Italia Nostra Toscana e “Paesaggi Sensibili”: il parco naturale della Maremma

Italia Nostra Toscana visita il Parco naturale della Maremma sabato 25 ottobre 2008 per la campagna nazionale “Paesaggi Sensibili”

Di: Mariarita Signorini per Italia Nostra Regionale e Nazionale

Si è tenuta nello scorso fine settimana la terza giornata dedicata alla Campagna nazionale Paesaggi sensibili, sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, è un’iniziativa che Italia Nostra sta portando avanti con grande successo in Toscana; stavolta l’attenzione si è focalizzata sul Parco della Maremma che, dalla foce del fiume Ombrone  fino a Talamone lungo 25 km di costa toscana, offre al visitatore un’incredibile varietà di ambienti che vanno dai campi coltivati ai pascoli, dalla macchia mediterranea alle zone paludose, dalla pineta alle dune, da spiaggie sabbiose a zone rocciose, il tutto incorniciato da una catena di colline che discende verso il mare; il Parco ci ha mostrato così il suo lato struggente e nel contempo selvaggio e ci ha accolto tra profumi intensi di erbe aromatiche, tra bacche colorate e i richiami degli animali. Un contrasto di elementi che risveglia e libera il piaceredi sentirsi in un paradiso della biodiversità, è stata l’occasione per “rimettere le lancette dell’orologio” accordandole coi tempi dell’anima e con la netta impressione di entrare in un dipinto di Fattori. Ospiti del Presidente della sezione grossetana Michele Scola, accompagnati dalla guida escursionista Marina Aldi e da Lorenzo Chelazzi ricercatore del CNR (WADI Project), siamo partiti dalla località Pratini e abbiamo raggiunto Collelungo e l’insenatura di Cala di Forno, è stata una lezione sul posto appassionata e straordinaria, dato il contributo di diversi studiosi che hanno inquadrato i problemi da diversi punti di vista, un modo di fare tutela attiva e un approccio diverso dagli usuali convegni per addetti ai lavori.
Abbiamo così potuto constatare l’emergenze locali che vanno dal problema dell’erosione delle coste, alla salinizzazione delle acque il pericoloso ‘cuneo salino’ che mette a repentaglio la pineta, i pascoli, le zone agricole contigue e il degrado idrogeologico dovuto all’abbassamento della falda per lo sfruttamento a scopo irriguo, i problemi sono gravi, dovuti senz’altro a cambiamenti climatici ma soprattutto connessi all’attività umana, problemi ai quali non sempre le soluzioni che l’Ente Parco sta cercando di dare sembrano essere appropriate.

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