Alberi di Viale Morgagni: Lettera aperta d’Italia Nostra al Sindaco di Firenze

Firenze 23-5-08

Viale Morgagni 21 maggio 2008: una manifestazione di gente tranquilla di ogni età, niente di quanto ci si potrebbe normalmente aspettare da una manifestazione di protesta, volta a scongiurare l’ennesima mattanza d’alberi, nonostante la parata di camionette della polizia e carabinieri; erano solo cittadini che volevano esprimere il loro pensiero, democraticamente, contro un’opera civile (?) la tramvia, che passa per il Viale Morgagni, opera per la quale in ogni momento l’Amministrazione comunale elabora nuove pittoresche varianti di un progetto che solo a parole è definitivo e per il quale non è ancora dato di conoscere ufficialmente i disegni esecutivi completi di ogni particolare di arredo tecnico ed estetico, in una visione urbanistica e soprattutto secondo una valutazione estetica e funzionale approfondite, dettagliatamente descritte e corredate dalle possibili soluzioni di minimo impatto.
Che vogliono questi cittadini? Non si convincono ancora della “necessità improrogabile” di abbattere grandi alberi sani, amati perché danno tanta ombra, ospitano uccellini che annunciano con il loro canto, ogni mattina, la primavera e l’arrivo dell’estate e mitigano i venti invernali e il torrido caldo estivo.
I nuovi alberi? Possono vederli anche dall’altra parte della strada, addossati inverosimilmente alle case, affogati in aiuole non a sufficienza profonde e già ora troppo anguste per la pretesa dimensione delle piante che si avviano ad essere allevate come bonsai.
A dispetto di ogni buon senso e della millantata partecipazione democratica che l’Amministrazione comunale vorrebbe fare, quale è la risposta dell’Assessore del Lungo?
Frasi arroganti e ingiuriose contro gente comune, riportate sulla stampa del 22 maggio: “Chi si è opposto si vergogni… Invece di salire sugli alberi dovrebbero scendere in basso, nelle fogne”; e subito dopo ne è seguito l’abbattimento di tutti gli alberi presenti nel cantiere transennato allo scopo nel Viale Morgagni.
Bene Signor Sindaco è questo il dialogo che Lei cerca con la gente? Non ritiene indegno di un Assessore un simile comportamento? Dopo un referendum che ha acuito le tensioni ed esacerbato gli animi su problemi che hanno, ora più che mai, bisogno di essere chiariti e discussi? E perché l’Amministrazione starebbe ancora prospettando così tante varianti alle linee tranviarie dopo il referendum? Perché queste nuove decisioni continuano ad essere prodotte senza una vera partecipazione? E’ evidente che gli info-point predisposti per il pubblico finiscono con l’essere più un espediente per filtrare qualsiasi contestazione, piuttosto che un modo per dialogare.
L’Assessore asserisce che nel viale Morgagni ci sono pochi nidi sugli alberi, dall’altro lato i cittadini sono di opinione contraria, perché sembra impossibile che i più di cento alberi di Viale Morgagni fossero totalmente deserti e qui c’è la contraddizione: da un lato si asserisce che nel viale Morgagni ci sono dei nidi di poco conto sugli alberi e dall’altro, prima di questi eventi,  si spendevano soldi pubblici per far censire l’avifauna, preoccupandosi di rispettare le leggi di tutela anche per eseguire le potature.
In ogni caso, è da ricordare che esiste una normativa specifica una precisa Direttiva Europea (n.79/409/CEE) che impone la tutela dell’avifauna selvatica anche e soprattutto nel periodo primaverile-estivo, quando gli uccelli sono in piena stagione riproduttiva; e che la legge n. 157/1992 e lo stesso Regolamento Comunale per la tutela degli animali (deliberazione n. 285 del 3 maggio 1999) che all’art 10 vieta qualsiasi ‘molestia’ alla fauna selvatica autoctona nel territorio comunale; oltre a queste norme di tutela, più volte ricordate anche dalla stampa, c’è anche la Legge 189 del 2004 (Modifiche al codice penale) che al riguardo recita: “Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro..La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale”.
In conclusione, era davvero necessario abbattere gli alberi prima di disporre di un progetto esecutivo completo? E’ opportuno che l’Amministrazione non fornisca spiegazioni a chi contesta l’approssimazione del progetto?
Ma non è solo questo il punto, nel documento della Direzione Ambiente in allegato, si fa presente che nel marzo dello scorso anno, si rilevavano su 184 alberi di viale Morgagni solo una dozzina di abbattimenti necessari, considerando ambo i lati.
Oggi si legge che le nuove perizie dimostrano la necessità di abbattere TUTTI gli alberi tranne al massimo una quindicina, a che si deve questa ecatombe in un solo anno? L’Assessore in questione è  l’Assessore all’ambiente che non si è posto il problema di alcuni aloni untuosi (idrocarburi?) visibili in prossimità degli alberi né tantomeno dell’improvviso e completo disseccamento di un grande leccio, sanissimo fino a poco prima.
Ebbene poiché sta all’Amministrazione il compito di tutelare la salute dei cittadini e ai preposti uffici dell’ARPAT e dell’ASL quello di evitare e prevenire contaminazioni, sarebbe d’obbligo la verifica della salubrità del terreno con accurate analisi laddove è seccato il leccio e nelle altre parti dove il grigliato in cemento può aver fatto percolare sostanze sospette, così come lo sarebbe per il direttore dei lavori del cantiere e per il responsabile del procedimento.
In tal modo, quando le imprese scaveranno e ripristineranno il viale, se necessario saranno stati fatti anche la dovuta bonifica e lo smaltimento di quanto contaminato secondo prescrizioni accurate.
Allo stato dei fatti si chiede all’Amministrazione di sospendere almeno la contabilità degli alberi malati, abbattuti e reimpiantati, che fa apparire l’Assessore all’Ambiente più come un arido ragioniere, che un consapevole tutore del patrimonio naturale, storico e paesaggistico della città di Firenze.
Al Sindaco si chiede con forza di volere ascoltare anche i pareri contrari, dato che nessuno si degna di rispondere esaurientemente ai numerosi dubbi dei cittadini, i quali di fatto, dopo tante imposizioni e rassicurazioni, vedono proseguire i lavori.
Le devastazioni sono dappertutto, anche sulla stessa linea 1, e di giorno in giorno si vanno facendo sempre più invasive ed ormai sopportate come una ‘mala sorte’
Mariarita Signorini, Coordinatore gruppo di lavoro mobilità urbana, Consiglio nazionale d’Italia Nostra

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