Il degrado urbano fiorentino: le segnalazioni dei cittadini

Anno 2000

Il Viale dei Colli – Scrive l’Arch. Piero Inghirami

Negli ultimi tempi ho avuto modo di percorrere più volte a piedi la passeggiata del Viale dei Colli dal ponte San Nicolò al Piazzale di Porta Romana. Premesso che questo percorso verde è certamente uno dei più belli e significativi a livello europeo e forse mondiale – e come tale ci è da tutti riconosciuto – desta meraviglia e sconcerto lo stato di degrado e di incuria in cui è tenuto da chi dovrebbe risponderne come diretto custode di fronte alla comunità internazionale.
La sporadicità della manutenzione e della pulizia, la discontinuità degli interventi di restauro e conservazione, l’insipienza delle immissioni di nuovi elementi di arredo urbano o similari, sono sotto gli occhi di tutti.
In particolare vorrei richiamare la Sua solerte attenzione anche sul versante della passeggiata verso Porta Romana.In questo momento l’arrivo della primavera conferisce agli splendidi giardini del Bobolino un aspetto più accettabile grazie alla luce più splendente, alle sfumature dei verdi del fogliame, a qualche macchia di colore più intensa dei primi fiori, ma basta concentrare la propria attenzione su alcuni particolari per essere colpiti da tutta una serie di pietosi esempi che offendono il più elementare senso estetico e artistico. All’evidente carenza di personale addetto è imputabile tutta una serie di problemi. Sporcizia diffusa nei vialetti (spesso scavati dalle acque non correttamente incanalate) e sui prati, cumuli di foglie secche che il vento sparpaglia ovunque, elementi architettonici che gridano urgenti interventi di restauro (vedasi le torrette del Roster al Tivoli, le grotte maleodoranti, le vasche sovente prive del getto d’acqua centrale e sprovviste delle originali ringhiere di protezione, ed infine anche i bei sedili in pietra e i mosaici completamente danneggiati). Condizioni in generale degradate che in taluni casi costituiscono anche un pericolo per coloro che decidono di avventurarsi in una semplice passeggiata nelle zone più belle della loro città.
Talvolta sembra che l’Amministrazione decida di porre qualche rimedio a questa situazione, di ovviare a qualche inconveniente; si cominciano a vedere delle ruspe, dei camioncini, delle piccole équipe di operai, ma balza subito agli occhi che ci si trova di fronte ad interventi non ispirati da consapevoli criteri di rispetto degli intendimenti progettuali poggiani, sia sotto l’aspetto dell’arredo sia delle specie vegetali originarie (viene da chiedersi se la Soprintendenza ai B.A.A.S. venga interpellata in tali occasioni), interventi spesso incompleti, non risolutivi e soprattutto non sicuramente concertati con un personale specializzato nella tutela e nel mantenimento del patrimonio ambientale: mi riferisco essenzialmente ai pochi giardinieri rimasti i quali conoscono a fondo i problemi legati al ciclo vitale delle piante e potrebbero meglio di chiunque altro dare un contributo valido e teso al miglioramento costante di queste splendide zone di Firenze.
Questo patrimonio, che non solo i concittadini, ma i turisti di tutto il mondo visitano in ogni stagione, deve assolutamente essere tutelato e salvaguardato prima che il permanere del degrado diventi irreversibile e veniamo ancora una volta additati dal visitatore come disattenti tutori del nostro patrimonio storico e ambientale.

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