Firenze e UNESCO

Comunicato stampa – 17.12.2007

Alcune proposte di Italia Nostra per una riqualificazione del paesaggio urbano
Firenze città d’arte, patrimonio mondiale dell’UNESCO
25 anni (celebrazioni 15-17 dicembre 2007)

Nel venticinquennale della iscrizione del Centro Storico di Firenze nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO sembrano non più rimandabili alcune considerazioni sulle modificazioni negative intervenute nell’abitato e chiaramente indirizzate ad una progressiva disattenzione per la qualità  degli spazi urbani e dell’edificato storico. E’ inoltre evidente come tale disattenzione si stia traducendo in una significativa perdita dei valori identitari cittadini e infine nella sovrapposizione/costruzione di una immagine stereotipata del paesaggio urbano ridotto a scenario – anche se di eccellenza! – della città degli acquisti e del consumo anche turistico di massa.
La ormai consolidata configurazione dei flussi turistici per la concentrazione di grandi musei e monumenti in un’area urbana dalle dimensioni assai limitate, induce a considerare in maniera diversificata le possibili strategie di intervento da indirizzare alla tutela del centro storico e del singolo edificio/monumento e dell’intorno che ne costituisce contesto di radicamento e ambito di influenza, secondo una mutua dinamica di causa-effetto.
Il progressivo svuotamento residenziale e la progressiva monofunzionalità turistico-commerciale sono fenomeni che vanno sostituendosi ai negozi, agli esercizi artigianali e alle altre attività tradizionali peculiari di tutti i grandi centri d’arte cittadini, ma a Firenze tale processo si è manifestato con intensità maggiore rispetto alle altre città italiane, specialmente negli ultimi decenni. Tale involuzione lascia intravedere come, per il centro storico (di cui occorre una più puntuale perimetrazione per comprendere almeno anche i settori tardo-ottocenteschi), non si possa pensare che ad interventi di miglioramento/adeguamento dei servizi e di tutela della immagine urbana, attraverso operazioni mirate di manutenzione del tessuto insediativo, degli spazi pubblici e ovviamente dei monumenti pubblici e privati: il tutto, nell’ambito di condizioni nuove riguardanti la mobilità generale metropolitana e cittadina (in cui il traffico privato sia drasticamente sostituito da una rete efficace di trasporti pubblici non inquinanti).
Considerando come irreversibili – almeno per tempi brevi – le dinamiche e le condizioni di fruizione poco equilibrate in cui versa l’area centrale urbana, sembra urgente provvedere ad un sistema coordinato di interventi adatti a rendere percettibili le qualità (ancora resistenti) del tessuto storico cittadino. Questo piano di interventi può passare attraverso:

  • la messa a punto di un moderno Museo della Città con l’aggiornamento del museo di “Firenze com’era”, da considerare come elemento centrale di conoscenza civica e punto di avvio di ogni programma di riqualificazione/valorizzazione intorno al quale aggregare forme di partecipazione e consenso;
  • la realizzazione di percorsi tematici adatti a far comprendere – in un centro storico finalmente restituito ai pedoni e ai ciclisti – le fasi più peculiari della formazione del tessuto insediativo ed a individuare edifici e luoghi urbani significativi per ogni sezione storico-temporale individuata (la città di Arnolfo, la città di Brunelleschi, la città di Cosimo I e dei suoi figli, la città di Pietro Leopoldo…). La segnalazione dei percorsi potrebbe essere realizzata mediante opportune guide ottiche, ecc.

Si potrebbe poi pensare ad una serie di operazioni da concordare fra le Soprintendenze e gli uffici comunali di diverse competenze, finalizzate:

  • al disinquinamento visivo (con riduzione della segnaletica stradale e ridisegno di insegne pubblicitarie e mostre di esercizi commerciali);
  • alla salvaguardia della facies dei grandi palazzi storici pubblici e privati, con particolare attenzione al trattamento di superficie (pietra, intonaco, tinteggiatura), per conservarne i caratteri materici e coloristici;
  • alla definizione di pavimentazioni storiche di piani pavimentali nuovi e adatti a qualificare gli spazi per la sosta, per il transito, ecc.;
  • alla creazione di luoghi di sosta attrezzati (con attenta connotazione ai luoghi di manufatti come panchine, sedute, fontanelle e prese d’acqua, ecc.);
  • all’installazione di complementi di arredo per lo smaltimento di rifiuti non ingombranti;
  • alla cura estetica dell’inserimento e localizzazione dei servizi e della relativa segnaletica (WC, telefoni, fermate dei mezzi pubblici, ecc.);
  • al trattamento dei punti luce con definizione delle tipologie delle fonti luminose nelle qualità formali  e nella potenza erogata;
  • alla riqualificazione delle aree di mercato giornaliero (S. Lorenzo, S. Ambrogio, le Cure…) e permanente (piazza dei Ciompi);
  • alla predisposizione di un protocollo di colori fiorentini tenendo conto della sedimentazione storica dell’edificato e dei materiali costruttivi;
  • alla salvaguardia dell’integrità delle botteghe e dei negozi e dei palazzi storici.

Inoltre in un tessuto abitato che presto dovrà essere interessato in maniera meno invasiva dal traffico privato, ma che continuerà a venire frequentato da un flusso turistico massivo e dai suoi effetti negativi, si potranno mettere in atto alcuni dei dispositivi già citati, arricchiti da particolari tematiche come:

  • la tutela del verde urbano e dei giardini attraverso interventi mirati di manutenzione delle essenze arboree (programma di sostituzione graduale delle piante invecchiate o pericolanti in modo da assicurare la continuità del verde);
  • i dissuasori di sosta dei veicoli a motore;
  • la predisposizione di nuovi punti di sosta e fruizione per le biciclette di proprietà non solo privata ma anche pubblica.

Non è poi da dimenticare che un altro importante aspetto storico di Firenze è rappresentato dalla viabilità tradizionale fuori delle mura che si irraggia nella campagna. Tutti gli immediati intorni collinari della città sono percorsi dalle antiche vie che corrono tra campi, orti e giardini, spesso incassate tra muri che a volte conservano i graffiti “a forchetta” di un tempo.
Si può e si deve prevedere di agire su alcuni elementi di pregio del paesaggio storicizzato del suburbio, come il controllo dell’illuminazione pubblica e privata, la protezione dei muri storici, il rispetto dei piani pavimentali e delle formule di pavimentazione esistenti, la realizzazione di segnaletica a basso impatto ambientale e visivo.

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