Rassegna stampa sul referendum di Montescudaio

Fonte: Il Tirreno, Toscana 20/1007

Montescudaio al voto tra le polemiche
Si sceglie chi dovrà realizzare il parco eolico, ma Italia Nostra contesta
Gli ambientalisti: è un business, altro che partecipazione

Tra welfare e Pd l’Italia non ha ancora digerito l’abbuffata di voti, ma a Montescudaio intendono battere il record di resistenza. Domani infatti nel borgo collinare pisano si torna alle urne. Stavolta per scegliere l’azienda cui affidare la creazione di un parco eolico, per dire chi dovrà installare le torri per la produzione di energia elettrica. Sul piatto del business fremono otto progetti. E’ la seconda consultazione dopo quella di marzo che sancì la vittoria del “sì” sul “no” con il 67% degli aventi diritto. Sedicenni e stranieri compresi. Ma non chiamatelo referendum, per carità, perché rischiate che il vento si trasformi in tempesta. Italia nostra infatti ha già alzato le barricate, invitando a disertare le urne.
Il voto. E’ fissato per la sola giornata di domani: dalle 8 alle 20 gli aventi diritto (tutti i residenti, anche stranieri, che domani abbiano compiuto sedici anni) potranno votare in due seggi: in Comune (via della Madonna, piano terra) e nella sede distaccata del Fiorino.
La scelta. Il sindaco Aurelio Pellegrini lo ha detto e scritto anche in una lettera inviata a tutti i cittadini: «Le vostre indicazioni saranno vincolanti se uno dei progetti avrà ottenuto il 25 per cento dei voti degli aventi diritto».
«Non votate». «Non votare è un dovere – ripete il presidente regionale di Italia nostra, Nicola Caracciolo – perché già a marzo la consultazione è stata trasformata in referendum consentendo all’amministrazione di creare regole a proprio uso e consumo. E la promessa scritta che “gli introiti andranno a ridurre la bolletta delle famiglie di 200-300 euro l’anno” cozza contro i dettami della Costituzione che vieta di indire referendum in materia di tributi locali e di tariffe».
«Falsità». Caracciolo e company continuano a ripetere che questo non è referendum, visto che non è indicato nemmeno un quorum, ma solo un business (ammantato di partecipazione) per le imprese che incamerano finanziamenti e i Comuni che beccano succose royalty. Libecciate di vento sul parco eolico che a marzo aveva già spaccato il fronte degli ambientalisti, oltre che dei cacciatori. Tutte accuse che si infrangono contro il muro alzato dal sindaco: «Falsità, inutili tentativi di sovvertire la volontà popolare che io invece intendo garantire fino in fondo – dice Pellegrini – La giunta non ha deciso un bel niente e io non ho ancora visto nemmeno uno dei progetti».
Vediamoli noi in sintesi, questi progetti.

  • Spig Energia Srl Novara:prevede otto generatori alti 100 metri da 2.000 kw, per un totale di 16 mw. Si propone un risparmio per ogni famiglia di 250-500 euro annui e una tantum al Comune da 50.000 euro.
  • Abaco Energia Pulita Srl Cesena: sei generatori alti 102,5 metri da 1,5 mw, totale 9 mw. Al Comune 92mila euro per i primi 12 anni e 45mila per i successivi, ai cittadini agevolazioni in stile quote d’azione.
  • Emmecidue Srl Milano: otto generatori da 2.500 kw alti 125 metri, totale 20 mw. Al Comune (per la durata del contratto) una quota di 15mila euro oppure di seimila più agevolazioni alla popolazione.
  • Enel Produzione Spa Roma:otto generatori alti 105-145 metri da due mw, totale dai 12 ai 16 mw. Al Comune 99.900 euro per 12 anni, 39mila per i successivi; altri benefici come una quota della royalty da destinare ad altri lavori come impianti fotovoltaici e solari.
  • Solaris Srl Bologna-Energiquelle Brema, Germania: sei torri alte 125 metri da 3 mw per un totale di 36,71 gmw, o sei da 2 mw per un totale di 24,54 gmw. Si propone di destinare il 5,8% del fatturato ai cittadini e un risparmio sulla bolletta (254-458 euro annui).
  • R.E. Wind Srl Firenze: otto torri alte 125 metri da 2 mw, totale 16 mw. Al Comune il 3,15% del fatturato, ai cittadini vantaggi calcolati sull’euro a cent/Kwh.
  • Green Energy Solution, Pordenone: otto generatori alti 140 metri da due mw, totale 16 mw. Al Comune un quarto di milione (250mila euro). Ai cittadini nessuno vantaggio per i costi del trasporto dell’energia: si consiglia invece di alleggerire l’Ici.
  • Stefano Mannoni, Montescudaio: cinque generatori alti 130 metri da 2 mw, totale 13.500 mw. Al Comune il 30% annuo, 192mila euro più altri benefici per impianti fotovoltaici, ecc.

Fonte: Il Tirreno, Cronaca di Cecina 21/10/07
Di: Carlo Ripa di Meana presidente del Comitato nazionale del paesaggio

Il fronte del no. Siamo arrivati al voto di scambio

Montescudaio, comune delle colline metallifere toscane, provincia di Pisa, dopo un primo referendum sui generis aperto a minorenni e non elettori, e non avendo l’amministrazione offerto alla popolazione rappresentazione di opinioni diverse da quelle filo-eolico, è ora giunto al secondo tempo, a una seconda consultazione assolutamente atipica, per suggellare la scelta eolica e renderla operativa.
È un’offesa alle istituzioni l’indegno mercato di voti a Montescudaio. Si cambiano le regole delle votazioni a seconda della convenienza. Si svendono il territorio e il paesaggio al miglior offerente. Temi di competenza strettamente tecnica vengono sottoposti al voto di una popolazione disinformata ma blandita.
I venditori di pale come piazzisti si affidano a trampolieri e clown, nani e ballerine per vendere la loro merce di torri eoliche. Offrono in piazza salumi, formaggi, vino e musica dal vivo. Si arriva al ridicolo propagandando un impianto “salvabosco, in pianura, lungo il fiume”, con un volantino che recita “falso chi dice che non c’è vento, il vento ha abbattuto l’autovelox!”.
Tale curiosa modalità di misura anemometrica è una primizia tutta locale, e ancora “impatto visivo nullo” e si promettono soldi. Vince chi promette di più, siamo al voto di scambio, questa è la nuova democrazia che avanza insieme all’eolico in Italia.

Fonte: Il Tirreno, Cronaca Toscana 22/10/07
Di: Alessandro De Gregorio

Montescudaio, fallisce il referendum-bis.
Sul parco eolico vince l’astensione
Affluenza ferma al 18% Scelta la proposta di una azienda di Pordenone

A marzo era stata tutta un’altra cosa, con una forte partecipazione alle urne: il 67,8% si dichiarò favorevole alla realizzazione di un parco eolico a Montescudaio. Ieri no. Sarà stata la tramontana, sarà stata la campagna di dissuasione di Italia Nostra e del Coordinamento eolico sostenibile. Fatto sta che stavolta la gente è rimasta a casa. Appena 285 persone (su 1.583 aventi diritto) hanno partecipato alla consultazione-bis, quella per la scelta del progetto tra gli otto in gara. Una scelta c’è stata, ma non vincolante. Il sindaco Aurelio Pellegrini aveva dichiarato che se un progetto avesse raggiunto la soglia del 25%, avrebbe vinto senza discussioni.
Ieri, con l’affluenza inchiodata al 18%, quella soglia è rimasta lontana. I pochi voti si sono concentrati su un’azienda di Pordenone, la Green energy solution: 109 voti, una percentuale del 40,67 sui voti validi e del 6,89 sugli aventi diritto. Il secondo progetto (quello del professor Stefano Mannoni di Montescudaio) ne ha ottenuti 51. A seguire Solaris Bologna-Energiquelle Brema (37 voti), Abaco Energia Pulita Cesena (22), Enel Produzione Spa Roma (19), Spig Energia Novara (15), Emmecidue Milano (10), R.E. Wind Firenze (5).
Parere non vincolante, d’accordo, ma la Green energy ha grosse probabilità di ottenere l’appalto per la costruzione e la gestione del parco eolico.
Tra l’altro, l’azienda friulana era stata l’unica a non promettere benefici ai montescudaini o sconti sulle bollette. Solo un bel po’ di soldi al Comune, 250mila euro ma, c’era scritto nella scheda, «ai cittadini nessun vantaggio per i costi del trasporto dell’energia: si consiglia invece di alleggerire l’Ici». Un progetto che prevede otto generatori alti 140 metri da due megawatt, per un totale di 16 mw.
Ora la parola al Comune. «Non è esattamente così – dice il sindaco – l’indicazione delle urne è stata chiara ma la giunta non si pronuncerà. Lo faranno la commissione edilizia allargata e la conferenza dei servizi che convocherò subito in modo da avere un verdetto entro fine mese. Poi ci vorranno due mesi per il parere della Regione. I lavori? A primavera».

Fonte: Il Tirreno
Di: Alessandro De Gregorio

Il voto di Montescudaio
Parco eolico: la gente non blinda il progetto
Bassa affluenza (18%), dalle urne solo un’indicazione non vincolante
285 votanti su 1.583, quasi la metà ha scelto la proposta di Green energy solution

Sarà stata la tramontana. O l’appello di Italia nostra. O magari il presidio di quelli del Coordinamento eolico sostenibile, che dalle 8 alle 20 si sono piazzati davanti ai seggi invitando la gente a lasciar perdere. Fatto sta che la scheda nell’urna ce l’hanno infilata in pochi: 285 su 1.583 aventi diritto. Il 18%. E così niente scelta vincolante, nessun progetto blindato dalla volontà popolare.
La palla torna al Comune. Come previsto, aggiungono maliziosamente gli anti-parco.
«Come previsto lo dico io – ribadisce il sindaco Aurelio Pellegrini – visto che le regole erano chiare, scritte nero su bianco: la scelta dei cittadini sarebbe stata vincolante per l’amministrazione comunale se un progetto tra quelli in lizza avesse raggiunto il 25 per cento dei voti validi. Questo non è avvenuto, d’accordo. Ma le urne hanno detto qualcosa, un’indicazione c’è stata eccome e noi la prenderemo in seria considerazione».
L’indicazione è caduta sul progetto di un’azienda di Pordenone, Green energy solution: è stato quello più gettonato con 109 voti, il 40,67% dei voti validi e il 6,89% degli aventi diritto.
Il secondo progetto più votato (quello del professor Stefano Mannoni di Montescudaio) ha ottenuto 51 voti, poi si scende alla Solaris con 37 voti; una manciata di schede per gli altri cinque concorrenti.
«Un’indicazione chiarissima – ripete il sindaco – La gente ha votato, saranno stati anche pochi ma quei circa trecento sono andati alle urne e hanno espresso democraticamente la loro volontà. Contrariamente a quanto accusano i nostri detrattori, io e la giunta non decideremo un bel nulla nemmeno stavolta. Lo faranno la commissione edilizia allargata e la conferenza dei servizi che convocherò subito. Entro fine mese il verdetto, poi la ditta che si aggiudicherà il consenso generale dovrà sottoporre il progetto al controllo della Regione. Ci vorranno un paio di mesi per il parere della Regione. I lavori potranno cominciare a primavera».
Tra le accuse mosse al sindaco, quella di aver innalzato la soglia del venticinque per cento degli aventi diritto proprio per avocare a sé la decisione finale.
«Io non so più come definirla, questa balla colossale – replica Pellegrini – Eppure basterebbe fare una semplice considerazione: se fosse stato così, perché avrei insistito invitando la gente ad andare a votare?
Italia nostra e il Coordinamento hanno cercato fino in fondo di convincere i cittadini a disertare le urne. Ma scusate, se la gente non vota non sceglie. E quindi, in teoria, rimette la decisione nelle mani del sottoscritto. Ci rendiamo conto che questa impostazione non torna, o no?».
«E poi – aggiunge Pellegrini – non potevo indicare una soglia più bassa. Un parere vincolante ha bisogno di un forte consenso, perché se fosse passato il progetto X, quel progetto avrebbe dovuto trovare attuazione per forza. In caso di omissioni dell’azienda, sarei dovuto intervenire io. Ad esempio in caso di mancato accordo con i proprietari dei terreni».
Fatto sta che la scarsa affluenza è un altro dato su cui riflettere. «Forse la gente era stanca di votare – dice il sindaco – magari non tutti se la sono sentita di prendere una decisione. Devo dire però che alle urne ho visto molti giovani, molti trentenni, e questo mi ha fatto piacere. Dopodiché, lo vedo anch’io che sono stati pochi. Mi consolo pensando che alle recenti primarie del Pd sono stati anche meno, addirittura un’ottantina…».

Fonte: Il Tirreno, Cronaca di Pontedera
Di: Alessandro De Gregorio

L’indicazione non sarà vincolante, ora tocca al Comune
Parco eolico, solo il 18% alle urne La gente non blinda il progetto

Sarà stata la tramontana. O l’appello di Italia nostra. O magari il presidio di quelli del Coordinamento eolico sostenibile, che dalle 8 alle 20 si sono piazzati davanti ai seggi invitando la gente a lasciar perdere. Fatto sta che la scheda nell’urna ce l’hanno infilata in pochi: 285 su 1.583 aventi diritto. Il 18%. E così niente scelta vincolante, nessun progetto blindato dalla volontà popolare. La palla torna al Comune. Come previsto, aggiungono maliziosamente gli anti-parco. «Come previsto lo dico io – ribadisce il sindaco Aurelio Pellegrini – le regole erano chiare: la scelta sarebbe stata vincolante se un progetto avesse raggiunto il 25 per cento dei voti validi. Questo non pè avvenuto ma un’indicazione c’è stata e noi la prenderemo in seria considerazione». L’indicazione è caduta sul progetto di un’azienda di Pordenone, Green energy solution: è stato quello più gettonato con 109 voti, il 40,67% dei voti validi e il 6,89% degli aventi diritto. Un’indicazione chiara: il secondo progetto più votato (quello di Stefano Mannoni di Montescudaio) ha ottenuto 51 voti, poi si scende alla Solaris con 37 voti; una manciata di schede per gli altri 5. «Un’indicazione chiara anche per noi – dice il sindaco – A questo punto siamo orientati a concentrarci sui primi 2 progetti, quello di Pordenone e quello di Mannoni».

Fonte: Il Tirreno, Cronaca di Cecina 23/10/07
Di: Alessandro De Gregorio

Energia & business
Saranno otto generatori alti 140 metri
Parco eolico: via all’esame del progetto che ha ottenuto più voti

Chiusa la stagione delle consultazioni popolari, ora per l’operazione parco eolico riprende il normale iter burocratico. Domani si riunisce la giunta e il progetto uscito vincitore dalle urne (semivuote) verrà passato ai raggi X dalla commissione edilizia allargata, dalla conferenza dei servizi e, soprattutto, dalla Regione che dovrà esprimere il parere decisivo. Non sarà una cosa rapida. Se non ci saranno intoppi, le pale cominceranno a girare tra due anni, nell’autunno del 2009. Anche i soldi, che secondo il sindaco non se li porterà via il vento né il bilancio.
Tempi. La Green energy solution, l’azienda di Pordenone che domenica ha raccolto oltre il 40% di voti validi, lo aveva già indicato nella propria scheda: durata lavori, 18 mesi. Facciamo due calcoli: entro novembre commissione e conferenza chiuderanno l’istruttoria, poi un paio di mesi per la Via (valutazione di impatto ambientale). A primavera l’apertura del cantiere. Tempi che si dilaterebbero in mancanza di accordi con i proprietari dei terreni e, soprattutto, di uno studio anemometrico.
Vento. E la mancanza di uno studio sui venti è una delle obiezioni che vengono mosse dagli anti-parco. «Continuo a ripetere che non conosco i progetti nel dettaglio – dice il sindaco Aurelio Pellegrini – compreso quello della Ges, che ora esamineremo punto per punto. Studi e accordi li darei per scontati, comunque vedremo».
Torri. Il progetto della Ges prevede quattro torri nella zona compresa tra i Poderini, Podere San Girolamo e Le Basse; una a Santa Maria, una a Pianette. Otto aerogeneratori alti 140 metri, capaci di fornire due megawatt di energia a testa per una potenza complessiva di sedici megawatt.
Soldi. Nella scheda, c’è scritto che al Comune andrà un quarto di milione (250mila euro) l’anno. Ai cittadini «nessun vantaggio per i costi del trasporto dell’energia, si consiglia di alleggerire l’Ici».
«Possiamo anche farlo – dice il sindaco – ma ci guadagnerebbero solo i proprietari di immobili, sarebbe un privilegio riservato a questa fascia. Magari potremmo adottare un sistema misto, con altrettante agevolazioni per le classi meno agiate. Oppure lasciare l’Ici com’è e redistribuire in altre forme quei 250mila euro a tutti i cittadini. Forme e modi li troveremo. Una cosa è certa: quei soldi non serviranno a coprire buchi di bilancio che non abbiamo».
Critiche. Continuano a fioccare da Mariagrazia Roncalli e Loriano Fidanzi, del Coordinamento eolico sostenibile: «La popolazione – scrivono – non ha potuto votare no a tutti i progetti, come premesso, si è quindi astenuta dal voto. E’ un no all’eolico speculativo che ha mostrato il suo volto nell’indegno mercato di voti preelettorale. Le decisioni di politica energetica a vasto impatto sul territorio devono essere la conseguenza di una programmazione energetica almeno a livello regionale, non possono essere lasciate all’iniziativa di singoli Comuni con le finanze spesso disastrate alla mercé di ogni tipo di speculazione. Il territorio non si vende né si sfrutta, lo si coltiva. La fretta del sindaco si rivolga alle vere emergenze ambientali locali quali le fogne a cielo aperto, la piattaforma ecologica, il risanamento di Poggio Gagliardo, il progetto Idros, ecc. Non si dimentichi una reale politica di contenimento dei consumi».
Replica. «Ah, si ricordano di Idros? Mi fa piacere – dice Pellegrini – comunque non commento. Se userò ancora la consultazione? Sì, per tutto quello che non è compreso nel mio mandato elettorale».

 

Fonte: Il Tirreno, Cronaca di Cecina
Di: Paolo Maria Politi (Wwf)

Il WWF: gli abitanti hanno avuto un ripensamento

La cittadinanza di Montescudaio ha ritenuto non meritevole di attenzione il referendum pro-eolico. Le percentuali dei votanti, risibili, parlano chiaro. Quali sono i motivi di tale disinteresse? Giochi già fatti? Ineluttabilità di un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale e ritenuto ormai a due passi dalla cantierabilità? Oppure il ripensamento degli abitanti con il tentativo di vanificare l’esito referendario e promuovere, attraverso il fallimento della consultazione, una riflessione profonda su questo progetto battezzato come grande opportunità per il territorio e i suoi abitanti?
Delle tre ipotesi io voglio sperare che sia la terza. Il territorio di Montescudaio, per la sua connotazione orografica, la sua spiccata vocazione all’agricoltura di qualità, un paesaggio che non ha subìto ancora grandi sconvolgimenti di carattere urbanistico e, perché no, estetico, non merita l’invasione di 8 torri da 145 metri. Anche per l’innegabile impatto che queste strutture andrebbero a determinare sulla rara avifauna selvatica (vedi il biancone, rapace migratore noto come l’aquila dei serpenti) che trova habitat riproduttivo ideale proprio laddove verrebbero collocate le torri. Vogliamo favorire la perdita di biodiversità per un non chiarito beneficio energetico e collettivo?
La storia, il territorio e la natura di Montescudaio non meritano questa scelta, già di per sè ormai superata nel panorama internazionale delle energie alternative, quando questa va a incidere su territori pressoché vergini.
È questo il momento saggio per un radicale ripensamento, magari rilanciando con una campagna dedicata al risparmio energetico (per esempio, con la sostituzione delle lampade incandescenti con quelle luminescenti) su cui il Comune potrebbe diventare il miglior partner per l’intera comunità di Montescudaio e “fare scuola”. Perché non provare ad aprire un fronte nuovo e meno impattante sul tema del fabbisogno energetico?
Montescudaio e il suo sindaco, attuale o futuro, potrebbero far parte di un esperimento virtuoso da esportare laddove stanno cantando senza tregua le suadenti sirene dell’eolico.

Fonte: Il Tirreno, Cronaca di Cecina
Di: Solaris srl

Solaris srl: forti dubbi per la ventosità in pianura

La consultazione di Montescudaio si è conclusa con una partecipazione significativa, vista la complessità delle proposte, ma certamente modesta e che sostanzialmente sembra premiare le localizzazioni in pianura, meno visibili e più lontane dal capoluogo.
Ora, sindaco, sarà la sua amministrazione a scegliere tra le proposte, i tempi e le modalità di sviluppo di uno dei progetti. Vogliamo allora sottolineare le tre condizioni indispensabili per la realizzazione di qualunque impianto eolico che non possono essere ignorate: 1) la necessità che il sito scelto abbia sufficiente vento; 2) che non ricada in aree con vincoli ambientali e paesaggistici che non consentirebbero di avere il parere favorevole della Valutazione di impatto ambientale, e quindi le necessarie autorizzazioni; 3) un’esperienza reale nel settore specialistico come è l’eolico e le reali capacità finanziarie della società propronenti che dovrebbero pure realizzare l’impianto, e non “vendere” il progetto a terzi non conosciuti di ancor più dubbia capacità.
Se queste condizioni non saranno garantite nessun impianto eolico sarà mai realizzato e la partecipazione e volontà dei cittadini, che lei ha dimostrato di avere molto a cuore, e che comunque si è chiaramente espressa in ben due consultazioni favorevoli all’eolico, sarà risultata vana.
Relativamente al reale potenziale eolico presente a Montescudaio, pur non essendoci dati certi al 100%, la sua amministrazione ha però la disponibilità del sunto dello studio realizzato dall’Università di Firenze da cui emergono fortissimi dubbi circa la presenza di sufficiente ventosità nelle aree di pianura. Anche rispetto ai vincoli, l’amministrazione ha la disponibilità completa dei vincoli ambientali e paesaggistici esistenti e potrà verificare quali sono le proposte che si pongono totalmente al di fuori di aree con vincoli ambientali e paesaggistici, rispettando la legge che obbliga a valutare le “alternative di localizzazione” per scegliere quelle meno impattanti e senza vincoli. Per valutare poi l’esperienza, l’affidabilità e le capacità finanziarie reali delle società, le informazioni sono pubbliche.

Fonte: La Nazione, Cronaca di Livorno
Di: Stefania Riva

Montescudaio. Ma i partecipanti al voto sono stati davvero pochi.
Ora il piano può procedere
Azienda di Pordenone «vince» il referendum sul parco eolico

Ha vinto uno tra i progetti meno redditizi per amministrazione e privati, ma il piano eolico, presentato dall’ azienda Green Energy Solution di Pordenone, ha ottenuto la preferenza oltre il 40% dei votanti, conquistando 109 voti. Sono stati solo 285 su 1583 aventi diritto, coloro che hanno aderito all’ invito di recarsi alle urne per scegliere il progetto più vantaggioso, in primis per l’ impatto ambientale. «Nonostante non sia stata raggiunta la soglia del 25% dato precedentemente per vincolante — dice il sindaco Aurelio Pellegrini — non intendo disattendere questa chiara e precisa indicazione che arriva dalla gente. Il problema, al limite, avrebbe potuto porsi a contrario, per l’ eventuale interpretazione, in caso di voti distribuiti a macchia di leopardo. Invece coloro che sono andati alle urne hanno ben mostrato di conoscere i progetti. Non a caso il secondo classificato in base alle preferenze e cioè quello del professor Stefano Mannocci, che si è aggiudicato 51 preferenze, ha la medesima localizzazione del primo, riguardo alla collocazione delle torri; tutte installate agli imbocchi delle vallate e fuori da colline e aree boschive. Ora dopo questa fase aggiuntiva delegata alla volontà popolare, la creazione del parco eolico seguirà il percorso burocratico-istituzionale con il parere della commissione edilizia integrata, la convocazione della conferenza dei servizi per mano del responsabile del progetto e la valutazione di impatto ambientale attesa poi dalla Regione». Ma la volontà popolare ha combaciato o no con l’ orientamento dell’ amministrazione? «Le rivelo un aneddoto — chiude il sindaco — io in primis non ho voluto anticipatamente vedere i progetti per non influenzare anche involontariamente la gente, ma parlando sabato con una mia amica ambientalista di provata fede, ho captato che il progetto poi risultato vincente, per lei era quello che offriva maggiori garanzie per l’ impatto ambientale». Il resto dei voti si sono dispersi sulle altre 6 aziende partecipanti.

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