Le Corti e Troghi – Rignano sull’Arno. Fermare il nuovo scempio ambientale in osservanza dell’art. 9 della Costituzione

Firenze, 2005

Fermare il nuovo scempio ambientale in osservanza dell’art. 9 della Costituzione:
La Repubblica [….] tutela il paesaggio e il patrimonio storico della Nazione.

Le Associazioni e i Comitati ambientalisti del Valdarno Fiorentino – Comitato per laTutela ambientale di Rignano, Italia Nostra, Legambiente, Associazione il Pianeta, Associazione per la Tutela dell’ambiente di Incisa – unitamente al PRC e ai VERDI promuovono una manifestazione presidio nella Frazione delle Corti Comune di Rignano sull’Arno per il giorno 7 maggio 2005, per scongiurare l’avvio di nuovi e pesanti interventi di  cementificazione  che il Sindaco ha concesso a delle imprese su una zona di particolare pregio ambientale.
Grave e irresponsabile è il comportamento del Sindaco di Rignano sull’Arno che ignorando i pareri contrari espressi dalla Soprintendenza in una zona contigua a quella dove è prevista la nuova colata di cemento, sta per rilasciare nuove autorizzazioni, non tenendo conto dei vincoli paesaggistici, ambientali, storico-architettonici di una zona di particolare pregio ambientale di interesse pubblico.
Allo sfruttamento del territorio e al degrado ambientale dobbiamo imporre una nuova politica che impedisca al mercato e al profitto di produrre nuove ferite sul piano locale difficilmente sanabili.
I promotori della manifestazione chiedono: il blocco di tutte le operazioni immobiliari della zona delle Corti e l’immediata revisione delle scelte urbanistiche sulla Frazione delle Corti prevedendo nuove forme di partecipazione e di interlocuzione con la società civile.

La vittoria di Italia Nostra

Nel febbraio 2005 la Soprintendenza ha bocciato il  progetto di edificazione a Le Corti, motivando con i valori paesaggistici dell’intera zona che va da Torre a Cona a Rosano…
Italia Nostra, nell’esprimere la sua soddisfazione per il buon risultato della battaglia condotta, riporta i passi più significativi dei decreti del 7.10.04 prot. 6831 (D.S. 513 stessa data) e del 12.02.05 prot. 841 (D.S. 579 del 9.02.05):
“….Considerato che la località interessata dall’intervento autorizzato con il provvedimento citato nelle premesse del presente Decreto ricade in area dichiarata di notevole interesse pubblico ai sensi della Legge 1497/1939 giusta il decreto ministeriale del 30 luglio 1974 sopracitato e possiede le seguenti, pregevoli caratteristiche:
“Riconosciuto che la zona predetta ha notevole interesse pubblico perché presenta varietà di colture avendosi a contatto zone boscose e zone agricole, esistendo in essa monumenti insigni per nobiltà di forme quale la Villa Torre a Cona ed il suo parco,o luoghi di eccezionale interesse storico quale il convento di Rosano legato alle vicende toscane dei secoli primi del Medioevo. Trattasi di un’ampia vallata che si apre a ventaglio: il terreno è mosso da lievi ondulazioni e solcato dagli impluvi dei torrentelli che confluiscono al fiume sottostante. Gran parte del terreno è utilizzato per colture agricole, vigna per lo più, ma vi sono anche larghe superfici ad oliveto, mentre le zone meno fertili e più acclivi sono coperte di ceduo di roverella, cerro con qualche pino marittimo e cipresso. La zona inoltre presenta la caratteristica di costituire un belvedere verso la media valle dell’Arno di cui si scopre la quasi totalità e offre il godimento della totale vista verso il Pratomagno che le si stende di fronte”;
CONSIDERATO che i valori ambientali riconosciuti dal vincolo sono fondati, tra l’altro, sull’armonica e diretta relazione tra edifici monumentali e paesaggio agrario;
CONSIDERATO che dagli atti trasmessi acclusi al provvedimento in esame si rileva inoltre che l’intervento in questione consiste nella realizzazione di un parcheggio pubblico che sviluppandosi su due livelli consente la sosta di 16 autovetture e che l’area in cui si prevede l’intervento si apre davanti ad un paesaggio particolarmente significativo per i suoi valori estetici e tradizionali, chiaramente descritti nel citato D.M. del 30 luglio 1974;
CONSIDERATO che nell’area interessata dalla costruzione del parcheggio verranno asportati alberi (querce, lecci, etc.) di notevole pregio paesaggistico e che tale intervento, se realizzato, manometterebbe la qualità ambientale della zona, compromettendo il naturale belvedere sulla vallata;
CONSIDERATO che pertanto il provvedimento comunale sopraccitato comporterebbe la realizzazione di opere non compatibili con le imprescindibili esigenze di tutela e conservazione dei valori paesistici riconosciuti dal decreto ministeriale del 30 luglio 1974 esigenze che rappresentano, come è noto la ragione costitutiva del vincolo stesso;
CONSIDERATO che la funzione dell’autorizzazione ex articolo 159 del D. Lgs. 42/2004 è appunto quella di verificare la compatibilità dell’opera che si intende realizzare con l’esigenza di conservazione dei valori paesistici protetti dal vincolo e non essendo quindi concesso in sede autorizzatoria di derogare all’accertamento di detti valori contenuto nel relativo provvedimento, una valutazione di compatibilità che si traduca, come nel caso in esame, in una obiettiva deroga al vincolo stesso si risolve in un’autorizzazione illegittima;
CONSIDERATO che l’autorizzazione in esame attua una inammissibile deroga al vincolo stesso;
CONSIDERATO che per quanto sopra esposto il provvedimento in esame è viziato da eccesso di potere sotto il profilo della carenza, contraddittorietà e incongruità della motivazione e di violazione di legge perché in contrasto con le disposizioni normative sopraccitate;
CONSIDERATO che la conformità dell’intervento in esame agli strumenti urbanistici vigenti sull’area non appare elemento idoneo a legittimare l’autorizzazione paesistica in quanto la Corte Costituzionale ha ripetutamente sottolineato in virtù del dettato dell’articolo 9 della Costituzione la primarietà della tutela del paesaggio alla quale l’urbanistica può e deve subordinarsi;
RITENUTO pertanto di annullare il provvedimento n. 31 del 22 giugno 2004 del Comune di Rignano sull’Arno in quanto illegittimo per le motivazioni suesposte DECRETA E’ annullato……>>
Dal secondo documento di annullamento citato:
“….Considerato che la località interessata dall’intervento autorizzato con il provvedimento citato nelle premesse del presente Decreto ricade in area dichiarata di notevole interesse pubblico ai sensi della Legge 1497/1939 giusta il decreto ministeriale del 30 luglio 1974 sopracitato e possiede le seguenti, pregevoli caratteristiche:
“Riconosciuto che la zona predetta ha notevole interesse pubblico perché presenta varietà di colture avendosi a contatto zone boscose e zone agricole, esistendo in essa monumenti insigni per nobiltà di forme quale la Villa Torre a Cona ed il suo parco, o luoghi di eccezionale interesse storico quale il convento di Rosano legato alle vicende toscane dei secoli primi del Medioevo. Trattasi di un’ampia vallata che si apre a ventaglio: il terreno è mosso da lievi ondulazioni e solcato dagli impluvi dei torrentelli che confluiscono al fiume sottostante. Gran parte del terreno è utilizzato per colture agricole, vigna per lo più, ma vi sono anche larghe superfici ad oliveto, mentre le zone meno fertili e più acclivi sono coperte di ceduo di roverella, cerro con qualche pino marittimo e cipresso. La zona inoltre presenta la caratteristica di costituire un belvedere verso la media valle dell’Arno di cui si scopre la quasi totalità e offre il godimento della totale vista verso il Pratomagno che le si stende di fronte”;
CONSIDERATO che i valori ambientali riconosciuti dal vincolo sono fondati, tra l’altro, sull’armonica e diretta relazione tra edifici monumentali e paesaggio agrario;
CONSIDERATO che dagli atti trasmessi acclusi al provvedimento in esame si rileva inoltre che l’intervento in questione consiste nella realizzazione di un complesso residenziale composto da 5 corpi di fabbrica costituiti da 26 unità immobiliari;
CONSIDERATO che l’area interessata dagli interventi è caratterizzata da emergenze architettoniche di particolare interesse storico (Villa di Torre a Cona, la Pieve delle Corti, ecc.) e dalla permanenza dei caratteri tipici del paesaggio agrario fiorentino;
RITENUTO che la consistenza volumetrica del nuovo insediamento, manometterebbe il naturale belvedere della vallata che si gode dalle stradi circostanti, alterando sensibilmente i valori estetici e tradizionali protetti dal citato D.M. 30/07/1974;
CONSIDERATO che pertanto il provvedimento comunale sopracitato comporterebbe la realizzazione di opere non compatibili con le imprescindibili esigenze di tutela e conservazione dei valori paesistici riconosciuti dal decreto ministeriale del 30 luglio 1974 esigenze che rappresentano, come è noto la ragione costitutiva del vincolo stesso;
CONSIDERATO che la funzione dell’autorizzazione ex articolo 159 del D. Lgs. 42/2004 è appunto quella di verificare la compatibilità dell’opera che si intende realizzare con l’esigenza di conservazione dei valori paesistici protetti dal vincolo e non essendo quindi concesso in sede autorizzatoria di derogare all’accertamento di detti valori contenuto nel relativo provvedimento, una valutazione di compatibilità che si traduca, come nel caso in esame, in una obiettiva deroga al vincolo stesso si risolve in un’autorizzazione illegittima;
CONSIDERATO che l’autorizzazione in esame attua una inammissibile deroga al vincolo stesso;
CONSIDERATO che per quanto sopra esposto il provvedimento in esame è viziato da eccesso di potere sotto il profilo della carenza, contraddittorietà e incongruità della motivazione e di violazione di legge perché in contrasto con le disposizioni normative sopraccitate;
CONSIDERATO che la conformità dell’intervento in esame agli strumenti urbanistici vigenti sull’area non appare elemento idoneo a legittimare l’autorizzazione paesistica in quanto la Corte Costituzionale ha ripetutamente sottolineato in virtù del dettato dell’articolo 9 della Costituzione la primarietà della tutela del paesaggio alla quale l’urbanistica può e deve subordinarsi;
RITENUTO pertanto di annullare il provvedimento n. 79 del 15 dicembre 2004 del Comune di Rignano sull’Arno in quanto illegittimo per le motivazioni suesposte DECRETA E’ annullato……>>

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