Isolotto: salviamo il verde

Fonte: La Repubblica, 11/02/2009
Di: Mara Amorevoli

Quel pezzo di verde è un luogo del cuore

Vogliono salvare quel poco che resta del verde originario dell’Isolotto, prima dell’espansione edilizia degli anni ’60-70. Un «quadrilatero verde» residuo del piano di campagna, come le alberature dell’ex vivaio che ospitava. Circa un ettaro di giardino di proprietà privata, con tre giganteschi cedri del libano, alcuni abeti, magnolie, oleandri e cespugli vari. Un rettangolo tra le case di via Signorini, via Viani, via Torcicoda e via dei Platani nel quartiere 4, eletto “Luogo del cuore” con 3.206 segnalazioni al Fai-Fondo ambiente italiano. Quasi un plebiscito, che ha fatto saltare al 9° posto in Italia la denuncia fiorentina che punta a contrastare il progetto di realizzare nel quadrilatero dell’Isolotto un parcheggio interrato, con circa 160 box auto da vendere a privati, con sopra un giardino pubblico. Progetto firmato da You Park srl, come si legge nei grandi cartelli intorno all’area, che pubblicizzano la vendita dei box, per metà cancellati da scritte “No alla speculazione”, “Cemento=morte”. La protesta degli abitanti è in corso da quasi 6 anni, ma è ancora una ferita aperta, leggibile negli striscioni appesi alle finestre degli appartamenti che si affacciano intorno all’area: “L’auto nel box sta e la salute se ne va”, “Vogliamo questi alberi grandi”. Un quartiere in rivolta per mantenere quel fazzoletto di verde com’è, anzi per farne «un giardino pubblico e basta». Ma non tutti sono contrari all’ipotesi del giardino-parcheggio. Il giornalaio di via Torcicoda sbotta: «Sono contrario al partito del no. Prima c’era un vivaio, è ancora uno spazio privato e sulla proprietà privata non si possono avere pretese. Da anni è lì, chiuso, pieno di serpi, gatti e topi. è l’ora che si faccia pulizia, parcheggio sotto e giardino pubblico sopra». Si gira l’angolo, e arrivano i contrari. «è l’unico pezzo di storia che è rimasto, un relitto del piano di campagna di più di 50 anni fa, vogliamo che sia espropriato e aperto» dicono Manuela Meli e Rina Mascalchi, abitanti di via Viani. Due dei tanti che hanno firmato contro You Park, che raccontano la lunga storia di un esproprio mai arrivato in porto, di una petizione popolare con 2 mila firme, di assemblee e riunioni al quartiere per difendere quello che qui tutti chiamano “il quadrilatero verde”. Giancarlo Ranfagni, altro residente contrario aggiunge: «Con poca spesa si può sistemare, lasciando i grandi alberi che già ci sono. Si apre la mattina, si chiude la sera e diventa il giardino del nostro quartiere». Già, ma Palazzo Vecchio finora non ha mai trovato i fondi per pagare l’esproprio. La storia risale al 2002, con il primo comitato che, con 700 firme, si oppose ad un progetto di piazza cementata più con 54 posti auto lungo il perimetro. «Allora si poteva espropriare con 400 mila euro» ricorda accorata un’altra abitante di via Viani, Concetta Manciagli. Ma servivano altri fondi per realizzare la piazza, e non furono mai reperiti. Poi partì una prima idea di parcheggio interrato, in cambio del giardino pubblico sopra, patrocinata dal proprietario dell’ex vivaio. «Ci fu un’assemblea alla Biblioteca dell’Isolotto e il progetto fu bocciato» ricordano altri firmatari. Infine ad aprile 2007 arrivarono i cartelli You Park. E la battaglia si è riaccesa, con l’ultima mossa delle segnalazioni al Fai. E c’è già chi studia la prossima mossa: «Se non si muove Palazzo Vecchio, passeremo ad un’iniziativa di azionariato popolare per acquistare il terreno» dicono in coro gli aderenti al comitato. Il presidente del quartiere 4 Giuseppe D’Eugenio, eletto nel 2004 al posto di Eros Cruccolini, spiega che è meglio aspettare le elezioni, la nuova giunta di Palazzo Vecchio. E precisa: «Appena eletto, feci fare io la simulazione per l’esproprio. Il valore calcolato fu 1.500.000 euro. Cifra che doveva impegnare l’amministrazione comunale. Furono riuniti gli assessori, ma non c’erano risorse in cassa. A quel punto il proprietario, un privato, chiamò You Park, perché avanzasse le sue ipotesi. E questo progetto ha raccolto anche pareri favorevoli. E piace anche a me. Sono previste nuove alberature, poiché il 40 per cento del terreno non avrà nulla sotto. Ma la concessione edilizia non è mai stata data dalla Commissione urbanistica. E quanto ai contrari, certo il dissenso è alto. Ma non c’è nessun mostro lì, e nessun mostro sarà fatto». Dello stesso avviso anche Claudio Sabatini, responsabile di You Park Srl. «Abbiamo già due progetti simili in costruzione, uno in via del Gelsomino e uno in via Andrea da Pontedera. E un altro in avvio in via Novelli a Coverciano – spiega – Sono tutti uguali, legati ad aree private, con cessione di verde pubblico sopra. Le nostre proposte per Firenze erano di più, ma non sono andate avanti». Il parcheggio all’Isolotto prevede sotto 160 box auto da vendere a privati, e sopra area giochi per bambini, per cani, alcune alberature vecchie e altre di nuovo impianto, ripete Sabatini. «Tutta l’area diventa giardino accessibile, pubblico, illuminato e con panchine. Conserva tre grandi cedri del libano, mentre gli altri alberi del vecchio vivaio saranno abbattuti. Ma ne ripianteremo di più di quelli esistenti, le nuove essenze sono state scelte dai tecnici del quartiere. You Park si occuperà per 5 anni della manutenzione del giardino, che poi passerà al Comune – prosegue – Ad oggi abbiamo avuto richieste per vendere circa il 50 cento dei 160 box auto. Si tratta di persone seriamente interessate all’acquisto di box di diverse misure, che costano da 40 mila euro in su. Chi li acquista diventa proprietario a vita, non si tratta di concessioni». Già, è come commenta Sabatini le 3206 segnalazioni contrarie arrivate al Fai? «Spesso sono firme raccolte dal Comitato, strumentali, perché legate all’abbattimento degli alberi senza che venga detto che saranno ripiantati, senza evidenziare che il giardino da privato diventerà pubblico. è la cosa essenziale e non viene mai detta. Ora è un’area privata e chiusa. Abbandonata, a parte un po’ di manutenzione annuale. La comunità l’avrà a costo zero. Spero che il progetto vada avanti, visto che risponde a tutte le norme. Ed era già previsto dalla norma esecutiva di piano regolatore».
Ricordiamo che ad agosto Italia Nostra Firenze ha già sollevato forti proteste per il progetto del parcheggio di via del Gelsomino, lo stesso cui si riferisce Claudio Sabatini, responsabile di You Park Srl.

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