Lettera aperta di Italia Nostra Valdichiana e blitz della Forestale vicino ai laghetti dell’ex zuccherificio Sadam

Il mese scorso la sezione Italia Nostra Valdichiana ha inviato una lettera aperta alle Istituzioni ed alla Forestale sollevando il problema dello stato di bonifica dei terreni intorno alla ex Sadam.
Di seguito potete leggere la lettera e l’articolo del Corriere di Arezzo sul blitz della Forestale.

Lettera Aperta:
Alla Regione Toscana
Alla Provincia di Arezzo
Al Comune di Castiglion Fiorentino
Alla USL n° 8 – Ufficio di Camucia
Al comando della Guardia Forestale

La sezione Italia Nostra Valdichiana, da sempre impegnata nel monitoraggio di tutto ciò che riguarda la tutela dell’ambiente, rivolge a tutti i destinatari della presente un appello affinché vengano finalmente forniti tutti i chiarimenti atti a tranquillizzare la cittadinanza su un aspetto essenziale del progetto di riconversione dell’ex-Zuccherificio Sadam: la bonifica dei terreni.
Su questo argomento non é mai stata detta una parola chiara né, tantomeno, definitiva; eppure si tratta in maniera evidente di un argomento che dovrebbe avere la precedenza su qualsiasi progetto di riconversione.
Riassumiamo i punti essenziali di quanto a nostra conoscenza:

  1. La Conferenza dei Servizi, riunitasi in data 5 Ottobre 2009 per esaminare la “Relazione tecnica descrittiva delle attività di caratterizzazione del sito”, aveva chiesto alla Eridania/Sadam un supplemento di indagine mirato a stabilire in via definitiva l’effettiva necessità della bonifica e le modalità della sua esecuzione. A tale scopo, alla Eridania/Sadam erano stati concessi tre mesi di tempo per presentare una relazione integrativa. Di mesi ne sono passati 15, ma non c’è ancora una risposta e ci risulta che la Conferenza, quanto meno sull’argomento, non si è più riunita.
  2. Nel convegno organizzato alla fine del mese di Settembre 2010, nel teatro di Castiglion Fiorentino, Italia Nostra ha rivolto ai responsabili della Eridania/Sadam delle domande precise sulla bonifica in questione; le risposte sono state evasive e molto deludenti.
  3. Al di là delle risultanze analitiche relative a campioni di acque e di terreni, prelevati a varie profondità, riportate nella Relazione sopra citata, nulla si sa sullo stato superficiale dei terreni, in relazione a possibili contaminazioni derivanti da scarichi, più o meno occasionali, di residui della lavorazione delle barbabietole e di altri fluidi di processo (fanghi e quant’altro). In particolare, nulla si sa dei materiali di risulta dalla demolizione di fabbricati e di apparecchiature. Dove sono stati smaltiti questi materiali? La Conferenza dei Servizi sopra citata aveva fatto presente che”……dovranno essere prodotti in copia tutti i formulari di trasporto dei rifiuti allontanati dal sito, con gli estremi di accettazione dell’impianto finale”. Non ci risulta che questi documenti siano stati forniti.
  4. Un aspetto particolarmente importante della bonifica riguarda le apparecchiature contenenti amianto. Chiediamo in particolare alla USL, destinataria anch’essa della presente, di rispondere alle domande che le avevamo rivolto con lettera raccomandata, inviata agli inizi di Ottobre u.s. e che qui riproponiamo:

– E’ stata completata la bonifica?
– Sono state rispettate le procedure, approvate dalla USL?
– Sono state completate tutte le pratiche amministrative?
– Dove sono stati smaltiti i materiali, contenenti amianto, risultanti dalla bonifica?
Italia Nostra si augura che questo appello venga accolto e che pertanto vengano messe in atto tutte le misure necessarie perché la bonifica venga definita e realizzata al più presto e vengano date ai cittadini informazioni e garanzie precise sulla tutela della loro salute.
D’altronde, come si potrebbe non procedere ad una bonifica del terreno, sul quale dovrebbe essere realizzato, fra l’altro, un insediamento residenziale, turistico ed abitativo?
Con osservanza
Italia Nostra Valdichiana

Fonte: Corriere di Arezzo

Castiglion Fiorentino – Analisi sul terreno accanto ai laghetti.
Dopo il blitz della Forestale accertamenti in laboratorio. Illecito seppellimento di rifiuti .
La Sadam: “Noi siamo estranei”.

Terreno sotto sequestro La zona oggetto dello scavo alla Nave vicino ai laghetti dell’ex zuccherificio Sadam
La terra smossa dalle ruspe vicino ai laghetti dello zuccherificio che fu, è nera come la pece. Non promette nulla di buono. O forse è solo l’”effetto bagnato”, provocato dalle piogge. A sciogliere ogni dubbio sulla qualità di quel terreno e sulla concentrazione di metalli, saranno comunque le analisi di laboratorio. Lo scavo effettuato mercoledì scorso dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato – di cui solo il Corriere di Arezzo ha dato notizia – non è molto ampio, ma ha già riservato sorprese interessanti: rifiuti di vario genere erano stati seppelliti lì per farli sparire. Cavi elettrici, plastica, croste di vernice e altro materiale in quantità sufficiente da far ipotizzare violazioni ben precise alla legge di riferimento. In una parola: abbandono di rifiuti.
Proprietaria di questo terreno posto fuori dall’area industriale, adiacente a campi coltivati nella zona della Nave è la Eridania Sadam.
Ci si arriva da una stradina stretta e fangosa, che conduce appunto ai laghetti che una volta servivano alla fabbrica dello zucchero. Gli uomini del Nucleo di polizia giudiziaria della Forestale, di stanza in procura, sono andati praticamente a colpo sicuro. Hanno raggiunto questo luogo dove in passato è confluita terra di riporto in abbondanza. Con pale meccaniche e ruspe sono stati effettuati dei prelievi qua e là.
Campioni di terreno ora in mano agli specialisti dei laboratori di fiducia della Forestale, a Firenze. Il materiale sarà scomposto e descritto minuziosamente, per vedere se la concentrazione di metalli rientra nella norma. E’ ancora troppo presto per sapere. Intanto, però, il saggio avvenuto mercoledì ha consentito di scoprire un luogo dove sono stati interrati rifiuti ingombranti e, forse, del tipo classificato come “pericoloso”. Di sicuro non era quello il modo opportuno e conforme alla legge 152 per smaltirli. Da parte sua Eridania Sadam si chiama fuori: “Ad oggi – si legge in una nota – non risulta esserci alcun coinvolgimento della società negli accertamenti in atto; si tratta di indagini disposte dalla magistratura nei confronti di ignoti”. E ancora: “L’attività del Corpo Forestale è consistita nel campionamento di terreno al di fuori del recinto di fabbrica, dove è stata reperita una modesta quantità di rifiuti dichiarati “non pericolosi” e che non rappresentano comunque residui di sostanze utilizzate nel processo della lavorazione delle barbabietole da zucchero.” Pertanto: “Eridania Sadam si ritiene completamente estranea ai non meglio precisati sospetti di irregolarità di gestione ambientale del sito.” Lo scavo intanto è stato posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Le benne sono affondate in una ristretta porzione, ma il sospetto è che la superficie adibita a discarica possa essere più ampia. Chi ha interrato i rifiuti? Mistero.
Questo e altri dubbi dovranno essere risolti. Riguardano un pezzo di territorio per il quale si prospettano nuove destinazioni, come la nascita di un campo di golf in un contesto ambientale da paradiso terrestre. Per ora, dietro i ciuffi d’erba e davanti al profilo di Castiglioni, caliginoso sullo sfondo, c’è un mucchio di terra brutta e nera con un groviglio di interrogativi.

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