Firenze: area ex-FIAT, Viale Belfiore

Comitati dei Cittadini

Firenze, dicembre 2006
Dunque, ci risiamo: una maledetta falda acquifera e un terreno troppo friabile che si ostinano a stare proprio sotto l’area Fiat di viale Belfiore impediscono di realizzare il progetto presentato a suo tempo al Comune.
Non è la prima volta che il sottosuolo di Firenze “rema contro” i nostri costruttori. È già successo al parcheggio sotterraneo di Piazza Ghiberti (ridotto da quattro a due piani a causa di una fetentissima e impenetrabile roccia) e al parcheggio della Fortezza (maledizione, una falda acquifera anche lì).
Non c’è che una conclusione possibile: è un complotto! E per sventarlo Riccardo Fusi, titolare della sullodata “Baldassini-Tognozzi-Pontello spa”, si è recato in Comune con una perentoria richiesta: o accettate le mie modifiche al progetto, o non se ne fa di niente! No variante, no party!
Però queste modifiche non devono essere piaciute granché all’autore originario, l’architetto francese Jean Nouvel. Il quale, dopo averle viste, ha detto al Fusi: “Fate come vi pare, ma se cambiate il mio progetto non usate il mio nome”. Dopodiché ha alzato i tacchi e se ne è andato.
Tutto questo ci ha fatto sorgere dei dubbi: come è possibile che, prima di presentare anche un solo documento al Comune o di spostare una sola pietra non ci si preoccupi di verificare i costi di tutte le operazioni necessarie in quelle condizioni?  Come è possibile che non ci si preoccupi di capire, prima, se dopo si incontrerà la falda e il terreno friabile? Come è possibile che se ne accorgano solo ora, a mesi di distanza dall’inizio dei lavori? Come è possibile che poi vengano a piangere se sforano il loro budget iniziale?
Naturalmente, per rientrare nei costi previsti ancora una volta cercano una sponda nel Comune, attraverso una modifica del progetto. E l’Assessore Gianni Biagi offre un incontro a tre (non in pubblico!) tra lui stesso, l’architetto Nouvel e Fusi.
Ma c’è un’altra chiave di lettura della vicenda: questi imprenditori ormai sembrano usare ad arte grandi nomi dell’architettura nazionale e internazionale per coprire discutibili operazioni immobiliari. Il nome del grande architetto è il mezzo per ottenere le autorizzazioni e le licenze; dopo le iniziative promozionali e propagandistiche dei bei concorsi e delle relative mostre realizzate con il fattivo e determinante appoggio degli Amministratori comunali, si liquidano i progettisti e si procede con le varianti che mortificano il progetto originariamente approvato.
In questo la Baldassini-Tognozzi-Pontello è del resto recidiva in quanto, come è noto, anche nella vergognosa vicenda del progetto del parcheggio della Fortezza ha, in corso d’opera, licenziato lo studio Hydea cui era stato affidato il progetto, realizzando un’opera poi profondamente diversa da quella approvata all’inizio del procedimento!
In tutto ciò brillano per la completa assenza gli Ordini professionali che, non ci risulta abbiano ufficialmente preso posizione rispetto a questa disinvolta prassi, mentre sarebbe interessante conoscere le opinioni dei relativi responsabili in merito a quanto sta accadendo a Firenze.
Tornando alla variante dell’area Belfiore, se poi non se ne dovesse fare niente, ci si potrebbe realizzare per esempio un bel giardino.
Che non avrebbe problemi di falde, ma che farebbe bene ai polmoni e agli occhi degli abitanti del quartiere e permetterebbe loro, finalmente dopo tanti anni, di rivedere un po’ di cielo invece dell’ennesima colata di cemento.

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Una Risposta

  1. Non ci scordiamo del parcheggio sotto la stazione di firenze, costruito per i mondiali di calcio del 1990 (terminato poi verso il ’93, tze) anche lì l’ultimo piano (inferiore) è andato allagato/chiuso.

    TARO

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