Processo Tav: la sentenza. Intervista a Maria Rita Signorini a Novaradio

Oggi su Novaradio (101.50 fm) alle 12.40 è andata in onda l’intervista a Maria Rita Signorini in merito alla sentenza Tav.
Clicca qui per ascoltare il commento della rappresentante di Italia Nostra Firenze.

 Fonte: La Nazione

Ventisette condanne e 150 milioni di euro di risarcimento danni
I 27 imputati sono stati condannati per illecito smaltimento dei rifiuti. Assoluzioni invece
per il danneggiamento dei corsi d’acqua e dei pozzi

Firenze, 3 marzo 2009 – Si è concluso il processo per stabilire le responsabilità dei danni ambientali causati dai lavori per l’Alta velocità tra Firenze e Bologna. La sentenza prevede 27 condanne da tre mesi d’arresto a 5 anni di reclusione e un risarcimento danni di oltre 150 milioni di euro. Fra le persone condannate a 5 anni, figurano i vertici del Consorzio Cavet, che ha avuto in appalto i lavori Tav: Alberto Rubegni, Carlo Silva e Giovanni Guagnozzi, presidente, consigliere delegato e direttore generale di Cavet.
I risarcimenti sono stati riconosciuti per il ministero dell’Ambiente (50 milioni), Regione Toscana (50 milioni), Provincia di Firenze (50 milioni) e per cifre da 5 a 25 mila euro per altre 5 parti civili costituite da Comuni e province interessate ai lavori.
In tutto gli imputati, accusati a vario titolo, erano una cinquantina, fra dirigenti e dipendenti Cavet, ditte in subappalto, gestori di cave e discariche. Il giudice del tribunale di Firenze Alessandro Nencini ha ritenuto i 27 imputati condannati colpevoli di illecito smaltimento dei rifiuti. Assoluzioni invece per il danneggiamento dei corsi d’acqua e dei pozzi privati, mentre riguardo all’imputazione di furto di acqua ha sollevato la questione di costituzionalità.
Durante il processo i pm Gianni Tei e Giulio Monferini avevano chiesto condanne per un totale di 180 anni, tra queste le più alte, a 10 anni, per Rubegni, Silva e Guagnozzi. Per l’accusa, i lavori per la Tav avrebbero provocato danni per 750 milioni di euro, sia per un illecito smaltimento dei rifiuti, sia per l’impoverimento delle risorse idriche.
IL COMMENTO DI LEGAMBIENTE -“La sentenza, con le pesanti condanne penali, riconosce la gravità del disastro ambientale perpetrato ai danni del nostro territorio. Speriamo che questo possa fungere da monito anche per i futuri progetti di grandi opere che il Governo vorrebbe portare avanti senza alcuna seria valutazione d’impatto ambientale e a scapito delle comunità locali”. Così Legambiente ha commentato l’esito del processo, nel quale figurava come parte civile. “Purtroppo però – ha sottolineato Legambiente – il dispositivo dei risarcimenti non può soddisfarci in alcuna maniera. Milioni di euro sono stati riconosciuti infatti per gli enti (ministero dell’Ambiente, Regione Toscana e Provincia di Firenze) che in qualche modo sono corresponsabili dei danni avvenuti, mentre i cittadini realmente colpiti dal disastro ambientale, e senza l’impegno dei quali questo processo non si sarebbe mai avviato, non vedono riconosciuto in alcun modo il proprio diritto”. “Chiediamo quindi al Ministero, alla Regione e alla Provincia – ha concluso Legambiente – di destinare i soldi del risarcimento a interventi e opere utili a quest’area e alle comunità realmente danneggiate dagli effetti dell’illecito smaltimento dei rifiuti e dell’impoverimento delle falde acquifere”.
IL COMMENTO DI TAV – ”E’ una sentenza che non dispiace alla difesa. Il reato rimasto è quello di smaltimento illecito di rifiuti, ma penso che nei prossimi gradi di giudizio non reggerà”. E’ il commento dell’avvocato Tullio Padovani, tra i legali Cavet, alla sentenza sui danni nel Mugello provocato dai lavori per l’alta velocità. Per il pm Giulio Monferini, che insieme al collega Gianni Tei ha coordinato le indagini ”l’impianto accusatorio è stato sostanzialmente confermato”. Padovani ha spiegato che ”è una sentenza che ci fa ben sperare. D’altronde, in Italia, chi fa grandi opere deve sapere che corre il rischio di grandi processi”. Per Roberto Inches, legale di un gruppo di cittadini che si erano costituiti parte civile ”i fatti, nella loro totalità sono stati accertati come esistenti e attribuibili agli imputati, ma il danneggiamento idrico è stato giudicato colposo e quindi non sanzionabile penalmente, mentre altri reati, come la truffa, erano prescritti.
IL COMMENTO DI IMPREGILO – “Confermo stima e fiducia nei confronti dell’amministratore delegato Alberto Rubegni e degli altri dirigenti del Consorzio Cavet”. Lo ha detto Massimo Ponsellini, presidente di Impregilo, leader del Consorzio Cavet (costituito per il 75% Impregilo e per il resto da Cmc, Tecnimont e Crcpl). ”Questi sentimenti – ha aggiunto Ponsellini – sono totalmente condivisi da tutto il management di Impregilo, che esprime solidarietà ai propri colleghi coinvolti nel processo. Rimane incrollabile la fiducia nella giustizia, come sempre nei prossimi gradi”.
IL COMMENTO DEL WWF – Soddisfazione per la sentenza da parte del WWF Italia parte civile al processo. “Un territorio di 50 chilometri quadrati – si legge in una nota – ha subito impatti ambientali significativi. Intercettazione di falde acquifere, inquinamento chimico-fisico, mala gestione delle terre di scavo e dei rifiuti prodotti dai cantieri, decine di chilometri di corsi d’acqua essiccati o danneggiati, decine di pozzi scomparsi. Questi sono stati i danni subiti dal territorio del Mugello secondo l’accusa, che hanno portato il WWF a costituirsi parte civile guidati dall’avvocato Eraldo Stefani. Troppo spesso per le grandi opere in Italia la progettazione si rivela lacunosa. Questa sentenza dovrebbe essere un ulteriore monito per una corretta valutazione dell’impatto ambientale di queste opere”

Un piccolo ripasso sulla Tav: inchiesta delle Iene sulla Tav del 24-10-2006…..

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