Salvatore Settis e il tarlo del cemento che divora il Belpaese

Cliccate qui per scaricare il bell’articolo pubblicato il 13 agosto 2011 su “La Repubblica”  scritto da Salvatore Settis “Il tarlo del cemento che divora il Belpaese”.
Inizia proprio parlando del problema del sottoattraversamento di Firenze e cita più volte i ricorsi fatti da Italia Nostra (con il Comitato No TAV contro il sottoattraversamento di Firenze).
Parla anche di altre battaglie di Italia Nostra, come quella dell’importante area archeologica di Sepino minacciata da un impainto eolico devastante, del progetto dell’ampliamento del Porto di Cecina, oltre alla questione del parcheggio di Sant’ambrogio a Milano. Ringraziamo molto Salvatore Settis per aver dato voce ai territori col suo intervento autorevole.

Rimanendo nell’ambito del problema TAV fiorentino Italia Nostra Firenze condivide con il Comitato contro il sottoattraversamento Tav Firenze queste riflessioni

  • Il problema per ora insormontabile per i fanatici dei tunnel è lo smaltimento delle terre di scavo; non si vede altra soluzione che il cambiamento della normativa. Nessuno ci leva dalla testa che le burocrazie regionali e nazionali lavorino intensamente in questo senso. Forse avremmo bisogno di collegamenti con la Commissione europea o il Parlamento EU e dobbiamo interessare direttamente Europa Nostra.
  • Il fatto che, pur essendo nell’impossibilità di iniziare gli scavi e quindi di realizzare questa opera, le opere propedeutiche vadano avanti senza ripensamenti pare impensierire poco la maggior parte del mondo politico: tutti sono concentrati solo nel garantire il flusso di soldi pubblici verso i costruttori e i loro padrini politici, indipendentemente dalla fattibilità dell’opera
  • che in questo momento di crisi economica, in cui si sta facendo cadere il costo del risanamento sui soliti noti, nessuno alzi la voce a fermare la follia delle grandi opere inutili, come quella dei tunnel, dà la misura del disastro morale, prima che politico, in cui ci troviamo.
  • l’abisso che divide il mondo del complesso economico/politico da quello dei cittadini e delle loro esigenze si fa sempre più profondo; la retorica che udiamo sui tunnel ha lo stesso sapore di quella sulla crisi e l’emergenza economica; in entrambi i casi si tratta di trasferire ricchezza da chi ha poco o nulla verso che ha molto o troppo
  • dopo il periodo festivo dovremo tornare a far sentire alta la voce di chi dice NO: denunce, esposti, se non sono accompagnati da una forte pressione dell’opinione pubblica, sono inefficaci; lo abbiamo visto in questi ultimi mesi
  • i problemi che stiamo suscitando non riguardano solo un’opera assurda, non sono solo questioni tecniche; ci stiamo rendendo conto, per parafrasare il movimento in difesa dell’acqua, che si scrive notav o notunnel, ma si legge giustizia e democrazia. Chi dice ancora che stiamo pensando al nostro cortile o non capisce o è in malafede (o probabilmente entrambe le cose)

Mariarita Signorini

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