Risposta a La Repubblica su eolico Scansano

In relazione a quanto pubblicato lunedì 12 maggio (che pubblichiamo al termine del comunicato n.d.r.) sulla questione dell’eolico di Scansano, al di là della questione specifica, risulta scorretto contrapporre, come fanno Jacopo Biondi Santi ed Ermete Realacci l’eolico al nucleare. L’eolico non è un’alternativa né al nucleare né  alle fonti fossili, perlomeno finché non riusciremo a convincere cittadini e industrie a usare l’elettricità solo nelle giornate di vento. Le esperienze straniere, in paesi ben più adatti dell’Italia alla produzione di elettricità da fonte eolica, non sono, a differenza di quanto sostengono Realacci e il Kyoto Club, particolarmente incoraggianti. La Spagna ha visto aumentare le sue emissioni di CO2 del 50% negli ultimi anni e la Germania, nonostante le 20.000 turbine eoliche che ne stravolgono il territorio, fornendo a malapena il 6% dell’elettricità, sta costruendo decine di centrali a carbone. Entrambi i paesi non hanno chiuso nemmeno una centrale nucleare, come sottolinea l’articolo apparso su Le Monde il 15 -2-2008 dal titolo “l’aumento dell’eolico non significa meno CO2”.
Chi continua a sostenere così l’eolico come fonte in grado di sostituire oggi quella fossile o nucleare non è un ambientalista responsabile e di tale irresponsabilità dovrà essere chiamato a rispondere prima o poi.
L’eolico in Italia riceve i sussidi più alti del mondo, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale per l’Energia,  incentivi del doppio e addirittura del triplo degli altri paesi europei, come ha denunciato anche l’Espresso e si è trasformato non in uno strumento per produrre energia (che ne produce a malapena con un’efficienza ridotta al 20%) ma in una macchina per fare soldi, di cui la maggior parte va alle multinazionali dell’energia e una piccola parte finisce ai Comuni: il che spiega l’insana passione dei Sindaci, anche toscani, per questa fonte rinnovabile che permette di far quadrare i loro magri bilanci a spese dell’ambiente, del Paesaggio e a danno di monumenti millenari come il Castello di Montepò a Scansano. In più c’è la beffa dell’aumento sulla bolletta elettrica degli italiani per la quota d’investimento in fonti alternative.
Il futuro è certamente delle rinnovabili ma non con questa corsa sfrenata all’eolico che non tiene conto dell’efficacia degl’investimenti e della vocazione dei singoli paesi ma solo agli affari dei grandi poteri fnanziari.
Mariarita Signorini Gruppo di lavoro nazionale energia  Italia Nostra
Carlo Alberto Pinelli Mountain Wilderness Italia
Oreste Rutigliano Comitato nazionale del Paesaggio

Fonte: La Repubblica, 12/05/2008
Di: Antonio Cianciullo

La battaglia dei mulini a vento

Regalano energia pulita a 40 mila persone, l’ equivalente di una città grande come Avezzano. Tolgono dal cielo 27 mila tonnellate l’ anno di anidride carbonica, il gas che sta minando la stabilità del clima. Aiutano l’ Italia ad alleggerire la maxi multa che ci pioverà addosso per non aver rispettato gli impegni sottoscritti a Kyoto. Ma potrebbero fermarsi da un momento all’ altro: il futuro dei dieci mulini a vento di Scansano, in provincia di Grosseto, dipende dalla decisione che il Consiglio di Stato prenderà domani per porre termine al lungo contenzioso che, come quasi ovunque in Italia, accompagna le fonti rinnovabili nel momento in cui da sogno si trasformano in realtà. Nell’ aprile 2007 il Tribunale amministrativo regionale della Toscana ha bocciato gli impianti accogliendo il ricorso presentato da Jacopo Biondi Santi, la griffe del Brunello di Montalcino sbarcata nelle terre del Morellino dopo aver acquistato dalla moglie dello scrittore Graham Green una tenuta da 500 ettari con il castello medioevale di Montepò che si trova a un chilometro e mezzo, in linea d’ aria, dalla torre eolica più vicina. «Il tram a Firenze per cacciar via lo smog non lo vogliono, gli impianti eolici gli sembrano brutti, ma vorrei sapere io cos’ è il bello», si scalda il sindaco di Scansano, Flavio Morini. «Noi abbiamo cambiato tutta l’ illuminazione pubblica mettendo le lampadine ad alta efficienza. Abbiamo regalato ai nostri cittadini il kit per il risparmio energetico. Abbiamo ridotto in tre anni di un terzo i consumi idrici per le attività comunali. Stiamo per costruire un impianto fotovoltaico da 2,2 megawatt, in una cava dismessa. E abbiamo creato, grazie a un accordo con la società Gamesa che ha investito 25 milioni di euro, un parco eolico in una zona dove già c’ erano tralicci Enel alti 70 metri. È una colpa?» «La centrale eolica altera la canalizzazione del vento modificando il microclima dei miei vitigni», ribatte Biondi Santi. «Inoltre ho chiesto i danni al Comune e alla Regione perché l’ impianto, con le pale che arrivano a 120 metri, incombe sul castello e lo deprezza: l’ attività promozionale è diventata difficilissima. Se vanno avanti così finiranno per mettere queste torri orribili anche in piazza Signoria, a Firenze». Il ricorso è stato sostenuto da un comitato a cui aderiscono anche Italia Nostra e Mountain Wilderness, che si oppongono all’ impianto perché «deturpa il paesaggio di una delle zone più belle e amate della Toscana, protetta da vincoli storico-ambientali». Ma come risolvere il rebus energetico, con una domanda che continua a crescere e un vincolo sempre più rigido contro le emissioni di gas serra prodotte dai combustibili fossili? «Se vogliamo limitarci a rispondere usando formulette, possiamo continuare a ripetere solare ed eolico», risponde Biondi Santi. «Ma se il problema lo vogliamo risolvere davvero, allora dobbiamo pensare alle centrali nucleari». Opposto il parere di Ermete Realacci, ministro ombra per l’ ambiente. «A marzo in Spagna si è registrato un sorpasso storico: il sole, il vento e le altre rinnovabili hanno prodotto più elettricità del nucleare. E stiamo parlando di un paese che ricava il 22,7 per cento della sua energia elettrica dall’ atomo. Ebbene, l’ assieme delle fonti pulite è arrivato al 28,4 per cento, soprattutto grazie all’ eolico che da solo garantisce il 16,7 per cento superando anche il carbone». Un trend confermato dai dati del Kyoto Club, il cartello delle imprese impegnate in campo ambientale: negli ultimi anni, il vento ha superato su scala mondiale, dal punto di vista della potenza addizionale, l’ atomo; e nel periodo 2008-2012, il nuovo eolico dovrebbe produrre una quantità di energia elettrica pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare.

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