Rivoluzione ambientale

Fino ad inizio ‘800 c’era stata solo l’energia dell’acqua scorrente, del vento, dei muscoli di uomini e besie; l’invenzione della macchina a vapore provocò la rivoluzione industriale, completata da altre fonti meccaniche di energia; abbiamo trasformato la Terra naturale in un Mondo talmente inquinato, da metterne a rischio l’abitabilità.
Il riscaldamento dell’atmosfera è tutto negativo; è risibile qualche vantaggio; come la facile fruibilità del mitico passaggio a Nord-Ovest tra Atlantico e Pacifico, più breve del transito attraverso il Canale di Panama. A parte la coltivazione della vite in Inghilterra, è un’illusione la fertilità delle regioni artiche, perché dal duro permafrost si passerà ad un deserto.
Paul Kennedy, professore di storia alla Yale Università, Usa, scrisse su “Internazionale” del 25.7.2008, che le situazione mondiale evolve a danno dell’ambiente, causa la crescente domanda di energia. I poveri del Sud del mondo bruciano di tutto: non solo sterco, anche più carbone e legna, disboscando, disertificando. I carburanti alternativi provocano maggiori disastri; l’etanolo, specie ricavato dal mais, ha comportato un terremoto sul mercato delle materie prime alimentari, oltre ai danni delle monoculture. Da qui una ripresa del favore per gli o.g.m., nella terrificante prospettiva che nel 2050 l’attuale popolazione di 6,5 miliardi salirà a 9 (nove!). A livello politico, davanti all’affannosa ricerca di nuove riserve di idrocarburi, si prospettano trivellazioni in aree protette come l’Alasca. In alternativa ripartono le lobbies del nucleare: grandi investimenti in Usa ed in India, in Cina le centrali nucleari aumenteranno da 10 a 40, per non parlare del minaccioso Iran; in Germania il programma di smantellare le 17 centrali è rimesso in discussione; si riparla di nucleare anche in Italia.
Sgomenta pensare a quando paesi come la Cina, l’India ed altri di Asia ed Africa raggiungeranno l’agognato stile di vita dell’Occidente sviluppato. C’è da fidarsi di politici, che conoscono solo la parola “sviluppo” e ci hanno condotto al punto in cui siamo, con il cambiamento climatico in atto? Non c’è più tempo da perdere; al 1988 risale il primo allarme lanciato da James Hansen, climatologo della Nasa; per il 2016 ha previsto l’apocalisse climatica, se non si ridurrà drasticamente l’anidride carbonica. Ci sarà un rinsavimento? Si riuscirà a favorire lo sviluppo, nel senso di più decenti condizioni di vita per i popoli al momento ancora derelitti, salvando l’ambiente?
E’ urgente iniziare la rivoluzione ambientale. Mi sento di dire agli ambientalisti. “voi siete il sale della Terra!” Cosa possono fare granelli di sale e la pochezza dell’azione individuale di fronte all’immensità dei problemi?
Quella scienza, che finora ha prodotto inquinamento, non è più una speranza, ma una realtà; studiando come salvarci, ha già inventato motori elettrici, ad idrogeno, a vapore acqueo, a magneti; sono stati i potentati dei petrolieri, che hanno imposto a deboli politici di non produrli. I molti naufragi di petroliere non hanno fatto effetto, sono stati incassati come un male necessario; adesso l’immane disastro del Golfo del Messico farà riflettere; a petrolieri e politici testardi dobbiamo purtroppo augurare maggiori disastri.
Noi individui, però, non dobbiamo limitarci ad attendere l’intervento salvifico dei potenti, perché nell’insieme abbiamo una grande forza; cito l’esperto Michael Pollan dal New York Time Magazine, che informa come i consumi individuali costituiscano il 70% dell’economia mondiale. Il Mondo è mosso dai consumi, cioè dagli stili di vita; l’incombente problema climatico è la sommatoria degli stili di vita evidentemente sbagliati di buona parte dell’umanità. Al punto in cui siamo, non è pensabile un ritorno a sistemi di vita naturali, presenti tuttora in piccole popolazioni più o meno isolate dell’Amazzonia e della Papuasia, considerate sagge ma selvagge rimanenze dell’Età della Pietra, curiosità folkloristiche. Noi ambientalisti, sale della terra, dobbiamo proporre dal basso, la nostra rivoluzione degli stili di vita. In grande sintesi, bisogna essere di meno e consumare di meno; dopo che da oltre 2 secoli ci siamo approfittati dell’energia a buon mercato, prima il carbone con la rivoluzione industriale, e poi gli idrocarburi per la mobilità di massa.
Cito George Mombiot dal The Guardian, per ribadire che l’aumento demografico è ininfluente sull’ambiente, se avviene tra i selvaggi nella foresta. Nei paesi occidentali le nascite sono stabili; ma l’aumento demografico avviene con l’arrivo degli immigrati, seguiti dai familiari e e successive nascite. I nuovi arrivati, esclusi i lavoratori soli, che mandano quasi tutto il guadagno ai familiari rimasti in patria, ovvero quelli che intendono integrarsi nel paese d’accoglienza, desiderano occidentalizzare il loro stile di vita in senso consumistico. L’aumento della popolazione civilizzata e consumistica, riduce gli spazi, con una reazione a catena negativa per l’ambiente.
Bisogna riavere efficienti trasporti pubblici, come quando l’automobile era privilegio di pochi; come succede nella ricca Svizzera, dove i felici abitanti hanno anche 2 auto in garage, ma le usano solo per le grandi occasioni, andando a scuola o al lavoro con i mezzi pubblici. Per i consumi bisogna nel possibile ritornare all’antico: snobbare i supermercati moltiplicatori di imballaggi, che fanno arrivare camionate di merci da molto lontano; preferire negozi di quartiere, alimenti di stagione e prodotti locali a km zero. Meglio ancora gli orti di città, diffusi a Zurigo, città di circa 400.000 abitanti, non lontano dal centro; come a Firenze entro le mura, ma purtroppo solo secoli fa.
Rivoluzione ambientale nelle piccole cose: per ogni prodotto domandarsi se è indispensabile, o se si cade nel trucco consumistico degli industriali; usare accorgimenti tecnici per risparmiare l’energia e l’acqua, lasciare gli ascensori agli invalidi e salire e scendere le scale a piedi, perché fa bene alla salute di ognuno ed all’ambiente di tutti.
Pietro Cipollaro, 24 giugno 2010

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: