Italia Nostra sede nazionale: ricorso al Tar contro la centrale eolica di Saepinum

Italia Nostra ha inoltrato un ricorso al TAR Molise contro l’installazione di una centrale eolica industriale sul crinale dei Monti del Sannio, incombente sugli scavi di Altilia-Saepinum, area archeologica tra le più significative d’Italia (16 torri eoliche da 126 metri, alte come la cupola di S.Pietro, dislocate su 3 km e mezzo di crinale).
La Centrale è stata autorizzata da un Commissario ad acta, a seguito della non tempestiva conclusione del procedimento da parte della Giunta Regionale.
Italia Nostra ha di recente ottenuto dal Tar Toscana l’annullamento dell’autorizzazione della Provincia di Grosseto alla realizzazione della centrale eolica di Murci, che domina il Castello di Montepò dell’XI secolo circondato dalle terre del Morellino di Scansano.
La decisione di Scansano ha suscitato grande clamore, perché l’annullamento è stato pronunciato a torri installate e funzionanti, che ora sono ferme in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato.
Il contenzioso giudiziario sull’eolico, che interferisce con i monumenti e che altera i valori dei loro contesti paesaggistici, si trasferisce dunque a Saepinum contro la centrale voluta dai comuni di S.Giuliano e Cerceppiccola.
Qui peraltro i sindaci degli altri Comuni confinanti, quali Sepino, Cercemaggiore, Mirabello e Ferrazzano, in rappresentanza di ben più vaste popolazioni, hanno già espresso il loro “no”, come del resto i molti cittadini del Comitato per la difesa della Valle del Tammaro, la conca montana incontaminata che al centro racchiude Saepinum.
La discussione giudiziaria avverrà peraltro in un nuovo clima: il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio è infatti intervenuto e ha preso atto dell’impatto rilevantissimo dell’eolico industriale, rivendicando la VIA (valutazione di impatto ambientale) a livello nazionale e non più regionale.
Uno dei motivi di ricorso di Italia Nostra riguarda proprio le modalità di svolgimento della VIA effettuata in Regione per l’impianto di Sepino, che non esaurisce i complessi temi in gioco e non si giova del parere di esperti terzi nominati dalla regione sui singoli argomenti, per esaminare la fondatezza dei documenti presentati dalle imprese eoliche.
Ricordiamo per l’occasione che alla VIA hanno partecipato, esprimendo parere contrario, la stessa Provincia di Campobasso, il WWF Molise, la Coldiretti Molise, la LIPU Molise e tante altre associazioni locali.
E’ aperto peraltro presso il Ministero dei Beni Culturali, molto preoccupato della presenza delle Torri eoliche, in vista degli scavi di Saepinum, un Tavolo di concertazione al quale sono stati chiamati i Sindaci, l’Impresa, la Regione e la Direzione reg. dei BBCC. E questa è la via per recuperare una posizione di responsabilità di tutti gli enti tenuti alla salvaguardia del paesaggio.
Se il Molise perderà l’integrità di Saepinum, della valle del Tammaro, del Tratturo Pescasseroli-Candela, qui intatto, e delle vedute del Matese, ricoperto di boschi, metterà a rischio molte speranze di successo per l’auspicato turismo culturale e naturalistico.
Non si discute dunque solo di bellezza, ma anche del futuro di alcuni piccoli centri storici di nobili origini e di grande interesse storico, e della loro possibilità di avere una nuova stagione di occupazione e lavoro, mentre, con l’eolico, il turismo di quel tipo non viene certo incentivato e anche le proprietà immobiliari ne risultano deprezzate.

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