Dopo la Tav, c’è il tram. Sono tornati i Comitati‏

Fonte: Il Corriere Fiorentino, 28/11/2010

Dopo la Tav, c’è il tram. Sono tornati i Comitati
Ripartono cantieri, riparte la protesta. Tra i cittadini e Renzi una partita a tre.
Superato il tabù del Duomo, ora la bandiera sono le piante di via dello Statuto

Vinta la battaglia contro Sirio al Duomo, sembrava proprio che la stagione dei comitati contro la tramvia fosse tramontata. Quella dei volantinaggi a tappeto, del referendum (senza quorum, e poi con un esito lungamente dibattutto), di chi si incatenava all’albero e di chi, pur di fermare i cantieri, sulle piante ci saliva e ci viveva 48 ore. Invece no. La partenza dei cantieri delle linee 2 e 3 si avvicina — è annunciata per metà gennaio, probabilmente dopo la kermesse di Pitti — e ha già fatto ripartire le telefonate, le riunioni notturne, le visite porta a porta e il volantinaggio. Il fronte dei no-tram toma a compattarsi, pronto di nuovo a tutto. E, arrotolata quella del Duomo, con una nuova bandiera: gli alberi di via dello Statuto.
Quello dei comitati no-tram è un movimento che parte dal basso, dai cittadini. E non è l’unico che si agita in città: quello dei no-Tav è già surriscaldato e sul piede di guerra da mesi. Da una parte i due mondi si avvicinano molto, quasi a fondersi in alcuni personaggi, dall’altra sono profondamente distanti rispetto al rapporto con Palazzo Vecchio. La lotta contro la stazione Foster e il tunnel Tav avvicina negli intenti i cittadini e il sindaco Matteo Renzi, che potrebbe essere il capo dei no-tunnel se non avesse firmato, quand’era presidente della Provincia, i progetti dell’opera che ora osteggia. Invece, nel caso della tramvia, la partita si gioca proprio contro la giunta comunale e le vecchie decisioni che, dapprima messe in discussione da Renzi, poi non sono state effettivamente cambiate, se non appunto per il veto sul passaggio del tram al Duomo. Sui binari di tramvia e Alta velocità, insomma, il sindaco andrà, nei primi sei mesi del prossimo anno, alla più difficile delle «prove popolarità».
Era il 2008 quando è nato il coordinamento dei comitati dei cittadini. Tutti uniti per la battaglia contro la tramvia nel centro storico. Un movimento che portò alle urne per il referendum 124 mila fiorentini (il 51,87% chiese di cancellare la linea 2 e il 53% la linea 3) e che si è sempre voluto tenere lontano da riconoscimenti partitici. Poi sono arrivate le elezioni comunali e i comitati hanno cominciato a slegarsi. I protagonisti dei comitati ad entrare in alcune liste. Mario Bencivenni, uno dei leader del comitato dei cittadini dell’area fiorentina si è unito al Gruppo Spini ed è stato eletto nel Quartiere 4. Rita Monaco, dell’associazione Linea 3, e Luciano Ghinoi, dell’associazione piazza Vittoria, sono finiti nelle liste di Giovanni Galli. Nella lista civica di Mario Razzanelli si è candidato Giuseppe Sorrentino, del comitato del centro storico. Altri pezzi dei comitati hanno sostenuto Omella De Zordo. Con l’elezione di Renzi sembrava firmata una sorta di tregua: «Tanti hanno creduto al nuovo sindaco — dice Monaco — ed erano convinti che le due linee non si sarebbero fatte, perché lui dicevano che aveva dubbi e che le avrebbe rimesse in discussione. Ci siamo detti: diamogli tempo. Ma ora ci rendiamo conto che non ha fatto quanto promesso». E visto che il dialogo fra amministrazione e cittadini è stato assente sulla tramvia (a differenza del caso della Tav), i comitati hanno deciso di unirsi di nuovo: «Ci siamo sentiti delusi dalla nuova amministrazione che sembrava avere un’attenzione diversa al problema e invece era soltanto fumo», afferma Raniero Casini di Salviamo Firenze. I primi comitati, per ora, a coordinarsi contro entrambe le linee sono l’associazione Linea 3, l’associazione piazza Vittoria e Salviamo Firenze. Ancora una volta affiancati da Mario Razzanelli, con una differenza: l’opposizione del consigliere leghista si limita in questo caso alla sola linea 3, perché favorevole al tratto dal Polo Scientifico fino alla Stazione di Santa Maria Novella.  «Andremo di nuovo per strada e in piazza — dice Casini — stiamo distribuendo i moduli per i “testimoniali di stato”, cioè le perizie che attestino lo stato della case prima dei lavori del tunnel dell’Alta velocità così da poter poi chiedere il risarcimento di eventuali danni, in via dello Statuto per tutelare le attività commerciali e i cittadini». «Dobbiamo ricominciare quasi da zero — afferma Ghinoi — Ma rivendichiamo la nostra autonomia contro un progetto troppo invasivo». È soprattutto il nodo dello Statuto a premere ai cittadini: «Dovevano essere salvati gli alberi — insiste Casini — Invece si va in senso contrario». I comitati annunciano una dura battaglia: «Fermeremo i cantieri — promette Monaco — Ci sono già alcuni anziani che si sono detti pronti a incatenarsi agli alberi». Ma ci sono altri comitati che prendono tempo per decidere se aderire al nuovo coordinamento. Ad esempio il Comitato cittadini dell’area fiorentina: «Dall’epoca del referendum sono cambiate tante cose, dobbiamo discuterne. La vera paura è che si usi il coordinamento per scopi politici — afferma Mario Bencivenni — Secondo noi ci potrebbero essere altre soluzioni, come per la linea 3 l’uso della ferrovia».
Anche Italia Nostra, nonostante Mina Gregori abbia aderito al nuovo fronte no-tram, aspetta: «Dobbiamo definire la nostra posizione — spiega la leader Maria Rita Signorini — Sicuramente siamo contrari ad abbattere gli alberi. Diciamo tramvia sì, ma non fatta a bischero». Mentre uno dei simboli della vecchia battaglia contro la tramvia, Antonio Laganà, l’uomo che salì e rimase alcuni giorni su un albero in viale Morgagni, si dissocia in partenza: «Ho bloccato io i cantieri in passato, ma questa volta no: mi dissocio, perché Razzanelli è della Lega».
Federica Sanna

TRAMVIA GENNAIO 2011
Palazzo Vecchio vuole far partire i cantieri della linea 2 e della linea 3 della tramvia a gennaio. Il primo sarà quello della linea 2 davanti a Peretola per proseguire in via Guidoni, dove i binari scorreranno in «trincea» prima di tornare a livello stradale.
TRAMVIA MARZO 2011
Uno dei cantieri con più impatto sulla circolazione e che durerà più a lungo sarà quello per la costruzione del tunnel per auto tra viale Milton e viale Strozzi: sopra il tunnel passeranno i binari del tram, sotto il traffico privato su gomma
ALTA VELOCITA’ GIUGNO 2011
I disagi sono già iniziati al Campo di Marte ma potrebbero peggiorare quando la grande talpa che scaverà il tunnel di 7,5 km fino a Castello entrerà in funzione, nella prossima estate. Il tunnel sarà completato nel 2015
Contestatori
Luciano Ghinoi «nasce» con la battaglia contro il parcheggio sotto piazza della Vittoria. Architetto, nel 2009 era candidato con Giovanni Galli
Raniero Casini è esperto di binari. Ferroviere, nel 2002 si appassiona al caso del tram fiorentino, fino a fondare il comitato «Salviamo Firenze»
Rita Monaco, insegnante in pensione, presidente della associazione no tram Linea 3. Anche lei era candidata con Galli
Mario Bencivenni fonda nel 2001 il suo primo comitato, in difesa della passerella dell’Isolotto. Dezordiano, eletto poi nel Q4 con il Gruppo Spini.

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