Nuova lottizzazione a Scarlino

Comunicato stampa di Italia Nostra Toscana, Firenze  18/09/2007

Un altro tassello della cementificazione insensata del nostro territorio toscano sta per andare al suo posto.
Dopo i casi eclatanti di Monticchiello, e di quelli in fieri di Montescudaio, e di Campiglia  è la volta del litorale maremmano che corre il rischio di veder ancora aumentare il carico antropico e di cemento. Si parla ora del golfo di Follonica e del comune di Scarlino (Gr).
Dal 1997 viene portata avanti dagli ambientalisti una dura opposizione al progetto di costruire un villaggio di un centinaio di villette in quello che una volta era il padule di Scarlino, area umida protetta che ospita un’oasi naturale creata per cercare di salvare il salvabile, dopo decenni di attività industriale e chimica che ne ha occupato gran parte con le proprie discariche di scorie.
Parliamo della lottizzazione di “Fonte al Cerro”, che dovrebbe sorgere in una porzione del padule dove nidificano i cavalieri d’Italia,  volteggiano i falchi di padule e dove, nelle serate terse di tramontana autunnale calano a riposare e rifocillarsi anche i fenicotteri rosa. Oltre a questo esiste una flora composita, propria di quei territori, sempre più rari, dove il mare incontra la terra dando così vita a quelle spettacolari nicchie naturalistiche che una volta erano diffuse in gran parte del litorale ma che oggi sono sempre più rare e destinate alla scomparsa se non interverremo alla svelta. L’area è anche interessata dai corridoi naturali di due siti di interesse regionale (SIR) ed europeo (SIC) attualmente in collegamento tra loro ma che verrebbero interrotti dalla costruzione del complesso edilizio.
La Regione, con la Provincia di Grosseto, ha dato parere favorevole nella Conferenza dei Servizi tenutasi nei giorni scorsi, dando la prescrizione tragicomica di prevedere la  “dislocazione di una barriera di alberi tra case e padule e case e strada”..
Siamo ansiosi di conoscere le motivazioni di tale assenso, e in attesa dei documenti, per verificare la conformità al nuovo PIT regionale, che ci consentiranno di valutare le strade da intraprendere, ribadiamo la nostra più profonda contrarietà alla costruzione di questo come di tutti gli altri insediamenti che deturpano l’ambiente, il paesaggio e ci sottraggono habitat di enorme valenza per la biodiversità sempre più a rischio.
I permessi definitivi dovranno essere comunque rilasciati dal consiglio comunale di Scarlino e dal suo Sindaco, (un’amministrazione che già a ridotto i volumi dall’iniziale previsione di 36.000 metri cubi). Il Sindaco ha anche avuto modo di dichiarare la propria perplessità al progetto attraverso le colonne di La Repubblica alcuni mesi fa. Dalla nostra associazione arriva perciò al Primo Cittadino un forte invito a tenere duro e non cedere alle sirene del cemento.
Nicola Caracciolo – Presidente Italia Nostra Toscana
Mariarita Signorini – Consiglio nazionale Italia Nostra
Roberto Mannocci – Consiglio nazionale Italia Nostra
Michele Scola – Presidente Italia Nostra Grosseto

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