Nucleare e Basilicata

Fonte: Ola Ambientalista

Sulla Basilicata cala un silenzio connivente e radioattivo

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – con la presente intende comunicare di aver inoltrato, in data 6 Maggio 2009, le sue osservazioni in merito alla pronuncia di compatibilità ambientale per la procedura di VIA, presentata dalla società Sogin SpA al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed alla Regione Basilicata e relativa all’impianto Itrec, ubicato nel territorio di Rotondella (Matera).
Negli interventi prospettati nella procedura di VIA si fa riferimento all’esclusiva messa in sicurezza dei rifiuti liquidi ad alta attività, tralasciando quelli contenuti nella cosiddetta fossa irreversibile e quelli generati da uno smantellamento dei laboratori Itrec, utilizzati per il riprocessamento, unitamente ad altri presenti nel Centro Nucleare della Trisaia. Il decommissioning è a lungo termine e la VIA non prevede il rilascio nel medio periodo così come si fa per il sito da portare a “prato verde”, come prospettato per il le stesse attività inerenti la centrale di Trino Vercellese, dove tutto termina entro il 2013. Non solo: insieme alle previsioni fatte da Sogin SpA, su un impegno della formula di scarico pari a meno di un decimo di 10 microsievert previsti dalla legge, sono certamente di natura ottimistica e non supportate tecnicamente da dati certi, il deposito di 14.000 mc è nettamente sproporzionato e sovradimensionato rispetto alle reali esigenze di stoccaggio dei rifiuti ad alta attività presenti in Trisaia e quelli che si produrranno per il processo di solidificazione.
Ad oggi – non avendo ricevuto alcuna risposta dagli Enti destinatari delle nostre Osservazioni – la OLA lamenta un silenzio oltremodo connivente, da considerarsi scontato per quanto riguarda quei rappresentanti di Governo, che in data 13 Maggio 2009, in Senato, hanno avuto “carta bianca”, al fine di decidere entro sei mesi i siti che dovranno ospitare le nuove centrali nucleari e quelli che saranno sede dei depositi provvisori-definitivi ove stoccare le vecchie e le nuove scorie radioattive, oltre che il combustibile riprocessato all’estero che dovrà tornare in Italia entro il 2017. Atteggiamento diverso ci si sarebbe aspettato dalle istituzioni lucane ed amministrazioni lucane – che più volte, soprattutto in campagna elettorale, si sono esibiti in rassicurazioni poco credibili. Pertanto, chiediamo alla Regione Basilicata di pronunciarsi in merito e al sindaco di Rotondella, Vito Agresti – che è bene ricordare non ha predisposto nessuna osservazione in merito alla VIA in oggetto, di fare immediata chiarezza circa le sue posizioni. Infatti, c’è il rischio che il primo cittadino di Rotondella, passato repentinamente nelle fila del Pdl e forse – visto il suo silenzio – anche tra quelle dei nuclearisti, possa giocare un secondo brutto scherzo ai suoi cittadini e alle popolazioni lucane.

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