Italia Nostra e WWF: “Solidarietà a Marina Aldi”

Di seguito trovate solo una parte dell’abbondante rassegna stampa che giornali e radio hanno dedicato al grave atto intimidatorio di cui è stata vittima Marina Aldi.
Responsabile dell’isola del Giglio per la sezione Elba-Giglio, Marina è stata la nostra guida ambientale nella visita della sua isola, a Roccalbegna e al Parco dell’Alberese, all’interno delle iniziative dedicate alle giornate di ‘Paesaggi Sensibili’ d’Italia Nostra.
E’ anche impegnata nella tutela del patrimonio storico artistico, poiché da mesi cerca di reperire i fondi necessari al recupero delle opere d’arte conservate nella chiesa del Giglio Castello – vedi bollettino nazionale n.440 “Come salvare il centro Italia”, “iniziative per l’Arcipelago Toscano: quei ‘gioielli’ da salvare” – ed è inoltre infaticabile attivista da anni del WWF.
Per tutta questa sua incessante azione è diventata perciò un prezioso anello di collegamento tra le due associazioni-sorelle che grazie al suo contributo promuovono una serie di iniziative e di opere per la tutela nel Parco dell’arcipelago Toscano (e non solo) e di documenti programmatici congiunti.
L’esempio di Marina dovrebbe ispirare l’azione di tutti gli ambientalisti ed essere di conforto a quanti credono nella nostra causa.
Invece ci troviamo a doverla difendere contro gli attacchi vandalici e intimidatori di chi l’ambiente lo vuole solo sfruttare per fini personali….
Nel comunicato stampa congiunto Italia Nostra e WWF esprimono perciò tutta la solidarietà e la vicinanza a Marina.
Mariarita Signorini, Consiglio nazionale d’Italia Nostra

Mercoledì 4 marzo 2009

Comunicato stampa congiunto di Italia Nostra  Toscana e WWF Toscana
“Grave atto intimidatorio contro un’ambientalista”

Sabato 21 febbraio all’Isola del Giglio si è assistito ad un atto intimidatorio dalle spiccate modalità mafiose.
Con un pesante masso è stato infatti infranto il parabrezza e danneggiato il cofano della macchina in sosta di Marina Aldi, persona nota a tutti per il suo impegno pluriennale a difesa dell’ambiente del Giglio, un impegno infaticabile che Marina ha portato avanti negli anni collaborando con il Parco, con le Associazioni e con i Verdi.
WWF e Italia Nostra esprimono il loro sdegno per quanto è accaduto e vogliono esprimere tutto il loro supporto a Marina Aldi.
Atti come questo denotano come difendere l’ambiente continui ad essere difficile ed esponga chi vi si impegna anche a rischi personali.
Chiediamo alla cittadinanza tutta e alle Istituzioni di far sentire la propria voce a sostegno di Marina.
Chiediamo alle Forze dell’Ordine di fare chiarezza sull’accaduto e di individuare gli autori di questa inaccettabile intimidazione di stampo mafioso.
Chiediamo che tutti si adoperino perché chi vuole sfruttare e distruggere il nostro ambiente sia sempre di più isolato e messo in condizioni di non poter arrecare danno al patrimonio ambientale che è un bene di tutti, nostro e delle generazioni future.
WWF e Italia Nostra sottolineano come azioni di questo tipo non ci hanno mai fermato e continueranno a non farlo. La nostra appassionata azione a difesa della natura, dell’ambiente e del territorio continua.
Marcello Demi Presidente WWF Toscana
Mariarita Signorini per Italia Nostra Regionale

Comunicato stampa della Redazione GiglioNews
Grave episodio accaduto sull’isola lo scorso 21 febbraio
Nella notte, con un pesante blocco di granito, è stato infranto il parabrezza e
danneggiato il cofano della macchina di Marina Aldi, guida turistica gigliese.

La notizia, diffusa solo ieri, ha fatto in poche ore il giro di tutte le testate giornalistiche ed associazioni ambientaliste che denunciano l’accaduto come ‘un atto intimidatorio di stampo mafioso’.
Non tutti sanno inoltre che nella notte di domenica scorsa 1 marzo, l’auto, lasciata parcheggiata nel solito punto, è stata nuovamente presa di mira, probabilmente dagli stessi autori del primo oltraggio, ed è stato lacerato e divelto il telo protettivo che Marina aveva messo al posto del vetro per proteggere l’interno della vettura dagli agenti atmosferici.
Episodi dunque per cui noi isolani dovremmo provar vergogna che nulla hanno a che vedere, sia chiaro, con atti vandalici o disagio sociale. Sono i soliti episodi, che sull’isola avvengono ormai da anni ed anni, intimidatori o ritorsivi nei confronti di persone che si espongono su determinate questioni o ricoprono incarichi pubblici.
Esistono infiniti modi per controbattere o dissentire da chi la pensa in maniera diversa da noi o prende posizioni che non ci piacciono. Tutti devono però rientrare nell’ambito della civiltà altrimenti nessuno di noi ha il diritto di offendersi se la nostra comunità viene tacciata di atteggiamenti e reazioni in stile mafioso.

Rassegna stampa

Fonte: Il Tirreno, 05 marzo 2009

Spesso sono episodi di ritorsione

La signora Marina Aldi che nel giro di pochi giorni si è vista per due volte l’auto colpita da un pesante blocco di granito. Una famiglia che in una notte si è ritrovata con sette gomme squarciate, quattro dell’auto dei genitori e tre dell’Ape del figlio.
Sono questi gli ultimi due episodi che hanno fatto decollare l’emergenza- vandalismo al Giglio.
Sul primo si sono soffermati il presidente del Wwf Toscana, Marcello Demi e l’esponente di Italia Nostra regionale, Mariarita Signorini che hanno usato termini durissimi come «atto intimidatorio di stampo mafioso». Per loro non c’è dubbio che i vandalismi sull’auto della Aldi del 21 febbraio e del primo marzo, quando al posto del vetro c’era ancora un telo protettivo, sono episodi «per cui noi isolani dovremmo provar vergogna, che nulla hanno a che vedere, sia chiaro, con atti vandalici o disagio sociale.
Sono i soliti episodi – affermano – che sull’isola avvengono ormai da anni ed anni, intimidatori e ritorsivi nei confronti di persone che si espongono su determinate questioni o ricoprono incarichi pubblici. Atti come questi – sono convinti – denotano come difendere l’ambiente continui ad essere difficile ed esponga chi vi si impegna anche a rischi personali». Di qui le richieste di Wwf e Italia Nostra rivolte alla cittadinanza ed alle istituzioni del Giglio «di fare sentire la propria voce a sostegno di Marina» ed alle forze dell’ordine «di fare chiarezza sull’accaduto e di individuare gli autori di questa inaccettabile intimidazione di stampo mafioso.
Chiediamo – concludono gli ambientalisti – che tutti si adoperino perché chi vuole sfruttare e distruggere il nostro ambiente sia sempre di più isolato e messo in condizione di non poter arrecare danno al patrimonio ambientale che è un bene nostro e delle generazioni future».

Fonte: La Nazione, Ambiente, 03 marzo 2009

Giglio: Danni all’auto dell’ambientalista «Respingiamo gli atti intimidatori»

«Atto intimidatorio dalle spiccate modalità mafiose». Così definiscono quanto avvenuto all’ambientalista Marina Aldi, al Giglio, Marcello Demi, presidente del Wwf Toscana e Mariarita Signorini, di Italia Nostra. «Con un pesante masso — spiegano — è stato infranto il parabrezza e danneggiato il cofano della macchina della Aldi, una persona nota a tutti per il impegno pluriennale a difesa dell’ambiente del Giglio, un impegno infaticabile che ha portato avanti collaborando con il Parco, con le associazioni e con i Verdi». Wwf e Italia Nostra esprimono così il proprio sdegno per quanto è accaduto (nella foto il parabrezza sfondato). «Atti — aggiungono — che denotano come difendere l’ambiente continui a essere difficile ed esponga chi vi si impegna anche a rischi personali». Il mondo ambientalista si mobilita, quindi, chiedendo la solidarietà di tutti gli isolani e un intervento da parte delle forze dell’ordine per trovare i responsabili del gesto.
«Chiediamo che tutti si adoperino — concludono Demi e Signorini — perché chi vuole sfruttare e distruggere il nostro ambiente sia sempre più isolato e messo in condizioni di non poter arrecare danno al patrimonio ambientale. Azioni di questo tipo non ci hanno mai fermato e continueranno a non farlo».

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