Gaiole in Chianti: «Villette da radere al suolo e tante cave da chiudere». Ripa di Meana contro gli scempi ambientali

Fonte: La Nazione, Cronaca di Siena 28/1/07

Il caso Monticchiello per la Toscana è solo la punta di un iceberg perché tra le cave che creano un vero e proprio “scempio” come quelle di Gaiole in Chianti, o le “villettopoli”, che sorgono a ridosso di Casole d’Elsa, «la situazione è tutt’altro che felice». Ne è convinto il presidente nazionale di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, intervenuto ieri ad un incontro a Gaiole, che «potrebbe diventare un altro caso Monticchiello — ha spiegato — se non sarà definitivamente revocata la concessione per la cava».
A Italia Nostra, così come al Comitato ‘”Pro Monti Grossoli” che dal 2005 si oppone allo sfruttamento delle cave di Gaiole, iniziato 50 anni fa, non basta la “sospensione” della concessione alla società Sacci firmata dal sindaco Claudio Parigi due giorni fa, alla vigilia dell’incontro organizzato dalle Associazioni Ambientaliste. «La revoca è obbligatoria – ha aggiunto Ripa di Meana – perchè sono già stati scavati un milione e 400 mila metri cubi», secondo il Comitato 634mila metri cubi in più di quanto previsto dalla concessione.
Quella di Gaiole, quindi, rischia di essere una nuova ‘”grana” ambientale per la stessa Regione Toscana che il 23 gennaio scorso ha firmato un’intesa con il ministero dei Beni culturali per il “rispetto dell’ambiente” nei piani urbanistici. «Un Piano – spiega ancora il presidente di Italia Nostra – che è un passo avanti, ma non è sufficiente perchè lascia ai Comuni, cioè all’anello più debole della catena, la delega per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche. E’ lo Stato che deve riprendere i poteri».
Arrivando venerdì in Toscana, Ripa di Meana si era fermato anche a Casole d’Elsa, sempre in provincia di Siena, dove sarebbero «in atto altre speculazioni edilizie. Anche in questo caso, che dobbiamo ancora studiare a fondo – spiega il presidente dell’Associazione Ambientalista -, chiederemo presto la sospensione della concessione urbanistica». In caso contrario anche qui si rischia un altro Monticchiello. A proposito della Val d’Orcia il problema per Italia Nostra che chiede l’abbattimento di tutto l’insediamento, non è risolto con il blocco imposto alle ultime quattro strutture (circa 20 appartamenti): «Noi continueremo la nostra battaglia – ha assicurato Ripa di Meana – con tutte le nostre azioni già previste per evitare il deturpamento di Monticchiello e di tutta la zona».
Ma Gaiole è scossa anche dal caso disboscamenti: venerdì sera a Monteluco, ancora innevata, c’è stato l’incontro fra Comune di Gaiole e Cfs, il comitato che si batte contro il disboscamento massiccio delle conifere.
Prima di tutto dati esatti: l’area interessata dall’intervento è 18 ettari, di cui 13 già disboscati. Ultimato il lavoro di taglio – ha cercato di rassicurare il Comune – si attenderà che nasca vegetazione spontanea; se questo non avverrà il Corpo Forestale interverrà con un impianto.
«Il Comune dà la propria disponibilità a fare da intermediario fra i soggetti coinvolti» ha detto il sindaco Claudio Parigi. Che ha chiesto alla Provincia di limitare l’impatto visivo delle operazioni.Il comitato ha chiesto che il disboscamento sia graduale, e che sia concreta l’opera di impianto di specie autoctone.

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