Denuncia di Italia Nostra sul rischio suolo

Pubblichiamo gli articoli del Nuovo Corriere di Firenze  del 2 novembre 2010 sul rischio idrogeologico – e quello del 3 novembre sul rischio sismico.
Quello che lascia interdetti è che, nonostante il ripetersi di tragedie annunciate per smottamenti e frane, si continui a costruire in aree fragili. La cosa peggiore è che non si delocalizza mai ma, rimborsati i danni magari con anni di ritardo, si ricostruisce negli stessi luoghi.
Un esempio per tutti: a Siena circa tre anni fa avvenne un enorme smottamento mentre si facevano le fondamenta per nuove costruzioni (e proprio negli stessi giorni d’inizio novembre) in prossimità di Porta Pispini, una delle porte cittadine che danno accesso al centro.
Gli abitanti della zona, scampati miracolosamente al crollo, vennero evacuati e restarono fuori dalle loro abitazioni per mesi a spese del Comune che aveva permesso di costruire un casermone in area fragile e pedecollinare.
Morale: ora le nuove costruzioni sono state fatte esattamente nello stesso luogo e si distinguono per la loro mostruosità. E una colata di cemento occupa una lingua di terreno agricolo e libero che s’insinuava dolcemente fino quasi alla Porta cittadina.
Cemento, condoni edilizi, mancanza di prevenzione, scarsi investimenti per la salvaguardia del territorio, insipienza tecnica degli uffici che rilasciano i permessi a costruire. Per non parlare delle responsabilità politiche degli amministratori che poi davanti alle vittime innocenti si stracciano le vesti dando la colpa alla fatalità e ai cambiamenti climatici.
Mariarita Signorini – Italia Nostra

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