intera vallata, Bellosguardo.
«Traffico, polvere, cemento e discarica. Un altro duro colpo al territorio del Mugello», denuncia da tempo il comitato dei residenti. E poiché la loro opposizione, per quanto seria e coraggiosa, non ha conseguito i risultati sperati, poiché il progetto avanza e anziché ridursi si dilata a dismisura, le famiglie del posto stanno progettando una serie di passi per autotutelarsi.
Alcune decine di persone, fra cui molti bambini, si sottoporranno a esami del sangue che documentino il loro stato di salute, per poter contestare ad Autostrade, dati certi alla mano, le eventuali e temute patologie che potrebbero colpirli a causa dell’enorme quantità di polveri sollevate dai cantieri, dalle aree di betonaggio e frantumazione, dai 300 camion che percorreranno le piste di cantiere e poi dall’incessante andirivieni di mezzi pesanti e di macchine sull’immensa area di servizio. Memori dei dissesti causati dai lavori dell’alta velocità ferroviaria, gli abitanti della frazione stanno pensando inoltre di commissionare indagini e perizie sullo stato dei pozzi e delle costruzioni, per notificarli attraverso un legale alla Società Autostrade.
Nella sola vallata di Bellosguardo ci sono una quindicina di sorgenti e di piccoli corsi d’acqua. Molte famiglie attingono dai pozzi, che potrebbero disseccarsi. Nella frazione non arriva l’acquedotto comunale. Stando ai progetti di Autostrade, uno dei corsi d’acqua, il Rio Torto, sarà tombato e le acque saranno rialzate di una trentina di metri. Il 19 settembre 2006 l’intero consiglio comunale di Barberino, all’unanimità, aveva detto sì, pur con osservazioni e richieste di ridimensionamento, all’area di servizio, per alleggerire la zona del casello. Poi è accaduto qualcosa che ricorda l’Apprendista Stregone. Il progetto si è rivelato incontenibile, stravolgente, straripante.
Le osservazioni e le richieste di ridimensionamento sono rimaste lettera morta. E ora il Decreto anticrisi voluto dal governo Berlusconi limita i poteri degli enti locali, per rendere più veloce l’iter dei progetti. I pareri dei Comuni non saranno vincolanti. Oggi il consiglio comunale di Barberino discute del nuovo colossale intervento, ma i giochi sembrano ormai fatti. Lunedì è fissata la Conferenza dei servizi ed è possibile che in quella sede il progetto venga approvato. Le famiglie di Cornocchio, che avevano fatto una scelta di vita – natura, verde, silenzio -, tremano all’idea di ciò che le attende. Alla richiesta di «forte ridimensionamento» pervenuta dal consiglio comunale, la Società Autostrade ha risposto con un progetto ancora più esteso, passato da meno di 23 a 36 ettari (pari a 75 campi di calcio), con aree di sosta, distributori di benzina, ristoranti, negozi, fast food, albergo, svincoli e viadotti.
Ci saranno due aree distinte, una a servizio della carreggiata nord e una a servizio della carreggiata sud. I posti di sosta per i mezzi pesanti saranno circa 230 e quelli per le auto circa 360. Alberi saranno piantati in ambedue le aree. Secondo il progetto, il verde occuperà circa metà dei 36 ettari. Fra qualche anno gli autoveicoli parcheggeranno all’ombra, ma questo appare una ben magra consolazione di fronte alla scomparsa di una vallata bellissima, che sarà colmata con due milioni di metri cubi di terra e roccia scavata dalle gallerie e portata all’altezza delle corsie di marcia. Secondo Società Autostrade, il progetto «è la scelta più equilibrata», condivisa da Regione e Ministero dell’Ambiente.
Si vedrà. Intanto le famiglie del Cornocchio si preparano al peggio. Una casa colonica, in una località chiamata forse profeticamente La Sciagura, verrà a trovarsi fra la corsia di decelerazione e l’autostrada. I proprietari hanno speso un sacco di soldi per eliminare al suo interno ogni barriera architettonica e renderla agibile a un invalido, e non hanno alcuna certezza che Autostrade si accolli la spesa di assicurare loro un’altra abitazione di pari valore economico e ambientale. A San Crispino quattro famiglie, di cui tre con bambini, si troveranno sul bordo della stazione di servizio, a un passo dall’autogrill, e ancora prima, per anni, saranno tormentate dall’andirivieni dei camion sulle polverose piste di cantiere, con il rischio di danni per le loro case e per la salute dei loro polmoni. L’unica opera di mitigazione che sembra garantita consisterebbe in barriere di legno che proteggono poco o niente da polveri e rumori.
Società Autostrade spiega che la vasta area di servizio è necessaria anche a fini di protezione civile, per accogliere i mezzi in circolazione in caso di blocco del tratto appenninico per neve. Ma in questi casi in genere l’autostrada si blocca già appena sopra Calenzano, per cui molti sostenevano che sarebbe stato eventualmente più opportuno progettarla un po’ più a sud, magari in una zona già un po’ trafficata e non in una valle intatta. La scelta di Bellosguardo ha alimentato il sospetto che il fine vero sia quello di smaltire senza troppi problemi l’enorme quantità di materiale di risulta delle gallerie.
L’allarme degli abitanti riguarda anche la viabilità sulla strada provinciale 8, che collega Calenzano a Barberino, dato che quando l’autostrada è intasata già non riesce a sostenere il traffico per l’outlet e il lago di Bilancino. Timori anche per il lago. Tutti i corsi d’acqua trascinano da anni nel grande invaso materiali di risulta dei cantieri, spesso inquinati da oli minerali. Nella valle di Bellosguardo scorre uno degli affluenti del lago. Anche da lì arriveranno materiali inquinati a Bilancino. Mettendo a rischio – avverte il comitato – anche l’acqua che poi sarà bevuta a Firenze e a Prato.

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