Italia Nostra Valdichiana e gli interrogativi sull’area ex-Sadam

Fonte: Arezzo Notizie.it, 26 Aprile 2011

Ha scritto una lettera aperta alla Regione Toscana, alla Provincia di Arezzo, al Comune di Castiglion Fiorentino, alla USL n° 8 – Ufficio di Camucia e al comando della Guardia Forestale. La lettera a firma di Mariarita Signorini consigliere nazionale d’Italia Nostra vuole cercare di comprendere meglio la situazione dell’area ex Sadam. La lettera viene riportata integralmente qui a seguire:
“La sezione Italia Nostra Valdichiana ritiene di dover manifestare ancora la propria preoccupazione per la situazione, tuttora poco chiara, della bonifica dei terreni dell’ex-zuccherificio.
Ciò facendo, riteniamo di interpretare il pensiero della collettività Castiglionese, preoccupata per quello che sarà l’uso e la destinazione dei terreni in questione.
Ci sembra che gli ultimi avvenimenti, che hanno portato al sequestro da parte della Magistratura di tre ettari e mezzo di terreno, dove è stata trovata una discarica abusiva, confermino la necessità, senza con ciò voler creare allarmismi, di affrontare il problema della bonifica con determinazione e chiarezza.
Non si conosce ancora la tipologia dei rifiuti rinvenuti in detta discarica e pertanto occorre attendere il completamento dell’indagine, però è certo che la discarica c’è ed è stata chiaramente predisposta in maniera abusiva e con l’intenzione di nasconderla.
Siamo sicuri che non ce ne siano altre nella zona?
La società Maccaferri, proprietaria dei terreni, nell’ambito degli accordi con la Comunità Europea, che hanno portato alla chiusura dello zuccherificio, si è assunta l’obbligo di bonificare il sito e questo obbligo, a nostro avviso, permane anche se sul sito non si dovesse realizzare alcun progetto.
Vogliamo puntualizzare che per bonifica del sito non si intende soltanto la demolizione dei fabbricati e lo smaltimento dei relativi materiali di risulta bensì, cosa molto più importante, la bonifica del terreno, che deve essere riportato ad una condizione adatta all’uso cui sarà destinato.
Mentre per le particelle destinate, secondo il vigente strumento urbanistico comunale, ad un uso industriale, la situazione sembrerebbe di relativa tranquillità, la stessa cosa non può dirsi di quelle destinate ad uso verde/residenziale.
Questo è quanto si ricava dai documenti che il Comune ci ha consentito di consultare, in particolare dalla relazione conclusiva dell’ARPAT del 30 Settembre 2010, sulla base della quale la Provincia di Arezzo (Ufficio Gestione Rifiuti e Bonifica Siti Inquinati), in data 19 Novembre 2010, ha emesso la “Certificazione liberatoria di mancata necessità di bonifica, limitatamente a porzione del sito”, prescrivendo alla società di provvedere a quanto necessario, sulla base delle vigenti norme di legge, per le restanti porzioni.
Domande:
E’ stato approntato un progetto esecutivo degli interventi da realizzare?
E’ stata valutata l’opportunità di inserire in questo progetto anche gli interventi che dovessero risultare necessari in conseguenza dei recenti ritrovamenti, che hanno portato al sequestro del terreno?
In definitiva, è possibile che dopo tanto indagare e discutere, si passi finalmente ad una fase operativa che abbia l’obiettivo di eliminare dall’area ogni traccia, anche visiva, della passata presenza dello zuccherificio?”

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