Eolico e solare a Volterra

Fonte: Corriere della Sera
Di: Marco Gasperetti

Nuovo regolamento urbanistico: «Tuteliamo il paesaggio»
Il comune che vieta l’energia pulita Volterra dice no alle pale eoliche e ai pannelli solari.
Gli ecologisti: allora dovremmo eliminare anche i tralicci

Benvenuti a Volterra, primo comune «deolicizzato» d’Italia e anche «liberato» dai pannelli solari. Il cartello ancora non c’è. E forse non ci sarà mai. Ma, da quando è stato approvato il nuovo regolamento urbanistico, la cittadina pisana, uno scrigno d’arte etrusca, romana e medievale, è già entrata nella storia dei divieti. La nuova normativa impedisce l’istallazione in tutto il territorio comunale, borgo e colline toscane, di impianti eolici standard e limita l’uso dei pannelli solari.
Non installabili nella cittadina, quest’ultimi, ma solo in siti industriali e, per uso proprio, in zone fuori le mura di non particolare pregio.
«Una decisione saggia che tutela il paesaggio e il valore artistico della nostra città – spiega il sindaco Cesare Bartaloni (Pd) -. Un provvedimento che non è contro l’energia rinnovabile. Non si possono issare pale enormi accanto a campanili e cattedrali o deturpare i tetti di antichi palazzi da sfilze di pannelli solari». La decisione del Comune non è piaciuta agli ambientalisti. Che hanno annunciato una marcia su Volterra e un esposto all’Autorità garante della concorrenza. «Le aziende che operano nel settore delle energie rinnovabili – spiega Fabio Roggiolani, consigliere regionale e leader dei Verdi – saranno penalizzate. Un esempio lo abbiamo già avuto con un assurdo divieto a istallare tre piccoli impianti fotovoltaici fuori dal centro storico. E tutto questo accade in un Comune famoso per aver autorizzato industrie chimiche a deturpare il sottosuolo e ad inquinare i fiumi».
Durante la marcia gli ambientalisti si vestiranno da vampiri. «Non solo perché simbolo delle tenebre in cui si vuole gettare la città – spiega l’ecologista pisano Andrea Cheli – ma perché dopo i successi dei romanzi e dei film della saga di Twilight ambientati anche a Volterra, la città è diventata il tempio degli amanti dei succhiasangue. Ora speriamo non diventi la capitale degli ammazza energia pulita». Non tutti però la pensano così.
A favore del Comune si schiera Alberto Asor Rosa. Il professore, coordinatore della rete dei comitati per la difesa del territorio, premette di non essere contrario a priori dei confronti delle due energie la cui applicazione va studiata caso per caso. «Però in una città come Volterra mi sembra un provvedimento adeguato e totalmente condivisibile», dice.
Contraria è invece Mariella Zoppi, docente universitaria e paesaggista: «Con le energie alternative bisogna fare i conti senza pregiudizi. Non si possono proibire le pale eoliche e i pannelli solari che, non solo ci regalano energia pulita, ma possono integrarsi perfettamente con l’ambiente.
Che cosa avremmo dovuto fare allora con i tralicci dell’alta tensione? Abbatterli tutti e rimanere al buio?». L’assessore all’Urbanistica del comune di Volterra, Andrea Cinotti, contesta l’accusa di proibizionismo.
«Anche perché noi abbiamo vietato l’eolico invasivo: le grandi pale in tutto il comune e il mini eolico nel centro storico. Piccole pale non più alte di due metri, possono essere installate fuori dal borgo in zone di non particolare pregio già individuate o nelle zone industriali. E lo stesso vale per i pannelli solari. Difendere tesori architettonici e ambientali è un atto di civiltà». Ma intanto, davanti a Volterra, il vicino comune di Montecatini Val di Cecina ha issato le prime quattro altissime pale.
La battaglia del vento e del sole è solo agli inizi.

Fonte: Il Giornale, 06/06/2009
Di: Vittorio Sgarbi

L’ambientalismo di facciata. Per fortuna qualcuno “abbatte” quelle mostruose pale eoliche

Volterra si ribella al parco del vento. E’ l’inizio della lotta contro gli ecomostri difesi dai Verdi in nome dell’energia pulita. In realtà sfregiano il paesaggio e non servono.
Quelli che non amano il vento
Capraia, è Italia Nostra a dire di no
All’Isola di Capraia, a marzo, la proposta di installare delle pale eoliche ha addirittura spaccato il mondoi ambientalista: Legambiente favorevole, ma Italia Nostra non ci sta.
Licata, i borghi marinari bocciano il piano
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La Puglia non vuole il “parco del vento”
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Abbattuto il mito delle pale eoliche
La sacrosanta rivolta di Volterra

Per fortuna qualcuno «abbatte» quelle mostruose pale eoliche.i Volterra si ribella al parco del vento, È l’inizio della lotta contro gli ecomostri difesi dai Verdi in nome dell’energia pulita. In realtà sfregiano il paesaggio e non servono.
Che il degrado culturale, l’ignoranza e l’insensibilità estetica abbiano raggiunto livelli impensabili fino a qualche anno fa, persino negli anni della speculazione edilizia selvaggia che ha distrutto come una malattia contagiosa ogni parte d’Italia ancora integra sino alla fine degli anni Cinquanta, è provato dalla posizione di ambientalisti e Verdi su quella peste che è l’energia eolica.
Una vera e propria associazione a delinquere che, in perfetta malafede e ipocrisia, tiene unita una volontà politica europea con relativi finanziamenti miliardari, aziende che non investono e intercettano dei finanziamenti corrompendo amministratori locali miserabili e l’Enel che con una campagna pubblicitaria massiccia e devastante promuove un aumento di capitale invitando a investire «in un’energia che continua a crescere*. Giornali e spazi pubblicitari nelle stazioni e negli aeroporti, perfino sul fondo dei vassoi di plastica ai controlli esibiscono la ridicola immagine di un giovane in un campo di grano nello spazio di una natura incontaminata soltanto in fotografia, con torri eoliche nane, poco più alte del grano.
La realtà è ben diversa e la Sicilia, come le altre regioni meridionali, vessate dalla mafia, oggi presenta nei paesaggi più belli del mondo, in Val di Mazara come in Val di Noto, e addirittura di fronte all’Etna a Francofonte, e nel modo più insolente tra Mazara del Vallo, Gibellina, Salemi, Santa Ninfa, Gallitello, Castelvetrano; e poi Palazzolo Acreide, Ferla, poco lontano dalla necropoli di Pantalica, e. ancora in provincia di Agrigento, a Naro, a Chiaramonte Gulfì e perfino alle spalle di Segesta una schiera di torri alte più di 150 metri a violare colline sbancandone il terreno. Persino il celebre “Cretto di Burri” a Gibellina è ormai sormontato da una criniera di pale. La maggior parte férme, e quelle che si muovono inadeguate a produrre l’energia che promettono, non collegate a una rete di trasmissione, e quindi disperdendo anche quel poco di energia che producono.
Lo spettacolo è terribile, e la pubblicità, vergognandosene, lo riduce a un impatto ambientale minimo e menzognero. L’Enel sostiene un’impresa di inaudita violenza, senza precedenti contro l’immagine dell’Italia e il suo paesaggio, specialmente quello più incontaminato come quello delle tradizionali coltivazioni agricole, con l’equivoco di salvaguardare siti pregevoli o di interesse monumentale. Dove fino a ieri l’occhio si perdeva libero verso l’orizzonte, oggi lo sbarramento di questi mostri incarcera e umilia paesaggi sublimi. Quelli descritti dai grandi viaggiatori, da Goethe fino a Cesare Brandi o consacrati nell’estetica del paesaggio di un grande filosofo siciliano come Rosario Assunto. Le loro parole non sfiorano la sensibilità malata dei nuovi ambientalisti e falsi Verdi, accecati dall’idea di un potere «pulito», e che in realtà inquina come il peggiore degli ecomostri. E li chiamano, per ingannare, «parchi» eolici, come se parlassero di alberi o di foreste e non di pali di acciaio.
La Costituzione, nel silenzio incomprensibile del presidente della Repubblica resta lettera morta. Eppure l’articolo 9 è chiarissimo: “La Repubblica… tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, così che un convento, una chiesa, unmuseo, un palazzo, un centro storico devono restare quello che sono; e non diversamente il paesaggio che è quello della memoria e che spesso troviamo nei dipinti dei maestri del Rinascimento. Dovremo immaginare i fondali del Perugino di Piero della Francesca, di Raffaello, di Bellini, improvvisamente trasformati dall’apparire di pale eoliche?
Il paesaggio è quello che hanno visto gli occhi dei nostri padri proprio negli anni in cui i costituenti ne indicavano l’identità come paesaggio italiano, come essenza della nazione. E non è di molti anni fa la battaglia contro i tralicci che sfiguravano il paesaggio italiano fino a un loro progressivo interramento. Si è combattuto con dei tralicci e oggi si tollerano, anzi si invocano le torri eoliche. Così appaiono mortificanti e umilianti le parole di Mirella Zoppi già assessore alla cultura della Regione Toscana o di Fabio Roggiolani consigliere regionale dei Verdi, pseudo ecologista (indifferente alla vita degli uccelli e alla integrità del territorio), Andrea Cheli che criticano il sindaco di Volterra Cesare Bartaloni e la sua giunta che hanno interdetto intorno alla città e nel territorio l’installazione di minacciate pale eoliche. Una scelta di cultura e di intelligenza così giuste e semplici che non si intende come possano essere contrastate.
Volterra ha difeso la sua identità che non è soltanto nei monumenti ma anche della libertà dello sguardo allo stesso modo invocata dal sindaco di Gela, Rosario Crocetta, che, in terre devastate dalla speculazione edilizia invoca uno “sguardo pulito” sul paesaggio. Alla Sicilia hanno rubato tutto e adesso vogliono rubare anche la terra, la natura. La Toscana si difende, e stupisce che dopo la battaglia per Monticchiello, Asor Rosa, coordinatore della rete dei comitati per la difesa del territorio, uomo sensibile, mentre plaude alla scelta dell’amministrazione comunale di Volterra, conceda una possibile legittimazione in altri luoghi per questi orrifici strumenti del male contro l’identità dell’Italia, la cui applicazione andrebbe studiata caso per caso. Dove torri di 150 metri non distruggono il mirabile paesaggio italiano? Quali luoghi possono essere destinati al sacrificio? E non è bastato l’orrore dietro il castello dei Biondi Santi. Asor Rosa mi può dire dove questi pali non sfigurerebbero aree altrimenti incontaminate, o già sufficientemente sfregiate?
In quale «caso», dunque? È con sconcerto che ho letto le polemiche e l’annunciata protesta «vampiresca» contro la nobile decisione dell’amministrazione di Volterra. Con sconcerto e con dolore osservando anche i titoli del quotidiano, il Corriere della Sera che sembrano indicare con scandalo la scelta di Volterra: “II Comune che vieta l’energia pulita”. E, nell’occhiello, come se fosse una stravaganza e non una lotta giusta: «Gli ecologisti: allora dovremmo eliminare anche i tralicci*. E perché no? A tal punto hanno perso il senso dei valori gli ambientalisti di oggi?
E sembra incredibile che la Zoppi affermi che «le pale eoliche e i pannelli solari… possono integrarsi perfettamente con l’ambiente». Dove? Come? Per chi non ha occhi e non ha cuore e persegue dogmaticamente il mito di un’energia pulita. Un’energia che non c’è. E fra qualche anno si scoprirà che le pale eoliche sono inefficienti e improduttive. Così che le parole del’assessore all’urbanistica del comune di Volterra Andrea Cinotti, nella loro ovvietà assumono un significato etico e civile, semplicemente fotografando la realtà: «Noi abbiamo vietato l’eolico invasivo: le grandi pale in tutto il comune e il mini eolico nel centro storico. Piccole pale non più alte di due metri (2 metri contro i 150 degli ecomostri, invisibili per gli ambientalisti), possono essere installate fuori dal borgo, in zone di non particolare pregio, già individuate e nelle zone industriali. E lo stesso vale per i pannelli solari. Difendere tesori architettonici e ambientali è un atto di civiltà». Non per chi, evidentemente, ne ha perso la nozione e legittima gli interessi della mafia.

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Una Risposta

  1. […] Comunicato stampa  di Italia Nostra Comitato nazionale del Paesaggio Mountain Wilderness Italia Comitato del’Ariacheta sulla decisione dell’ex sindaco di Volterra di bloccare l’eolico. (vedi l’articolo in data 11.06.2009 Eolico e solare a Volterra) […]

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