Lo scandaloso caso di Via Arnoldi (Soffiano-Bellosguardo)

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Cambiano i Sindaci e le Giunte continua l’assalto al parco della Collina Sud
Lo scandaloso caso di Via Arnoldi (Soffiano-Bellosguardo)

Ci avevano provato nel 2005, con la scusa della pubblica utilità nel quadro del piano delle 20.000 abitazioni in affitto, a forzare il vincolo di tutela paesaggistica del Parco delle colline Sud in via Arnoldi. Poi tutto è stato sventato grazie alla mobilitazione dei cittadini e a una sentenza esemplare del TAR toscano che il 27 novembre 2006 aveva annullato gli atti formali che avevano consentito l’avvio del cantiere sottoscritti da Comune, Provincia, Regione, Ministero delle Infrastrutture e Soprintendenza.
Proprio mentre i protagonisti, amministratori e progettisti, a vario titolo erano coinvolti dal ciclone dell’indagine della Procura della Repubblica denominata “Le mani sulla Città”, un’incredibile sentenza del Consiglio di Stato ha annullato la sentenza del TAR.
Pur essendo venuto meno il “presunto” motivo di pubblica utilità connesso al Piano delle 20.000 abitazioni in affitto, pur non essendo stato approvato il piano strutturale adottato, pur essendo cambiata la Giunta e Sindaco, la società immobiliare è tornata alla carica.
Ecco cosa si prevede di fare nel parco della collina sotto Bellosguardo secondo quanto annunciato nel sito soc. della Giudici Costruzioni (www.giudicicostruzioni.it)
«Apertura cantiere in Via Arnoldi  Località: Via Arnoldi Firenze 02/04/2010
Sono iniziati i lavori nel cantiere di Via Arnoldi zona Soffiano.

Moderno complesso residenziale perfettamente inserito nel panorama circostante alle pendici della collina di Bellosguardo. L’intervento prevede la realizzazione di 25 unità immobiliari con tipologie, mono, bilocali, 3 – 4- 5 vani con logge e/o giardini privati. Possibilità box auto, posti auto coperti e cantine di varie metrature. L’edificio rispetta le nuove normative in materia di risparmio energetico».
Dunque i cementificatori del parco della collina Sud sono tornati alla carica!
Oggi il problema, oltre che giudiziario (e speriamo che la Procura della Repubblica possa concludere quanto prima l’istruttoria), è eminentemente politico.
Poniamo perciò due domande per le quali vorremmo una risposta:

  • come è possibile che le prassi autorizzative per un progetto che va a manomettere il parco della collina Sud continuino tranquillamente come se niente di quello che abbiamo ricordato fosse successo?
  • come può un Sindaco, con deleghe all’Urbanistica, che si è presentato con un programma di mandato che prevede per la città “non un metro quadro di cemento in più” permettere che i propri uffici “competenti” autorizzino questo ennesimo scempio?

Riteniamo che ogni cittadino che ama questa città, oltre a richiedere l’intervento delle autorità giudiziarie per quanto di loro competenza, debba richiedere con forza al Sindaco di Firenze che ponga fine una volta per tutte a questa incredibile vicenda di assalto dei cementificatori al parco della collina di Firenze.

2 Risposte

  1. Purtroppo, in questi giorni, le ruspe ed il cemento sono nuovamente in funzione…

  2. Dalla lettura di questo e di altri articoli relativi alla violenza perpetrata al territorio in spregio all'art.9 della Costituzione, che tutti sbandierano (a parole) come sacra ed inviolabile, emerge a mio parere una amara constatazione.Vi è, indubitabilmente, un problema politico di largo respiro che coinvolge tutta la Regione ed in particolare la città di Firenze soggiogata da 20 anni di scelte a prima vista casuali (o forse no) che hanno esponenzialmente aumentata la rendita immobiliare di posizione.
    Vi è certamente un problema legislativo di merito, dove non si può più chiaramente evincere la gerarchia in applicazione alle norme che governano il territorio, aprendo così il fianco alle più ardite elucubrazioni ed invertendo in materia di programmazione la tradizionale filiera Regione-Provincia-Comune a favore della innaturale Comune(Pianificazione)-Provincia (Recepimento supino)-Regione (Costretta infine all'accettazione).
    Ma soprattutto, quello che realmente fa pensare è che nel corpo legislativo, nelle funzioni amministrative o dello stato (vedasi soprintendenza) o comunque in quegli organi preposti al controllo, non esistano più i contrappessi formali e morali atti ad impedire questo quotidiano scempio.
    Certo non è possibile che la Magistratura inquirente (che pure svolge un lavoro vasto ed encomiabile) debba supplire al controllo degli organi democraticamente eletti in rappresentanza dei cittadini.
    Cittadini si, sudditi mai.
    Janus 

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