Publicità ingannevoli delle bellezze italiane

Quello che è successo in questi giorni a Cortina, pubblicizzarla con immagini di Madonna di Campiglio, sui cartelloni pubblicitari, non è da banalizzare, è la dimostrazione che c’è bisogno di riflettere su come gestire l’immagine del nostro Patrimonio, Culturale, artistico e paesaggistico.
Chiedevo, nel Maggio scorso, al Ministro Bondi, di riflettere su quello che stava succedendo con un film americano dove Montepulciano faceva la parte, dicono i media, di Volterra.
Quella che fu poi minimizzato e spacciato dai media stessi come una lotta di campanile folckloristica, di conio toscano/medioevale, o come una rivalità tra città per aggiudicarsi maggior possibilità di incremento turistico, non venne colta, se non marginalmente da giornalisti e uomini di cultura illuminati, come Vittorio Sgarbi, e dalla sensibilità di Italia Nostra Toscana in particolar modo quella di Mariarita Signorini, membro della Giunta Nazionale del prestigioso sodalizio, e da centinaia di blogger, la pericolosità, innescata, di diventare causa di una graduale perdita di identità culturale.
Se un film come New Moon, visto da milioni di persone (soprattutto adolescenti in età di apprendimento) in tutto il mondo, spaccia l’immagine di Montepulciano come quella di Volterra, se un vendutissimo settimanale femminile inserisce una foto a mezza pagina di Piazza dei Priori di Volterra indicandola come Piazza dei Cavalieri di Pisa (Tu Style n.47/2009 pag.117), non è assolutamente strano che succedano cose come quelle accadute a Cortina. Ed è anche a mio modo di vedere, stupido cercare di minimizzarle, ricondurle a refusi che possono succedere o peggio ancora a “licenze poetiche”… Nel film in questione il danno, credo dopo le polemiche, è stato limitato, ma rimane comunque un’opportunità persa per l’immagine dell’Italia e un plagio monumentale e paesaggistico di grandi proporzioni; si spendono soldi a tonnellate per la tutela dei marchi Docg, la tutela delle etnie e dei paesaggi, della tipicità degli odori e dei sapori e poi si lascia, che la val d’Orcia venga scambiata per il territorio Volterrano, che corrisponde allo stesso errore delle montagne di Cortina e Madonna di Campiglio, non dobbiamo meravigliarci.
Non possiamo prenderci il lusso di considerarle licenze poetiche, si tratta di plagio, non c’entra nulla il riferimento accondiscendente che Alain Elkann ha fatto con la frontiera di Sergio Leone girata in Spagna o la Bagheria di Tornatore girata in Tunisia, nei film in questione si tratta di città, paesaggi e atmosfere che non esistono più o come nel caso di Leone, forse non sono mai esistite così come da lui mirabilmente interpretate.
Semplicemente si sta avverando questa amalgama semplicistica, anche tra gli stessi cittadini, tra i creativi che lo diventano grazie ai mezzi democratici della tecnica, senza possederne la sensibilità giusta, senza che abbiano la modestia, il rispetto, il timore di sbagliare, l’amore per il proprio lavoro.
Le notizie di questo genere fanno scalpore sui media e provocano ilarità, ma quando cominciano a diventare molte, tutte dello stesso tipo, per parafrasare il titolo di un capolavoro, il Riso dovrebbe cominciare a farsi Amaro e forse sarebbe l’ora di cominciare a metterci una pezza prima che lo strappo diventi irreparabile. Ma se il nostro Paese è contento di far passare una Montagna per un’altra, un Monumento uguale all’altro, una Città per un’ altra, e decide che l’importante sia venire, andare,consumare, immaginare…allora tutto è giustificato dalla legge del mercato e se le montagne di Madonna di Campiglio, porteranno le Olimpiadi a Cortina che vuoi che sia…così se un film porterà turisti a Montepulciano o a Volterra è lo stesso…in fondo il fine giustifica i mezzi. Con buona pace per la Costituzione, con buona pace per le nostre bio diversità, per la nostra Cultura, la nostra etnia; in fondo Shakespeare insegna: “forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe ilsuo profumo se la chiamassimo con un altro nome?“
Ma io sono convinto invece che “Finchè rimaniamo generici, chiunque può imitarci. Mentre il nostro particolare non può imitarlo nessuno. Perchè? Perchè gli altri non l’hanno vissuto.”  come, invece, avvertiva Goethe.
Simone Domenico Migliorini, Direttore Artistico Festival Internazionale Teatro Romano Volterra
info@teatroromanovolterra.it www.teatroromanovolterra.it, tel. 347 5972883

ps
ecco quella che potrebbe essere una futura cartolina
Souvenir d’Italie…

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