Le ragioni di un Convegno a Fiesole sui temi della tutela del paesaggio urbano contro la politica delle Amministrazioni locali

Firenze, febbraio 2007

I 2500 anni di storia di Fiesole, città etrusca e poi romana e poi longobarda, non hanno bisogno di essere raccontati. Fiesole è oggi l’esempio illustre delle innumerevoli lesioni al patrimonio artistico, al retaggio culturale, alle testimonianze archeologiche, al tessuto urbano storicizzato: insomma al bene comune rilasciato ai cittadini di oggi dalle generazioni passate.
Le amministrazioni comunali di questi ultimi anni e di oggi stanno producendo danni non risarcibili né cancellabili con l’attuazione di progetti di edilizia pubblica e privata. Nella civilissima Toscana le giunte comunali, ahimè spesso di sinistra, si trasformano in “comitati di affari” per la gestione personale della cosa pubblica, vendono il proprio patrimonio edilizio ed ogni spazio verde di proprietà pubblica a beneficio di interessi oscuri. Il caso Monticchiello ha provocato reazioni a catena in tutta la regione ed ha rilevato quanto l’assalto al paesaggio e la folle corsa all’edilizia privata sia diffusa e aggressiva. Non c’è comune della Toscana che non abbia in questi giorni motivi di protesta contro l’attività edificatrice delle giunte comunali.
La cittadinanza è imbestialita e inerme di fronte all’arroganza del potere locale. I sindaci usano della maggioranza conquistata nel consiglio comunale l’arma per imporre il loro disegno di dominio, con procedure nascoste e atti di governo occulti, alla faccia della trasparenza degli atti amministrativi prevista per legge. Hanno imparato che la forza dei fatti è più efficace del consenso popolare, che i colpi di mano sono più forti del confronto democratico.
Contro questi poteri e contro questi disastri urbanistici e ambientali si vanno costituendo comitati di cittadini che proclamano a gran voce la tutela degli interessi collettivi, degli interessi pubblici, in una sorta di inversione dei ruoli: è il privato che si ribella contro lo Stato, rappresentato dal potere locale, per la protezione di beni comuni, e contro la sopraffazione a beneficio di non espressi o sospetti interessi di parte. I sindaci, imbelli o corrotti, hanno dalla loro parte le amministrazioni superiori, Regione e Provincia, che di fatto li hanno delegati alla gestione del territorio di loro competenza. Anche gli organi di controllo (le Soprintendenze) sono privi di autorità morale e capacità di imporre il loro potere di controllo. E’ il doloroso spettacolo, di ieri e di oggi, e pressoché quotidiano di Soprintendenze inerti , ovvero che rilasciano pareri favorevoli, consensi, nulla osta.
Fiesole è l’esempio forse tra i più noti di un malgoverno diffuso, e per questo può essere il prototipo del modo di governo locale e di amministrazione del territorio, urbano e rurale.
Nel solo centro storico di Fiesole sono oggi aperti ben 6 cantieri per interventi edilizi che non hanno precedenti nella lunga storia della città. Sia per il numero, sia per l’impatto ambientale sia per le finalità che perseguono: sono tutti destinati al maggior ricavo in termini patrimoniali: nessuna finalità sociale, nessuna edilizia “popolare”. Questi cantieri hanno distrutto l’impianto urbanistico di una tradizione secolare. Se ne descrive a mo’ di esempio 3 casi:

  1. Sulla piazza principale, Piazza Mino da Fiesole, è in corso da più di due anni un cantiere che ha devastato l’intera piazza per la costruzione sotto il livello del terreno di un enorme “front office” in cemento armato (così lo definiscono gli amministratori monoglotti) sotto il secentesco palazzo comunale e alla adiacente chiesa del XII secolo. Le ruspe hanno distrutto i depositi archeologici sottostanti e dove ancora permangono resti del decumanus romano.
  2. Un terreno adiacente, la cosiddetta area Garibaldi, luogo di importanti presenze antiche e di ritrovamenti archeologici di epoca etrusca, romana e longobarda è stato venduto ad un privato speculatore (il cavalier Albero Aleotti, presidente del gruppo farmaceutico Menarini) che ci costruirà un edificio di 3 piani fuori terra e 2 interrati (con buona pace della sottostante necropoli longobarda!) per 29 appartamenti da offrire al mercato immobiliare. Già il prezzo di vendita è sospetto: meno di un quarto del valore di mercato.  Il luogo dall’epoca più antica è sempre stato di proprietà pubblica e usufruito come luogo di incontro e di aggregazione sociale: in epoca romana era il capitolium !
  3.  In una sottostante piazza di impianto ottocentesco con alberi di platano e bagolaro (ora in gran parte abbattuti) è in corso di costruzione un mastodontico Auditorium di 8500 metri cubi le cui fondamenta ledono gravemente la sottostante porzione di mura etrusche. L’edificio è nell’immediato ridosso dell’area archeologica e del Teatro romano.

Si tratta di un totale di 32.500 metri cubi di nuove costruzioni che andranno ad incidere sul delicato equilibrio urbanistico del contro cittadino.
Il Comitato per Fiesole, composto di oltre 3000 aderenti, tenta da anni di interrompere questo processo distruttivo del tessuto urbanistico attraverso azioni varie: denuncia alla Procura della Repubblica, ricorso al TAR della Toscana, segnalazione alla Corte dei Conti, richiesta di ispezione al Ministero dei Beni Culturali, interventi sulla stampa nazionale ed estera.
Il Comitato per Fiesole si fa adesso promotore di un convegno nazionale che intende fare di Fiesole il caso, illustre ma non dissimile da altre decine, presenti in Toscana e nell’area fiorentina in ispecie.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: