Nucleare a Ostuni: accorato appello di una cittadina pugliese

Pubblichiamo l’accorato appello di una cittadina pugliese contro l’ipotesi di un impianto nucleare a Ostuni.

Sono seriamente preoccupata per l’ultimo accordo preso in Senato per l’approvazione del ritorno del nucleare in Italia, dopo un referendum -quello del 1987- che parla chiaro, nel quale la popolazione italiana ha univocamente espresso il proprio dissenso e che ha sancito l’abbandono da parte dell’Italia del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico.
Oggi sulla pagina on line di Repubblica si legge che: “Sono previste procedure velocizzate per la costruzione delle centrali da parte di consorzi: la cosiddetta “autorizzazione unica” che sostituisce ogni tipo di licenza e nulla osta tranne la Via (valutazione impatto ambientale) e la Vas (valutazione d’impatto strategica). Sono previste inoltre misure compensative in favore delle popolazioni interessate…
Non è chiaro infatti chi debba individuare i siti delle nuove centrali e c’è il rischio che questo compito spetterà alle grandi imprese dell’energia, e ciò potrà avvenire anche contro il parere delle Regioni in presenza del principio del potere sostitutivo del governo in mancanza di intesa con gli enti locali…
I siti dove localizzare le nuove centrali sono pochi e rischiano di essere molto affollati. Nei prossimi mesi, dovranno essere stabiliti i parametri, in base ai quali decidere dove collocare le future centrali. Sarà una fase di intenso mercanteggiamento con le autorità e le comunità locali, ma i margini di manovra sono ristretti anche dalla particolare conformazione geologica e costiera italiana.
Dalla mappa stilata dal Cnen (attuale Enea) negli anni ’70 si evince che tra i possibili siti per l’insediamento vi è il litorale di Ostuni.
Fermo restando tutte le polemiche relative all’utilizzo o meno del nucleare, riguardo alle quali è stato già detto tanto – ma mai abbastanza – e credo che sia unanime l’opinione della popolazione, a parte coloro che non avevano ancora fatto i conti su cosa significhi avere una centrale nucleare accanto alla propria casa o magari al posto della spiaggia dove hai sempre trascorso le tue vacanze, nonché perdere definitivamente l’identità paesaggistica della propria terra, compromettendone catastroficamente la vocazione economica-turistica di un posto meraviglioso, quale può essere quello della costa ostunese.
Il nostro è uno dei paesaggi più belli e unici al mondo.. i trulli, gli ulivi, il mare, le tradizioni; tutti elementi poveri e inesauribili, che ci hanno regalato una stagione di crescita economica e turistica non indifferente, ci hanno resi ricchi. Che ne sarà di tutto questo quando dalla finestra di un trullo alla periferia di Ostuni, o dal finestrino della macchina che si dirige verso il Salento, al posto delle nostre spiagge, della nostra macchia mediterranea, delle nostre barchette, dei nostri pescatori, dei nostri turisti, vedremo queste iperboloidi del male vomitare fumo e orrore senza fine e impadronirsi del nostro futuro, per sempre?
Senza contare che a livello regionale sono state fatte scelte molto chiare: la Puglia, viste le potenzialità offerte dal proprio territorio, ha notoriamente e largamente investito sulle energie rinnovabili, al seguito dei più civili paesi europei; attualmente la nostra regione è in credito verso l’Italia per una produzione energetica così elevata che le consente di trasferirne l’82% al resto del Paese. Quanto si deve ancora pagare??

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