Eolico selvaggio: Legambiente contro il Ministero dell’Ambiente

Comitato nazionale per il Paesaggio (CNP): no all’eolico selvaggio e speculativo

In merito alla polemica sull’istallazione delle torri eoliche tra Ministero dell’Ambiente e le Associazioni ambientaliste Greenpeace e Legambiente Carlo Ripa di Meana, Presidente del CNP, ha dichiarato: “Mai avremmo creduto di trovare un giorno alcune associazioni ambientaliste sdraiate sulla linea dell’eolico selvaggio invocato da imprenditori buttacemento e sfasciamontagne, né mai avremmo pensato che lo sfruttamento dell’energia eolica, salutata all’inizio con favore, si potesse trasformare nel grimaldello per distruggere quel che resta del paesaggio e della fauna italiani, per di più con una vacua retorica ecologista.
Ha fatto più che bene il Ministro dell’ambiente ad escludere l’eolico dalle Aree Protette e ad assoggettarlo alla VIA nazionale, se consideriamo i dati infiniti sulla distruzione dell’avifauna prodotta da pale che hanno un diametro di oltre 100 metri (un campo di pallone che gira) con velocità di punta di 300km orari e se consideriamo che in alcune regioni la VIA consiste in una firma di un funzionario regionale su un foglio, senza che nemmeno abbia visitato il sito e senza che abbia verificato i dati sul vento.
Greenpeace ed in particolare Legambiente, non hanno mai richiesto con altrettanta forza le Linee guida per l’inserimento nel paesaggio degli impianti eolici, previste per legge ma che attendiamo da 4 anni; non hanno mai fatto rispettare agli industriali eolici gli Accordi pomposamente sottoscritti da entrambe, ma non verificati sul campo; non hanno mai impedito agli speculatori di seminare impianti dove non c’è vento (tanto ci sono incentivi più che abbondanti); non hanno mai impedito agli industriali di secretare o gonfiare i dati sulla ventosità dei siti.
Greenpeace e Legambiente sono responsabili di aver utilizzato una doppia morale in base alla quale si fa la guerra a strade e tralicci elettrici, ma non quando, anche se devastanti, servono un impianto eolico; sono responsabili di avere appoggiato, nel Paese del sole ed in palese violazione della teoria dello sviluppo sostenibile, l’eolico e i suoi industriali, piuttosto che il solare e la microgenerazione, anche eolica, diffusa tra i cittadini e quindi democratica.
Non a caso nelle regioni meridionali, le più bersagliate dalle richieste di installare impianti eolici, si parla di “eolomafie”, non a caso l’eolico prospera in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.
Chiedo a tutti i parlamentari di buona volontà di sottoscrivere la documentatissima mozione presentata alla Camera dalla Rosa nel Pugno nella quale si chiede al Governo di regolare l’istallazione degli impianti con criteri nazionali uniformi e rispettando i principi di economicità, reale produttività, tutela della fauna e del paesaggio.

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