Demolizione e poi ricostruzione dei ponti storici. A che pro?

Comunicato stampa del Consiglio Direttivo della Sezione Apuo-lunense di Italia Nostra

Abbiamo letto che l’intervento comunale sul Carrione (per adeguarne il corso e “metterlo in sicurezza” non certo dagli scompensi e dai “tappi” che gli provengono dal monte ma dalle possibili abnormi precipitazioni e portate due centennali) si farà…E comporterà la demolizione di alcuni ponti storici, contrariamente a quanto sembrava ormai scongiurato, vista la levata di scudi di non poche associazioni professionali e ambientaliste nonché di partiti e visto il coinvolgimento e l’interessamento della Sovrintendenza che ne ha comunque attestato l’importanza di “monumenti” in quanto segni della storia e dell’identità di Carrara.
La Sezione Apuo-Lunense di Italia Nostra, che da subito aveva avversato il progetto, non può far altro che stigmatizzare tale decisione e appellarsi ai cittadini affinché intervengano coralmente per convincere i governanti della città a recepire e adottare altre soluzioni tecnico-ingegneristiche – già peraltro proposte a suo tempo – alternative alla distruzione, perché l’operazione che si vuole perpetrare è distruttiva e tale rimane. Non conforta, non regge, non convince, infatti, il ragionamento che quei ponti storici … che ne han visto passare dell’acqua e delle fiumane sotto di loro nei secoli senza essere mai stati travolti… si ricostruiranno tali e quali, anche se un po’ più in su, cioè un po’ più alti. Non scherziamo, anche se siamo in carnevale! Perché, intanto e semplicemente, non saranno più gli stessi. Come a dire di una pudica donzella che si è confusa: “Sì, ‘ncinta a l’è ma apena apena…”.
Non solo non saranno più gli originali ma delle ri-costruzioni per l’appunto, per di più disarmoniche rispetto al contesto; se è vero che si aumenterà la sezione a disposizione del corso d’acqua e quindi sarà come avere una testa grossa sopra un corpo esile. I ponti in questione, infatti, alla fin fine, anche se saranno ri-fatti più o meno esattamente come sono ora (e, ripetiamo, nutriamo forti dubbi in proposito) si presenteranno alla cittadinanza con i piloni più lunghi e dunque saranno disarmonici. Rivolgiamo un accorato invito ai nostri governanti locali perché vogliano ancora e ancora ponderare bene la faccenda dell’intervento previsto, perché se realizzato sarà irreversibile… Si tratta certo di curare l’effetto ma anzitutto e soprattutto la causa del male… E la causa, continuiamo a crederlo in buona compagnia con la gran parte della nostra gente, è al monte!
Tornando a bomba, ai ponti da abbattere, o meglio da non abbattere manco per ri-costruirli come nuovi… Quando si ritenne opportuno togliere le briglie (e le “gore”) che nel tempo si erano venute a creare per l’irrigazione o per muovere le ruote delle segherie, la cosa non fece gran che scalpore, se ne prese atto e stop. Ma per l’intervento, ad avviso nostro e di molti giudicato improprio relativo ai ponti storici, che si vuole pervicacemente realizzare, non possiamo esimerci dal non tacere e dal protestare.
Aggiungiamo la seguente considerazione. Se si reputa sufficiente togliere le briglie, non vediamo perché si debba persistere nel voler intervenire sui ponti. E ancora: se oltre alle briglie si dovrà sbassare anche il normale letto del fiume, non sarà che i cittadini di Carrara si troveranno, annualmente, a spendere di molto per mantenere il corso d’acqua nella pendenza innaturale creata artificialmente? Inoltre, se la larghezza del fiume passerà più volte da una dimensione all’altra, non sarà che quando il letto del fiume, prima allargandosi e poi restringendosi e modificandosi di conseguenza la velocità dell’acqua e quindi la portanza del fango, si creeranno delle ondulosità nel medesimo letto del torrente? Cosa ne pensano i cittadini?
Un’ultima annotazione. A suo tempo la scrivente associazione espresse le sue motivate critiche non alla strada dei marmi, sia chiaro, ma al tracciato progettato, per le sue incongruenze tecniche ed economiche, in quanto avrebbe comportato scassi e rischi idrogeologici inaccettabili per un contesto pregevolissimo ma anche perché sarebbe costato salatissimo per le finanze della collettività (come poi è avvenuto e sta avvenendo). Propose però non solo considerazioni critiche e preoccupazioni per ciò che sarebbe successo ma anche modifiche e integrazioni migliorative e molto meno dispendiose al progetto. Né il Comune né il TAR vollero tenerne di conto, per ragioni recondite che ancora ci sfuggono.
Sappiamo che ancora una volta la scrivente associazione sarà tacciata di gretto conservatorismo, di essere contro le ragioni della sicurezza pubblica, dello sviluppo e del progresso… Quisquilie e pinzillacchere dei soliti noti. Almeno per chi conosce e sostiene Italia Nostra perché sa qualcosa di quello che, coerentemente con le proprie finalità statutarie e in piena autonomia, ha cercato di fare e far capire negli ultimi 36 anni nel comprensorio apuo-lunense a tutela delle vere risorse per lo sviluppo e il ben-essere della comunità: la ricchezza e l’unicità delle valenze naturali, paesaggistiche, storico-culturali-artistiche… patrimonio inalienabile di tutti, da conservare e valorizzare e, se del caso, da prelevare ed utilizzare ma con misura e lungimiranza. Altrimenti la natura prima o poi si vendica per le ferite infertele. E sempre comunque in ritardo siamo costretti a piangerci addosso per i monumenti e le opere notevoli dell’ingegno e della creatività delle generazioni che ci hanno preceduto, che abbiamo perduto per insipienza o supponenza di alcuni nostri illuminati vip politico-amministrativi… M’illumino di meno, è lo slogan di questi giorni. Meditate gente, meditate…
Non siamo quindi degli incalliti NO MEN né tanto meno acquiescenti e proni YES MEN. Italia Nostra, Sezione Apuo-Lunense, ha sempre cercato la mediazione possibile tra le ragioni dell’economia e dell’ecologia, che non sono di necessità termini antitetici, anzi. Si dà il caso che eco-oikos significhi casa, casa dell’uomo segnatamente. E che ciò che è ecologico è in sommo grado anche economico (troppo spesso, invece, si è costretti a pagare lo scotto in termini di condizioni di lavoro e di vita per il supposto interesse economico).

Ponticello di Groppoli

Ponticello di Groppoli 1968

Ponte della Bugia

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