Sottopasso, ipotesi truffa indagato l’ingegnere comunale

Fonte: La Repubblica – Firenze, 27/2/2008
Di: Franca Selvatici

Sottopasso, ipotesi truffa indagato l’ingegnere comunale
Avviso di proroga indagini anche per Di Nardo, presidente di Firenze Mobilità 
Di Benedetto era il responsabile per Palazzo Vecchio di tutte le opere del project 

L’inchiesta sulle opere realizzate in project financing arriva in Palazzo Vecchio. Ieri un avviso di proroga delle indagini è stato consegnato all’ingegner Gaetano Di Benedetto, a suo tempo responsabile unico del procedimento (rup) di tutte le opere del project per conto del Comune di Firenze, ora dirigente dell’urbanistica. Lunedì un analogo avviso era arrivato all’ingegner Vincenzo Di Nardo, presidente di Firenze Mobilità (la società che sta realizzando il project), nonché amministratore delegato della Baldassini Tognozzi Pontello. I pm Giulio Monferini e Gianni Tei ipotizzano il reato di truffa aggravata ai danni del Comune in relazione ai lavori di costruzione del sottopasso di viale Strozzi. Ci sono altri due indagati. Sono Carlo Formigli e Mario Pasquini di Project Costruzioni, la società costituita da una serie di imprese (fra cui spicca la Baldassini Tognozzi Pontello con il 48,3% delle quote), che a sua volta detiene la maggioranza delle azioni (il 43,7%) di Firenze Mobilità. Project Costruzioni ha costruito le opere del project: oltre al sottopasso di viale Strozzi, i parcheggi di piazza Caduti dei Lager (alla Fortezza), di piazza Beccaria e di piazza Alberti.
Gaetano Di Benedetto, che ha nominato suo difensore l’avvocato Antonio D’Avirro, e gli altri tre indagati, che saranno assistiti dagli avvocati Alessandro Traversi e Sara Gennai, devono nominare un proprio consulente, poiché il 4 marzo la procura disporrà un accertamento tecnico per verificare la congruità delle spese sostenute per il sottopasso di viale Strozzi. I magistrati vogliono capire i motivi della lievitazione dei prezzi dell’opera, passata da una iniziale previsione di 5 milioni di euro a un conto finale di 8 milioni.
Sui lavori ha indagato il gruppo della Guardia di Finanza che opera con la procura della Corte dei Conti, per individuare eventuali danni erariali. Secondo i finanzieri, dall’esame delle fatture emergono cospicue disparità fra i costi per i materiali sostenuti dalla Project Costruzioni e quelli fatti pagare al Comune. La ditta fornitrice dei materiali avrebbe fatturato meno, il Comune avrebbe pagato di più: ciò sia per le lastre di pietra con le quali sono state coperte le pareti del sottopasso, sia per i cubetti di porfido della pavimentazione della piazza soprastante, sia per le travi che sostengono il sottopasso. I finanzieri hanno trovato un grande disordine della contabilità. Disordine che si è tradotto, secondo le ipotesi di accusa, in una ingiustificata lievitazione dei costi. Ieri in giunta la questione è stata discussa. La convinzione è che gli atti della amministrazione siano stati corretti. Il problema, sempre più pressante, è quello dei rapporti con i privati del project.

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